Andrea Sempio a "Verissimo": 'Sono un colpevole desiderato"

Andrea Sempio in tv: “Io colpevole desiderato, la mia vita stravolta”

L'intervista a "Verissimo": "Marco Poggi è sempre stato dalla mia parte"

“Il 2025 è stato l’anno più difficile della mia vita. Questa è la terza volta che ci siamo dentro ed è la più difficile. Spero sia l’ultima”. A parlare così, in un’intervista esclusiva rilasciata a “Verissimo”, è Andrea Sempio al centro di una nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Per la legge italiana, il colpevole è Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere.

Andrea Sempio era poco più che maggiorenne quando Chiara Poggi fu uccisa. Ascoltato il giorno del delitto per via della sua amicizia con Marco Poggi (fratello della vittima, ndr) e già sospettato, all’epoca fu scagionato rapidamente. Oggi le attenzioni degli investigatori sono nuovamente rivolte a lui. Lo scorso marzo, è stato accusato di omicidio in concorso ed è stato travolto da una vera e propria tempesta mediatica.

L’ultimo colpo di scena è venuto fuori da una perizia secondo cui il suo dna e quello dei suoi familiari di sesso maschile sarebbe compatibile con quello rinvenuto sulle unghie della vittima. La famiglia Poggi crede nella sua innocenza e ritiene che il colpevole sia già in carcere.

L’intervista di Andrea Sempio a “Verissimo”

Nel corso della lunga intervista rilasciata a “Verissimo”, Andrea Sempio ha raccontato la sua verità spiegando come l’inchiesta condotta dalla Procura di Pavia gli abbia stravolto la vita. “Come mi sono sentito quando ho saputo di essere indagato per la terza volta? È stato uno choc – ha esordito – Sono stato contattato dai carabinieri e non rispondevo perché non conoscevo il numero. Quando ho risposto mi hanno detto: ‘Dobbiamo notificarle un atto’. Io non sapevo esattamente cosa fosse. Sono andato in caserma e in questo foglio c’era tutta la descrizione dell’accusa, cioè omicidio in concorso (…) Uno dei primi pensieri è stato: ‘Adesso come lo dico ai miei?’”.

“C’è gente che vuole festeggiare una mia condanna”

Andrea Sempio si è definito “un colpevole desiderato”. “La cosa assurda di questa storia è che segue due strade: quella giuridica che è stata abbastanza lineare e tranquilla (…) e quella mediatica che è passata dalla televisione e da internet alla gente comune – ha argomentato – Si sono create due tifoserie, c’è una parte che ce l’ha con me e anche quando escono notizie a mio favore non li smuovi. Nella vita di tutti i giorni non avverto odio. Sui social, invece, tantissimo. C’è gente che vuole festeggiare una mia condanna”.

Andrea Sempio ha bollato la vicenda che lo vede coinvolto come “una serie tv di cui sono protagonista, mio malgrado” e ha confidato di aspettarsi un rinvio a giudizio. “Poi vedremo all’udienza preliminare, ovviamente puntiamo al proscioglimento – ha tenuto a precisare – Non ci sembra ci siano elementi per portare avanti il processo. Tra l’altro, io potrei chiedere di essere interrogato, se sarà il caso si farà”. Quindi ha spiegato perché lo scorso 20 maggio non si è presentato all’interrogatorio: “E’ stata una scelta che abbiamo concordato con i miei avvocati”.

L’amicizia con Marco Poggi: “Mi è sempre stato vicino”

Andrea Sempio ha anche smentito di avere avuto un’infatuazione per Chiara Poggi: “Non c’è mai stato nulla di tutto ciò, è un’altra delle tante cose che stanno montando per portare avanti questa telenovela”, La sua amicizia con Marco Poggi non è mai stata scalfita dalla vicenda: “Non credo proprio che lui abbia mai dubitato di me. Sia io che gli altri amici abbiamo sempre cercato di non parlarne perché è un evento doloroso. Io e Marco ci siamo sentiti diverse volte, soprattutto ogni volta che sono ripartite le indagini e lui è sempre stato dalla mia parte. Poi si è trasferito per questioni di lavoro e ci si vede meno ma mi è sempre stato vicino. Marco sente che la nostra amicizia ha una responsabilità in questa vicenda”.

Andrea Sempio a “Verissimo”: “Il colpevole è Stasi”

La conversazione si è spostata su Alberto Stasi. Andrea Sempio ha negato che per lui fosse un chiodo fisso e ha dichiarato di non conoscerlo: “Mai visto. C’è stata solo un’occasione in cui siamo andati vicini a incontrarci. È stata qualche anno dopo l’omicidio, in un locale di Garlasco. Io e la mia compagnia di amici, tra cui Marco, eravamo lì a cena. Nel locale avevamo notato questo ragazzo che aveva un cappello in testa. Guardandolo, abbiamo riconosciuto che era lui. Allora abbiamo chiesto di cambiare tavolo per fare in modo che Marco non lo vedesse”.

“Chi ha ucciso Chiara Poggi? Io ad oggi credo Alberto Stasi, le sentenze hanno stabilito quello. Francamente non ho le competenze per metterlo in dubbio. Per me la verità è quella”, ha aggiunto.

“Forse ho fatto bene a non costruirmi una famiglia”

“Sono tornato a vivere con i miei genitori – ha confessato Sempio quasi a margine dell’intervista – Al contrario di quello che pensa mio padre, non credo che la mia vita sia rovinata perché prima o poi ne esci. Ovviamente questa cosa, tornata ciclicamente, ci segnerà per sempre. Oggi mi muovo poco, lavoro, manca la parte di svago, di libera uscita (…) Io potrei cercare di fare una vita normale, ma le persone che ne fanno parte rischierebbero di essere tirate in mezzo a questa vicenda che è una cosa che voglio cercare di evitare. Devi sparire per non causare un danno agli altri”.

“Mi piacerebbe far vedere un nipotino ai miei. Vediamo… – ha concluso -Ma devo dire che forse è stato anche un bene che non mi sia costruito una famiglia negli ultimi anni perché altrimenti adesso ci sarebbero dentro anche loro. Se io oggi fossi in una situazione con una compagna e un figlio o una figlia piccola, sarebbe un disastro”.
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