Gesip, proteste non stop| Cassonetti in fiamme nella notte

Gesip, proteste non stop| Cassonetti in fiamme nella notte

Nuova giornata di proteste per gli operai Gesip che attendono notizie da Roma sui cinque milioni di euro. Orlando è volato nella Capitale. Ieri sera in corso Vittorio Emanuele cassonetti dati alle fiamme.

20.13 Il presidente dell’autorità di garanzia sugli scioperi, Roberto Alesse, ha inviato una richiesta di informazioni al prefetto di Palermo sulle proteste dei lavoratori della Gesip. Ha chiesto fra l’altro “se si siano realizzate astensioni dal lavoro e se queste siano riferibili a organizzazioni sindacali”.

20.12 Orlando è rientrato a Palermo. Oggi la cabina di regia ha continuato a lavorare alla bozza della nuova società consortile.

18.26 Un gruppo di lavoratori si sta recando in Prefettura. Parte degli operai, invece, è rimasto a Palazzo delle Aquile.

16.43 “Le gravi condizioni finanziarie del comune di Palermo e di tutto il sistema delle partecipate, le forti e preoccupanti tensioni vissute in questi giorni dalla città per la vertenza Gesip, impongono una reale rottura rispetto alle logiche del passato e l’abbandono delle logiche di strumentalizzazione dell’emergenza. Una svolta necessaria da parte di tutti, politica, amministrazione locale e sindacati, che deve concretizzarsi con una maggiore responsabilità e una strategia. A Palermo, alle sue partecipate e all’intera Regione, serve un vero progetto di riorganizzazione che individui tempi, azioni, obiettivi e strumenti certi per il risanamento e il riordino delle aziende e dei servizi resi”. Lo affermano con forza i Segretari della Cisl regionale e palermitana, Maurizio Bernava e Mimmo Milazzo, al termine della riunione operativa fra i rappresentanti delle federazioni che si occupano delle partecipate, che si è tenuta nella sede di via Villa Heloise. Il sindacato invierà un documento per chiedere interventi concreti al Ministero dello Sviluppo economico , alla Regione e al comune di Palermo. Sui disordini di questi giorni il sindacato aggiunge “La Cisl non è più disposta ad assistere alla mancata responsabilità nell’affrontare i veri nodi strutturali delle questioni e all’utilizzo della violenza nelle proteste. Per il sindacato è necessario che cessino queste forme di violenza, non servono a nessuno e in un momento di forte crisi , non fanno altro che penalizzare ancora di più tutti i lavoratori delle partecipate e i cittadini. Siamo preoccupati – commentano i Segretari Bernava e Milazzo – non avvertiamo una discontinuità rispetto al passato , ma una mancata responsabilità e volontà ad affrontare i problemi strutturali di tutte le partecipate, inseguendo piuttosto la logica dell’emergenza, che di volta in volta tende a scoppiare per l’esplodere delle vertenze”. “La Cisl – aggiungono i due Segretari – non è più disposta poi ad assistere all’occultamento della verità da parte della politica, è stato perso troppo tempo, già dal 2009 le normative nazionali prevedevano per le amministrazioni comunali il bilancio consolidato con l’incidenza delle partecipate. Se solo il personale comunale incide sul 34% del bilancio del comune di Palermo , con i dipendenti delle partecipate questa percentuale sale al 60% circa, che vuol dire , come impone la legge, la messa in mobilità delle eccedenze fra i lavoratori. Ebbene – concludono Bernava e Milazzo – è proprio questo che bisogna evitare con un piano strategico che ampli le competenze delle aziende. Siamo pronti a discutere tutti insieme, attendiamo la convocazione di un tavolo negoziale locale per programmare gli interventi immediati, i tempi stringono”. I segretari tornano cosi a chiedere “l’apertura di un tavolo negoziale locale fra Prefettura, comune di Palermo, Regione, organizzazioni sindacali per definire una seria progettualità finalizzata alla riorganizzazione complessiva delle partecipate. E a livello locale un confronto trasparente e a carte scoperte, per definire una strategia che affronti i nodi strutturali , solo questo può dare credibilità e peso negoziale al tavolo delle trattative con il governo nazionale. Servono dunque, progetti chiari – continuano Bernava e Milazzo – tutte le risorse possibili che il governo nazionale può mettere a disposizione puntando su obiettivi certi, interventi che agevolino lo spegnimento del fuoco delle tensioni e impongano scelte di responsabilità e progetti definiti nei tempi e modi per il riassetto delle partecipate”. Da qui l’appello “serve un patto fra tutte le istituzioni, nazionali locali e le organizzazioni sindacali che metta insieme le pratiche di buona amministrazione, per superare le logiche del passato e avviare la vera svolta” concludono i due Segretari Cisl.

14.35 Entro sabato il Comune di Palermo dovrà comunicare al liquidatore della Gesip quali misure intende adottare a salvaguardia dei livelli occupazionali. Secondo quanto si apprende, sarebbe questo uno dei passaggi contenuti in una nota inviata all’amministrazione comunale dal liquidatore della società. Sono 1.805 i dipendenti della partecipata, che si occupa di servizi (pulizia, custodia, servizi cimiteriali, cura del verde, canile municipale) in città, senza paga né lavoro dal primo settembre. La proroga al contratto di servizio tra Gesip e il Comune, infatti, è scaduta il 31 agosto e il governo nazionale non ha sbloccato i 5 milioni di euro assegnati alla società da un’ordinanza della protezione civile, che avrebbero consentito la proroga delle attività per ulteriori 25 giorni. Senza una risposta del Comune, entro le prossime 48 ore, dunque, il liquidatore potrebbe procedere a una convocazione dei sindacati per discutere le misure da adottare a salvaguardia dei livelli occupazionali. Al momento non sarebbe stata avviata alcuna procedura di mobilità né di cassa integrazione per gli operai.

12.31 “Le organizzazioni sindacali interne alla Gesip evidenziano insieme come ancora una volta i lavoratori siano vittime delle diatribe politiche fra l’amministrazione comunale e il governo centrale”. Questo quanto si legge in una nota dei sindacati Gesip. “Pur apprezzando l’impegno adottato dal sindaco Orlando, non si riesce ad uscire da questa fase di stallo che non fa altro che esasperare i lavoratori, a loro volta vittime della repressione delle forze dell’ordine imposta dal questore di Palermo. Questa mattina, agenti della Digos hanno arrestato un lavoratore con la sola colpa di aver difeso il posto di lavoro. Ma la difesa del proprio posto di lavoro non si “arresta”. E’ utile che il sindaco faccia chiarezza su questa situazione, onde evitare spiacevoli episodi, e liberare la cittadinanza dall’esasperazione dei lavoratori Gesip. I dipendenti della Gesip e tutte le organizzazioni rivolgono un appello accorato al sindaco di Palermo: il primo cittadino è il primo responsabile della vertenza del Comune di Palermo ed è chiamato a trovare una soluzione immediata. Infine i lavoratori fanno sapere di essere disposti a tornare al lavoro anche senza momentanea retribuzione in attesa di sviluppi imminenti”. Questo quanto dichiarato da Salvo Barone, del sindacato Asia. “Salvo Barone prima di essere candidato alle elezioni regionali siciliane è in piazza come qualsiasi dipendente Gesip – si legge in una seconda nota – che rappresenta centinaia di lavoratori – ha l’obbligo istituzionale e morale di tutelare prima il proprio posto di lavoro e poi di tutti i dipendenti Gesip”.

12.08 Una decina di operai sono in questo momento a Sala delle Lapidi.

11.55 Gli agenti della Digos hanno arrestato un dipendente della Gesip e fermato altri tre. L’arrestato è Giacomo Giaconia, il fermato è Salvatore Abbate. Un divieto impediva al primo di partecipare a manifestazioni e cortei. Sul secondo, invece, sono in corso degli accertamenti. Sembrerebbe che Abbate, membro di una famiglia molto conosciuta nel rione Kalsa e già nota alle forze dell’ordine, fosse sottoposto alcune misure di prevenzione che potrebbe avere violato scendendo in strada per la protesta. Fermati anche Giuseppe Crivello, 53 anni, e Salvatore Rizzuto, di 56, sorpresi ad incendiare due cassonetti.

11.26 Gli operai Gesip sono riuniti ai Quattro Canti. Strade chiuse e traffico in tilt.

10.45 Gli operai della Gesip, dopo otto giorni di occupazione della cattedrale di Palermo, hanno deciso intorno alle 7 di questa mattina di interrompere la protesta all’interno del Duomo. Ma la protesta continua in strada. “Mi hanno chiamato per comunicarmi la loro decisione – dice padre Filippo Sarullo – Sono arrivato in cattedrale prima della celebrazione della messa e gli operai mi hanno chiesto di fare un giro per la chiesa per verificare se fosse tutto in ordine. Non ci sono stati danni”. La zona monumentale del duomo (dove ci sono le tombe dei re normanni) che in questi giorni per motivi di sicurezza è stata interdetta a turisti e visitatori, é stata riaperta. “Ho offerto loro la colazione al bar – prosegue il parroco – e poi sono andati via”. Ma i manifestanti sono determinati ad andare avanti: “Abbiamo voluto interrompere l’occupazione – dice Pietro Giannotta della Cisal – per evitare strumentalizzazioni, continueremo con altre forme e adesso decideremo quali”. Intanto, dopo i blocchi stradali di ieri a macchia di leopardo in tutta Palermo, davanti Palazzo delle Aquile, sede del Comune, una cinquantina di operai sta bloccando via Maqueda. Per impedire ai manifestanti di proseguire verso corso Vittorio Emanuele e verso la zona della stazione, a circondarli ci sono due cordoni di polizia con gli agenti schierati in tenuta antisommossa. Oltre ai lavoratori della Gesip, in piazza c’è anche un gruppo di giovani dei centri sociali.

10.38 “Dalla sua elezione, anzi meglio, dalla campagna elettorale, assistiamo a un indecoroso balletto di promesse che Orlando ha fatto e delle quali neppure una è stata mantenuta”. Lo afferma Giuseppe Milazzo consigliere comunale del Pdl. “La sua gestione è stata come sempre caratterizzata da tanti annunci, tanta propaganda e tanta bella aria fritta. La Gesip sta chiudendo e 1800 dipendenti rischiano di rimanere senza lavoro, l’Amia mette in mobilità 300 lavoratori, il centro storico è sommerso dai rifiuti, il teatro Biondo ha annullato la stagione, il Teatro Massimo subisce da Orlando una guerra inutile e distruttiva, del rendiconto e del bilancio non c’è traccia e Orlando anziché preoccuparsi di risolvere i problemi di Palermo va in giro a fare campagna elettorale per Fava, ha dichiarato Milazzo. In compenso però Orlando, dopo essersi fatto mandare tremila curricula, ha preso in giro i palermitani, giovani e meno giovani, e i nuovi rappresentanti dell’amministrazione comunale nelle società partecipate sono gli stessi di sempre che come primo requisito hanno quello di essere suoi amici. Pare però che qualche provvedimento serio sia stato preso: pare che i commessi abbiano indossato le cravatte, che l’orologio di palazzo delle Aquile funzioni, che la Bazzi abbia fatto un paio di micro aree pedonali e infine che vi siano alcuni operai addetti a mettere e togliere transenne a giorni alterni a seconda se per quel giorno si decide o no di chiudere una piazza o riaprire la piazza che si è chiusa il giorno prima. Orlando ha inaugurato ieri la manifestazione “Palermo felicissima”, dico davvero, credetemi, non scherzo. Siamo al ridicolo. Con il tempo e senza fretta perché con il Professore hanno tutti pazienza, quando deciderà di non parlare più di aria fritta, spero verrà in consiglio e ci dirà qualcosa di concreto su Gesip per la quale fino ad adesso nulla è cambiato. Il tavolo interministeriale non è una novità, così come non lo sono i finti annunci sui famosi 5 milioni. Sempre con il tempo e senza fretta, ci dirà anche della politica sociale e di quella culturale, indicandoci iniziative e risorse. Il tutto, senza aria fritta, perché io al contrario di molti in questa città sono vaccinato contro il narcotico e su di me non fa effetto. Da mesi faccio queste domande senza ottenere risposte. Io ho pazienza ed insisto”.

09.55 Riccardo Nuti, ex candidato sindaco di Palermo per il Movimento 5 Stelle, manifesta dissenso sugli ultimi episodi violenti che vedono protagonisti i dipendenti Gesip: “Quanto accade in questi giorni con la Gesip, si ripete da anni. Dobbiamo chiederci se è normale che una città divenga ostaggio di un’azienda improduttiva, in perdita per quasi un milione di euro al mese e con i risultati pessimi di questi anni. Il Governo non può accettare passivamente che queste persone blocchino una città senza far rispettare lo stato di diritto, senza tenere conto delle regole minime del vivere civile”. Nuti ribadisce la linea, già dichiarata nella scorsa campagna elettorale, sulla questione Gesip: “A chi sostiene che fra queste persone ci sono famiglie in difficoltà ricordo che, a fronte degli sprechi immensi di questa azienda, ci sono miglia di persone disoccupate, di ragazzi che sono emigrati eppure non hanno mai usato questi mezzi violenti, né hanno mai preteso con arroganza un posto di lavoro”. Continua: “Il Governo e l’ Amministrazione non possono ascoltare solo i manifestanti violenti, devono ascoltare sopratutto chi, civilmente, oggi si oppone alle “promozioni” date a queste aziende in perdita attraverso l’esborso di soldi pubblici, liberateci da questo ricatto!”.Il M5S Palermo condanna in toto la politica delle promesse di campagna elettorale così come del voto clientelare, poiché questi episodi di pura prepotenza sono solo la conseguenza di ciò che era ampiamente prevedibile. La politica scellerata anti-cittadino continua tuttora a far credere che “nessun dipendente Gesip rischia il posto di lavoro”. Allora puntualizza Nuti: «Bisogna capovolgere la visione: prima si chiarisce quante persone servono per avere servizi di alta qualità e poi si sceglie il personale adatto con la massima trasparenza e senza nessuna subdola concessione». Conclude provocatoriamente Riccardo Nuti: «Cosa accadrebbe se domani dovessero manifestare i palermitani onesti e laboriosi in maniera civile contro questo incubo?».

09.00 Ieri sera, intorno alle 22, i vigili del fuoco sono intervenuti in corso Vittorio Emanuele dove alcuni cassonetti, posti al centro della carreggiata, erano stati dati alle fiamme. Altri contenitori dei rifiuti bloccavano invece la via Roma all’altezza di piazza Borsa. Gli incidenti  sarebbero stati provocati da operai Gesip.


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