Gesip, scontro totale| Dal 2 gennaio tutti licenziati

Gesip, scontro totale| Dal 2 gennaio tutti licenziati

I rappresentanti dei lavoratori rifiutano di firmare l'accordo per la cassa integrazione in deroga di sei mesi e così salta il protocollo ministeriale voluto dal Comune. Adesso scatteranno i licenziamenti. Orlando: "Scelta irresponsabile dei sindacati".

PALERMO – Gesip, tutti licenziati. E stavolta sul serio. Questo l’incredibile epilogo di una vertenza che ormai si trascina da anni e che ieri ha raggiunto il suo apice nell’incontro-fiume all’Ufficio provinciale del lavoro che ha visto andare in scena l’ennesimo scontro tra Comune e sindacati. Scontro finito con un muro contro muro il cui effetto sarà immediato: il licenziamento collettivo a partire dal 2 gennaio.

Il piano di Palazzo delle Aquile prevedeva infatti altri sei mesi di cassa integrazione in deroga, con il benestare del governo nazionale ma a condizione che vi fosse l’appoggio unanime dei sindacati, il cui via libera è richiesto anche dalla legge. Ma ieri sono saltate tutte le mediazioni, con l’irrigidimento delle posizioni e l’esito più tragico che si potesse immaginare.

Una vertenza che si trascina da anni fra scioperi, assemblee, manifestazioni, viaggi della speranza a Roma, proroghe governative, incontri alla Regione e protocolli ministeriali: una vera via crucis che ha tenuto sulla corda 1740 lavoratori (e relative famiglie) che dal prossimo gennaio si ritroveranno con il sussidio di disoccupazione, ovvero otto mesi per chi ha meno di 50 anni e dodici per chi li supera.

Orlando parla della scelta “di sindacati irresponsabili che, rifiutando la cassa integrazione, faticosamente strappata a ministero e Regione, condannano i lavoratori all’inevitabile licenziamento bloccando anche un percorso volto a dare stabilità a tutti”. Perché sebbene l’Ufficio del lavoro, nel suo verbale, si dica disponibile a tornare a sedersi attorno a un tavolo, da Palazzo delle Aquile negano ogni alternativa: “Ormai non ci sono più i tempi – dicono dall’amministrazione – il licenziamento è inevitabile. Percepiranno l’Aspi, poi si vedrà”.

E il verbale dell’incontro racconta di una riunione durata tutta la giornata, a nervi tesi, con un braccio di ferro tra Orlando e i sindacati: il primo chiedeva la firma per il via libera alla Cig, dicendosi disponibile a incontrare i sindacati soltanto dopo, mentre questi pretendevano un rinvio dell’incontro all’Ufficio del lavoro a dopo un vertice col sindaco. Un muro contro muro, insomma, senza possibilità di uscita. Ma il verbale racconta anche di come i sindacati abbiano appreso solo in quella sede che “non è stato sottoscritto alcun protocollo che vede coinvolti Ministero, Inps, Regione Siciliana, Italia Lavoro e Comune relativo a quanto comunicato dall’amministrazione in merito al percorso che vede coinvolti i lavoratori dipendenti della Gesip, e che lo stesso protocollo, nella bozza visionata, prevede le riduzioni delle indennità di Cig per i periodi successivi alla prima concessione, ovvero fino al 30% di riduzione previsto dalla normativa in vigore”. In parole povere, secondo i calcoli dei sindacati, ai lavoratori sarebbero andati poco più di 500 euro al mese, visto che la cassa è a scalare. Il Comune era anche disposto a integrarli con eventuali economie, ma solo dopo una firma che alla fine non è arrivata.

Salta così tutto il piano del sindaco, che prevedeva cassa integrazione, esodi incentivati, riqualificazione, internalizzazione dei servizi e distacco nelle altre partecipate: una road map subordinata però alla concessione della Cig da parte del governo, il quale a sua volta aveva preteso l’accordo con i sindacati. Accordo non arrivato, e adesso per i lavoratori sono guai con lo spettro di un licenziamento imminente alla vigilia di Natale.

LE REAZIONI
“Le organizzazioni sindacali – dice Salvo Barone, segretario provinciale dell’Ugl terziario – unitariamente, a differenza di quanto riportato da alcuni organi di stampa, rappresentano ancora una volta e ufficialmente, come dichiarato nel verbale di ieri presso l’Ufficio provinciale del lavoro, la loro completa disponibilità a incontrare l’amministrazione per giungere a una soluzione che naturalmente non veda come vittime sacrificali i lavoratori. Già da ieri abbiamo rappresentato ufficialmente richiesta di convocazione presso l’Ufficio provinciale del lavoro dal quale abbiamo ricevuto la disponibilità per il 30 dicembre, naturalmente però la Regione rappresenta la necessità che la convocazione si realizzi solo dopo un accordo col Comune e con i liquidatori delle due aziende di Gesip. Rinvio quest’ultimo che si sarebbe potuto determinare immediatamente qualora i liquidatori avessero dato la disponibilità, che invece, come da verbale, è venuta meno e ha determinato la chiusura del verbale in questione negativamente. Inoltre abbiamo appreso con stupore che il protocollo presentato dall’amministrazione non è ancora stato firmato dalle parti in causa e che nella bozza dello stesso è prevista cassa integrazione fino al 2017 con l’applicazione delle relative riduzioni delle indennità che in sintesi vedrebbero i lavoratori percepire 520 euro al mese in luogo di 860, quota ridotta già dallo scorso settembre. Trattenute per le quali, nonostante le sottoscrizioni di accordi di merito, abbiamo dovuto adire le vie legali per averle riconosciute. A questo punto auspichiamo che il nostro grande senso di responsabilità venga equiparato da una imminente convocazione da parte del Comune, per la quale ci rendiamo disponibili da subito, anche a Natale. Nessuno si permetta di strumentalizzare la vertenza ancora una volta, senza considerare che dietro ogni singolo lavoratore esiste una famiglia”.

“Ancora una volta umiliati di fronte a una trattativa durata quasi 10 ore, è inaccettabile una cassa integrazione che a scalare fino ad arrivare la soglia di 500 euro a partire da luglio 2014 fino al 2017. Tutti noi lavorare Gesip abbiamo creati la nostra vita in base al nostro lavoro da 20 anni a oggi, adesso ci ritroviamo in questa situazione. I mutui da pagare, i figli universitari: come possiamo accettare questa proposta di 520 euro al mese? Noi siamo stabilizzati dal 2001. Il sindaco metta da parte tutte le angherie e rifletta”. A dirlo Gioacchino Tortorici, Giuseppe Milazzo, Giuseppe Sanseverino e Maurizio Giannotta.

“In relazione a quanto riportato nell’articolo da alcuni sindacalisti – replicano da Palazzo delle Aquile – l’amministrazione comunale denuncia l’azione sistematica di disinformazione da questi condotta, ribadendo per l’ennesima volta che le condizioni della cassa integrazione sono esattamente le stesse delle attuali e quindi 860 euro mensili e che si tratta di un passaggio necessario e obbligato per garantire gli attuali redditi dei lavoratori e mettere in sicurezza la loro condizione lavorativa. Soltanto in questo modo, ovvero garantendo la continuità del rapporto, si potrà procedere a qualunque altra soluzione, ivi comprese quelle previste dal protocollo d’intesa tra Comune, Regione e Italia Lavoro”.


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