PALERMO – Gesip, fumata… in chiaroscuro. Le organizzazioni sindacali hanno infatti firmato la chiusura delle procedure di mobilità, ma non la Cig che avrebbe consentito di farli tornare al lavoro da subito. I sindacati avevano infatti chiesto garanzie sul recupero delle ore non fatte a luglio, così da non far perdere i soldi ai dipendenti, ma non sono arrivate in tempo. E così la riunione è stata sospesa in attesa di essere aggiornata con ogni probabilità la prossima settimana.
“Le organizzazioni sindacali aziendali presso la Gesip srl e Gesip spa oggi si sono riunite presso l’Ufficio provinciale del lavoro – dicono in una nota Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, Cisal, Ugil, Conflavoratori, Alba, Usb, Cildi, Cisas e Asia – è stato sottoscritto l’accordo di chiusura della procedura di mobilità scongiurando i circa 1.600 licenziamenti che erano stati annunciati dalle stesse società. Non è stato sottoscritto il consequenziale accordo di cassa integrazione previsto fino al 31 dicembre 2014 perché l’amministrazione comunale, ancora una volta, non ha fornito ufficiali garanzie in merito alla piena retribuzione del mese di luglio 2014. Atteso che, e non per causa dei lavoratori, attualmente non vi sono le condizioni per completare le ore di lavoro previste per la piena retribuzione, elemento che mortificherebbe ulteriormente i lavoratori. Le parti sono in attesa di nuova convocazione da parte dell’amministrazione comunale”.
LE REAZIONI
La Cisl indice da lunedì uno sciopero per l’intero turno dei nove lavoratori Gesip facenti parte dello staff del liquidatore. “Non si è riscontrata la volontà di addivenire a soluzioni che possano tutelare il reddito dei lavoratori che, come noto, non percepiscono alcuna spettanza dal 1° novembre 2013 – dice Mimma Calabrò – nel ribadire che le lungaggini burocratiche e/o eventuali altre criticità legate alla corresponsione delle mensilità non possono ricadere sui lavoratori, la scrivente comunica altresì si riserva di proseguire l’azione di protesta ad oltranza e fino alla risoluzione della vertenza”.
“Riteniamo non più possibile chiedere ulteriori sacrifici ai dipendenti Gesip – dice Giovanni Amato della Filcams Cgil – oggi la firma della cassa integrazione, contestualmente alla chiusura della procedura di mobilità, doveva essere un atto di rispetto e un segnale preciso della amministrazione comunale nei confronti di chi ha perso lo “status di lavoratore”. Non abbiamo potuto ratificare l’accordo perché l’amministrazione non è stata in grado di garantirà la normale retribuzione per il mese di luglio. Ci aspettiamo un provvedimento urgente del sindaco perché possa mandare già da lunedì tutti a lavorare con la retribuzione, solo allora firmeremo l’accordo”.
“La colpa non è dei lavoratori Gesip se ancora non sono al lavoro – dicono le rsa Ugl, Gioacchino Tortorici e Giuseppe Milazzo – l’amministrazione comunale poteva benissimo chiudere questa triste vicenda già un anno fa, invece si continua ancora a volere fare pagare sempre i lavoratori. Il sindaco deve assicurare che i lavoratori non perderanno nemmeno un euro del mese di luglio, recuperando le ore nei prossimi mesi successivi”.

