Gesip, un salvagente da Roma | Ammortizzatori per altri 5 mesi

Gesip, un salvagente da Roma | Ammortizzatori per altri 5 mesi

Il governo nazionale si dice disponibile a concedere nuovi ammortizzatori sociali per circa 600 dipendenti. Gli altri 950 andranno direttamente nella Newco da costituire entro l'anno. Il sindaco Orlando: "Convocherò i presidenti delle aziende e i confederali la prossima settimana, si aprirà un tavolo a Roma".

PALERMO – Il governo nazionale torna protagonista della vertenza Gesip. Il sindaco Leoluca Orlando, infatti, ha chiesto la convocazione di un tavolo romano di crisi con i tecnici di Giuliano Poletti e i sindacati per cercare di mettere fine, una volta e per tutte, a una vicenda che ormai si trascina da anni. E dire che, fino a qualche settimana fa, sembrava che l’esecutivo Renzi fosse uscito definitivamente di scena con la scelta di abolire la cassa integrazione in deroga.

Ma, a sorpresa, il governo ha deciso di tendere la mano a Palermo, così come ad altre città, dicendosi disponibile a concedere altri cinque mesi di ammortizzatori sociali che potrebbero riguardare circa 600 lavoratori, ovvero quelli che resteranno fuori in un primo momento dalla Newco. Una mossa che ha cambiato i piani di Palazzo delle Aquile: se l’intenzione, fino a poco tempo fa, era di risolvere la questione a Palermo, con il Comune che si sarebbe fatto carico da subito di tutti i dipendenti applicando i contratti part time a 24 ore nella nuova società, adesso le cose potrebbero sensibilmente cambiare, così come il primo cittadino ha spiegato ieri ai sindacati aziendali riuniti a Palazzo Galletti.

“La prossima settimana convocheremo i sindacati confederali e i presidenti delle società partecipate – spiega il sindaco – per spiegare loro che dovranno collaborare a questa operazione che prevede una società che dia lavoro e consenta di confermare l’impegno già assunto di garantire il tempo indeterminato e affrontare il nodo degli altri 620, visto che sono attualmente 1.570. Il governo nazionale si è detto disponibile a convocare il tavolo tecnico per parlare dei servizi alla città e dei lavoratori, appena avrò siglato un verbale con i presidenti delle partecipate e i confederali convocherò i sindacati aziendali. Occorre ricordare però che siamo passati dagli 0 euro del 2012 ai 30 milioni strutturali del 2014”.

Insomma, dal primo gennaio 950 andrebbero nella nuova azienda e gli altri, su base volontaria, rimarrebbero con l’ammortizzatore sociale, specie chi non raggiungerà i 20 anni contributivi per la pensione o chi, fra cessioni varie, trova più conveniente l’ammortizzatore sociale piuttosto che il part time, su cui comunque i sindacati autonomi non sono compatti. Il problema però sono i tempi strettissimi: il consiglio comunale, in piene feste natalizie, dovrà approvare lo statuto della Newco e poi l’amministrazione dovrà firmare i contratti. Il tutto passa però dal sostegno del governo nazionale, da un ragionamento che va allargato anche ad altre aziende e dalla disponibilità dei sindacati. L’altra novità è che l’ammortizzatore sociale non passerebbe più dalla Regione, ma sarebbe solo a carico dello Stato, anche se i sindacati chiedono un accompagnamento fino alla pensione e quindi non limitato a 5 mesi.

“E’ emersa la disponibilità da parte del Comune di salvaguardare i livelli occupazione e le retribuzioni al livello prima degli ammortizzatori sociali – dice Salvo Barone dell’Ugl – si ricostituirà il tavolo confederale per un riordino di tutte le partecipate e non solo per la Gesip. Auspichiamo che le posizioni espresse da tutte le organizzazioni, il Comune e i presidenti delle aziende vengano messe nero su bianco perché tutti insieme si possa lavorare per definire un percorso imminente di salvaguardia anche per i dipendenti Gesip”.

“Chiediamo che i lavoratori tornino ai redditi iniziali percepiti prima della cassa integrazione, che non ci siano discriminazioni e che vengano restituiti i servizi come quello del trasporto disabili, del canile comunale e dei servizi cimiteriali – affermano Monja Caiolo, Mimma Calabrò e Marianna Flauto alla guida di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – il sindaco Leoluca Orlando ha ribadito che un migliaio di operai sarà assorbito da una Newco che ormai sta per essere definita. Per altri 500, che rischiavano di restare fuori, il Ministro Poletti avrebbe assicurato l’amministrazione sull’erogazione di altri cinque mesi di cassa, a patto però, che in questo periodo il Comune porti a termine il piano che per noi è quello firmato a luglio e riguarda prepensionamenti, esodi incentivati e ricollocazione nelle partecipate”. Filcams, Fisascat e Uiltucs ricordano quindi che “il tavolo adesso si sposta alla Direzione territoriale del lavoro ed entro il 31 dicembre bisogna trovare una soluzione prima che scada la cassa integrazione”. Le sigle attendono di “capire la proposta del sindaco nel dettaglio e che affronti tutte le criticità” . “Vogliamo capire che tipo di rapporto avranno i lavoratori di questa Newco, come saranno scelti i 500 che potranno andare in cassa e cosa succederà nei prossimi cinque mesi”. In settimana il Sindaco incontrerà le confederazioni per definire percorsi di turn-over nelle partecipate, e attendono anche che si apra un tavolo tecnico al Ministero con i sindacati per definire il percorso da intraprendere sin da subito. “Chiederemo che vengano garantiti tutti i lavoratori in assoluta trasparenza – ribadiscono Caiolo, Calabrò e Flauto – non dovranno esserci discriminazione e i lavoratori dovranno al più presto tornare ad un reddito percepito prima della Cig. Ogni eventuale soluzione dovrà avere questo obiettivo. I lavoratori devono avere reddito congruo e la città di Palermo tutti gli adeguati servizi”.


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