Gestori e clienti divisi sui dehors | Le opinioni sulle nuove regole - Live Sicilia

Gestori e clienti divisi sui dehors | Le opinioni sulle nuove regole

Gestori dei locali e popolo della notte sono divisi sulle nuove regole per gli arredi esterni dei locali pubblici. Ecco cosa ne pensa la Palermo che ama fare le ore piccole.

PALERMO - IL REPORTAGE
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PALERMO – Approvato da pochi giorni in Consiglio comunale il nuovo regolamento per i locali pubblici e i dehors. Al bando i gazebo, le strutture verranno sostituite da sedie e tavolini come nelle principali città europee seguendo dei rigidi dettami del Comune su arredi e corredi (clicca qui per leggere il servizio sulle nuove regole varate da Sala delle Lapidi). E i commercianti protestano per i costi che dovranno sostenere per adeguarsi alle nuove norme e per la poca chiarezza che ha distinto sin qui l’ordinanza con le regole da seguire.

La città è stata suddivisa in quattro aree, ognuna delle quali avrà delle norme prestabilite sulla scelta dell’arredamento esterno. Dal colore dell’ombrellone, al materiale della struttura del dehors e perfino la grandezza e il numero di posti dei divanetti: ogni cosa dovrà essere in linea con il nuovo regolamento per dare uniformità agli ambienti esterni dei locali pubblici. Il nuovo regolamento prevede anche delimitazioni e distanze minime prestabilite rispetto a portoni, piste ciclabili e pompe di benzina. Quadrature che escludono a priori le strade più strette del centro storico, le stesse che attualmente sono affollate dai locali.

Vista la recente approvazione in Consiglio comunale c’è ancora tanta confusione tra i commercianti che negli ultimi mesi hanno assistito alle varie modifiche sul regolamento e che anche adesso sono poco fiduciosi rispetto all’effettivo rispetto delle nuove norme. “Bisogna far muovere la macchina cittadina e incitare al commercio, andare avanti e produrre” sostiene Francesco D’Amore, proprietario di Basquiat “la maggior parte di noi commercianti ha sempre seguito tutte le direttive previste dal Comune. Varie delibere sulla questione, speriamo che questa sia decisiva”.

Tolti i gazebo, lo spazio nei locali diminuisce e di conseguenza i gestori operano dei tagli sul personale: “Abbiamo tolto tavoli e gazebo e sono stati licenziati due camerieri – dice Claudio Sciacchitano, dipendente del Calamuri -“. Le preoccupazioni riguardano non solo i dipendenti, anche i gestori lamentano i costi delle modifiche da apportare, riguardo alle nuove spese dell’arredamento e al futuro dei locali stessi. Preoccupazioni sopratutto di chi, come Anna Napoli del ristorante Pelle d’Oca di piazza Marina, sfrutta sopratutto lo spazio esterno del locale.

Tra i commercianti, comunque, non si registrano solo lamentele. C’è chi è d’accordo con il nuovo regolamento. “Non abbiamo mai avuto il gazebo, né mai lo avremo – afferma Stefania Milano, gestore del ristorante Gagini – bisogna dare un ordine alle nostre strade e alle nostre piazze. È giusto che l’arredamento dei locali segua una logica col contesto circostante”. Dello stesso parere Fabrizio Verderosa, proprietario di Schiticchio: “Sono pienamente d’accordo, preferisco investire e dare una vetrina del mio locale in pieno accordo con l’ambiente circostante”.

Contrasti d’opinione anche tra i consumatori. “L’arredamento dei locali pubblici nelle altre città europee è ordinato, elegante – sostiene Chiara, una ragazza seduta ad un bar -. E’ giusto che il Comune abbia provveduto contro l’abusivismo dei locali sul suolo pubblico”. Ma non tutti la pensano allo stesso modo: “Tra i tanti problemi esistenti a Palermo, quello dei gazebo sembra l’ultimo – interviene Giulio, un altro cliente di un locale nella zona della movida palermitana. Sì alla regolamentazione di sedie e tavolini nel suolo pubblico, ma prima il Comune pensi, ad esempio, alla spazzatura per strada”.


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Commenti

    Bastaaaa!!!!! fatevi un giretto in Croazia , vivono di turismo Civile, Silenzioso, Rilassante,Pulitissimi, Organizzatissimi in tutto quello che desidera il turista Civile- il vero Paradiso sulla terra.

    @Giulio:” ma prima il Comune pensi, ad esempio, alla spazzatura per strada”.

    Giulio avrebbe potuto dire “PIOVE”,avrebbe avuto lo stesso senso…
    perchè dare risposte fuori tema ?

    Se questo è il pensiero dei tanti Giulio che costituiscono il popolo della notte, o di coloro che amano fare le ore piccole,il futuro intellettivo di alcuni è dubbio.

    Con ritorsioni sul piano sociale ed economico.

    Fortunatatamente, non tutti i nottambuli la penasano come lui.

    Dispiace dirlo, ma ciò che rovina Palermo è il Palermitanopensiero.

    Ok, vanno bene i nuovi dehors, ma il Consiglio non cambi idea dopo 1/2 anni:
    i proprietari di locali affrontano delle spese ed è giusto ammortizzarle.
    Speriamo non finisca come i gazebo: prima hanno dato l’ok, adesso non vanno più bene ed ecco i dehors.
    Durerà?
    Benvenuti a Palermo!

    Pienamente d’accordo

    Il popolo della notte…la movida…
    Si usano le strade pubbliche come luoghi commercialmente autorizzati, con profitti non congrui con lo spazio abusivamente sottratto. In molte strade è praticamente impossibile un soccorso o banalmente rientrare nelle proprie case. Le piazze sono spesso dei teatri all’aperto con cantanti e musicanti di ogni risma a qualsiasi ora. Movida? Solo scanazzo tollerato.

    “Movida? Solo scanazzo tollerato.”
    Esatto!
    Tollerato,ma da chi è perchè?
    Credo sia un interrogativo sul quale porre l’attenzione.

    Al mare, commento ad ALTA VOCE di un ragazzo

    ” Si, in “VUCCIRIA” ( in italiano si dovrebbe dire “alla”,non si dice certo in Palermo…ma tant’è!) abbiamo ballato fino alle quattro,poi è venuto Giovanni, perchè “a Magione è chiusa” e in un ora “si vippe”
    QUATTRO CERES E DUE CICCHETTI”

    E dovrebbero essere le cinque del mattino…la vescica non protesta?
    E poi, come si torna a casa…guidando?
    In che stato?

    Questa è la movida?
    Almeno a Palermo, parrebbe di si.
    A Palermo, dove la Magione è chiusa.Chiusa ,come se si trattasse di un esercizio pubblico.
    La Magione non è una piazza, è un locale pubblico…facciamocene una ragione.

    Il 70% di questa gente che vaga nel nulla con una birra in mano è disoccupata. Il controllo sociale di questo dramma è complesso e riguarda tutte le grandi città, la verità è che nessuna sa che fare. Vivono lo scanazzo come un diritto e li lasciano fare.

    Il 70% e’ disoccupata e lo,sara’ fin quando alle 5 del mattino sara’ con la birra in mano invece di essere in via montepellegrino a scaricare casse al mercato ortofrutticolo.

    Io penso solo a come si rovina la serenità’ familiare quando compri una casa con sacrificio e poi ti ci aprono un locale sotto e devi subire impotente il baccano e lo schiamazzo a vita fino al mattino! Non vivi più’ …..e se vuoi andare via la casa non la vendi…nemmeno al gestore del locale di sotto….che schifo… Questa e’ civiltà’? I gestori e i politici cosa fanno? I primi a fare soldi i secondi a prendere voti non inimicandosi i gestori e i clienti……

    condivido tutto quanto detto da pasquale.
    tornando ai dehors, che i commercianti non si preoccupino pertanto nessuno controllerà mai cosa fanno.
    l’ultimo esempio è la magione dove a nemmeno un mese di distanza tutto è tornato come prima.
    schiamazzi, carne puzzolente, macchine in area pedonale, tavolini ovunque…

    Io sono il proprietario del fusorario, trovo questa ordinanza assurda ed altamente dispendiosa.

    Sono il primo io a richiedere ordine e disciplina da parte di tutti, ma soprattutto parità di trattamento.

    Noi attualmente siamo autorizzati per la posa di ombrelloni, tavoli in legno e ferro battuto e sedie… So io cosa significa fare entra ed esci, tutti i santi giorni con questi tavoli, per poi vedere gli abusivi che utilizzano nel silenzio generale tavoli in plastica, occupando centinaia di metri di suolo pubblico, chiudendo persino le strade.

    Ora il comune ci chiedere di spendere un botto in tavoli in ghisa o totalmente in ferro battuto, sedie in ghisa o ferro battuto… Abbiamo stimato circa 10000€ di spesa, per poi continuare a vedere gli abusivi continuare ad operare tranquillamente. Credo che il comune prima dovrebbe ristabilire l’ordine e dare le regole uguali per tutti e poi iniziare a pretendere dai gestori. Inoltre con tutti gli arredamenti che ci sono in fibra leggera, qual’è il senso di questa ammasso di ferraglia?

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