Ucciso e sepolto in un agrumeto | Ritrovata l'auto che trasportò il corpo - Live Sicilia

Ucciso e sepolto in un agrumeto | Ritrovata l’auto che trasportò il corpo

Proseguono le indagini sulla morte del 22enne di Fiumefreddo. In corso i rilievi tecnici. IL VIDEO

Giallo Vadalà
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FIUMEFREDDO DI SICILIA. Potrebbero aprirsi importanti sviluppi nelle indagini sulla morte di Salvatore Vadalà, il 22enne di Fiumefreddo di Sicilia, scomparso nel novembre del 2008 e ritrovato senza vita undici giorni dopo, sepolto in un agrumeto di Mascali sotto 50 centimetri di terra. A distanza di tempo gli inquirenti hanno rintracciato e recuperato il veicolo coinvolto nella sparizione del giovane. Sono in corso in queste ore gli esami scientifici dai quali potrebbero emergere tracce ed elementi utili per le indagini. A distanza di quasi cinque anni gli investigatori potrebbero quindi risalire ai responsabili di questo delitto rimasto insoluto.

Il 27 novembre del 2008 il giovane manovale, un lavoratore dalla vita apparentemente tranquilla, esce di casa dicendo ai genitori che sarebbe rientrato dopo poco. Sono queste le ultime parole di Salvatore Vadalà. Da quel momento di lui non si avranno più notizie fino al macabro ritrovamento. L’8 dicembre il proprietario di un fondo agricolo di Mascali, residente in un’altra provincia, approfittando della festa dell’Immacolata si reca nel proprio appezzamento e nota la terra smossa. Sotto quei pochi centimetri di terriccio un cadavere, dal volto irriconoscibile. In un primo momento si pensa ad un extracomunitario. Grazie ad un tatuaggio però i carabinieri della Compagnia di Giarre riescono a dare un’identità a quel corpo. Si tratta prprio del ragazzo scomparso.Iniziano le indagini che si muovono a 360 gradi, scandagliando nella vita privata di Salvatore Vadalà. L’esame autoptico rivela la brutalità dell’esecuzione.

Il 22 enne, ucciso con due proiettili alla testa e all’addome, viene colpito con estrema violenza al viso con un corpo contundente. Una ferocia che spinge gli inquirenti a privilegiare due piste, quella passionale o il tentativo di chiudere la bocca ad un testimone scomodo. Dopo sei mesi di serrate indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore di Catania, Lucio Setola, viene notificato un avviso di garanzia ad un pluripregiudicato di Fiumefreddo. Dalle indagini infatti sarebbe emerso che tra l’indagato e la vittima vi erano stati nell’ultimo periodo diversi contrasti di carattere personale. Pare che al centro del dissidio vi fosse una ragazza contesa. Notizia mai smentita né confermata. Da allora nessun’altra pista concreta è emersa sul caso Vadalà. Negli anni si sono susseguiti da parte dei parenti e degli amici appelli e fiaccolate per chiedere la verità. Verità che oggi appare finalmente più vicina.

 


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