PALERMO – Sono trascorsi nove anni da quel 1 ottobre 2009, quando una vera e propria “bomba d’acqua” si è abbattuta sulla Sicilia nord-orientale, provocando devastazione e vittime a Giampilieri, Scaletta Zanclea e in altre località limitrofe del Messinese. L’intero Consiglio dell’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia vuole ricordare quei tragici gironi in cui morirono ben 37 persone innocenti e altre 95 furono ferite, per non spegnere i riflettori su un territorio colpito al cuore e che ancora aspetta il completamento della ricostruzione.
“Da presidente dell’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia esprimo il cordoglio dell’intero Consiglio ai familiari delle vittime di quel triste evento – commenta Giuseppe Collura -; ricordo bene quei tragici giorni in cui la nostra categoria, come sempre accade in questi eventi, si mise subito a disposizione della Protezione Civile e diede il suo contributo tecnico. Tantissimi furono i geologi che scesero in campo in quei giorni e in quelli a seguire dando uno splendido esempio di volontariato tecnico. Non è più accettabile – conclude il presidente – che la figura del geologo, in un paese ad elevatissimo rischio idrogeologico, sismico e vulcanico come l’Italia, sia marginale e poco presente all’interno di tutti i ranghi della pubblica amministrazione, è giunto il momento che la politica nazionale e regionale prenda atto che non possiamo più permetterci di operare in condizioni di emergenza o peggio ancora a catastrofe avvenuta”.

