PALERMO – Alessandro Hoffmann sarà la voce e la memoria degli ebrei di Sicilia, che sono stati perseguitati tra il 1938 e il 1945 dal regime fascista. Alle 18 di lunedì 22 gennaio, alla Feltrinelli di via Cavour a Palermo, si terrà il discorso dello studioso che da anni si occupa della storia degli ebrei in Sicilia nel Novecento.
“Quest’anno il Giorno della Memoria vale doppio”
“Quest’anno – dice Hoffmann – il Giorno della Memoria vale il doppio. Il 27 gennaio 2024, anniversario dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, non è una giornata come le altre perché oggi, ancora più di ieri, c’è un grande bisogno di ricordare e confrontare la memoria con la realtà attuale. Anche la Sicilia non deve dimenticare: nel 1938 – aggiunge – con le leggi razziali, vengono aboliti tutti i diritti; il 17 giugno 1940 vengono aperti cinquanta campi di concentramento; il 1° dicembre 1943 gli ebrei italiani cominciano ad essere consegnati ai tedeschi”.
Gli ebrei in Sicilia
“Gli ebrei di Sicilia erano, in quei giorni, poco più di trecento – prosegue Hoffmann – di questi, 64 vengono internati mentre due di loro, Giuseppe Lewsztein e Otto Rosenberg, verranno uccisi ed altri due, Menasci Levi e Federico Mausner, verranno salvati dai partigiani. Sempre nel 1938, parecchie decine di professori, studenti, funzionari pubblici e privati, commercianti che vivevano tranquilli a Palermo, Catania, Messina saranno licenziarti e privati del lavoro, costretti a rifugiarsi altrove e in molti assassinati: si chiamavano Felice Mattersdorfer, Elsa Sachs, Liliana Mattersdorfer, Chaia Chasis, Giacomo Veneziani, Celeste Sestieri, Marcella Veneziani, Kurt Hochfeld, Gerd Hochfeld. Ė la seconda diaspora dopo quella del 1492, cacciati dalla Sicilia perché ebrei. Ricordiamo poi, anch’essi sterminati, i cinque nati in Sicilia ma residenti fuori Sicilia: Olga Castelli, Leo Colonna, Ernest Roznberger, Emma Moscato ed Egle Segrè. Internamento, deportazione e morte ci appartengono e la realtà è molto più complessa di quanto finora si sia creduto. Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”.

