"Giù le mani da Villa Fortuna" |Presa di posizione del Pd

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Pd Aci Castello e del Csa-cambiamento di Acitrezza, avviano una serie di iniziative per evitare che la villa venga sottratta alla comunità come deciso dalla maggioranza che sostiene l'amministrazione Drago. LA REPLICA DEL SINDACO DRAGO

acitrezza
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1 min di lettura

CATANIA – Il Partito Democratico e il Csa-Cambiamento insieme contro la vendita dell’incantevole villa che si affaccia su i faraglioni di Acitrezza. Dopo avere votato contro in Consiglio comunale Maurizio Marino e Toni Guarnera, consiglieri esponenti rispettivamente del Pd Aci Castello e del Csa-cambiamento di Acitrezza, avviano una serie di iniziative per evitare che la villa venga sottratta alla comunità come deciso dalla maggioranza che sostiene l’amministrazione Drago.

Intanto a livello nazionale sarà depositata a giorni una interrogazione dell’onorevole Albanella del Pd al Ministro dei Beni Culturali in quanto l’immobile fu acquistato dall’amministrazione Castorina per essere destinato a museo del Verga e delle arti marinare cosa mai avvenuta e che ora tramonterebbe definitivamente. Inoltre sarà presentata dall’onorevole Concetta Raia una relazione in commissione territorio all’Ars in riferimento al fatto che il grande giardino esterno all’edificio della villa si troverebbe sul demanio marittimo e quindi inalienabile.

Ancora Marino e Guarnera stanno presentato una nota all’agenzia del demanio nazionale per informarla sulla situazione e all’Udema di Catania. Infine sarà avviata una raccolta firme tra i cittadini per esprimere il dissenso a questa vendita che porterebbe la comunità a non avere più un luogo per fare cultura e aggregazione.

I consiglieri Marino e Guarnera hanno precisato: “già nel 2010 il Consiglio Comunale approvò un regolamento che avrebbe consentito di valorizzare l’immobile a fini culturali e turistici con introiti per il Comune. In piu’ noi abbiamo presentato un emendamento che consentiva nell’immediato la messa a reddito dell’immobile collegandolo al Castello, ma la maggioranza non ha voluto sentire ragioni. Siamo solo all’inizio di questa battaglia per non impoverire la comunità.”

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