Casi giudiziari e nuova giunta | I nomi "stoppati" dalle indagini - Live Sicilia

Casi giudiziari e nuova giunta | I nomi “stoppati” dalle indagini

Musumeci aveva promesso prudenza nella scelta. Così, ombre e indagini hanno frenato molti papabili

Il governo
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PALERMO – Nello Musumeci lo aveva detto apertamente, tre giorni dopo la sua elezione: “Se nella fase di composizione delle liste qualcuno non ha seguito i miei reiterati inviti alla prudenza, tutte le scelte che dipenderanno da me, invece, saranno improntate a questo criterio, a cominciare dalla formazione della giunta”. Un principio che il nuovo governatore, in queste ore, starebbe seguendo alla lettera. Con una attenzione estrema: ogni ombra su potenziali assessori è stata vista come un motivo sufficiente per allontanare quel nome dalla giunta che verrà. E la cronaca recentissima, oltre a quella recente, ha fornito al presidente argomenti in abbondanza.

L’ultimo ovviamente è quello che riguarda l’inchiesta su riciclaggio ed evasione che ha investito la famiglia Genovese. In realtà, il giovane Luigi non è mai entrato nel “toto-nomine”. Non per questo l’influenza del padre Francantonio, aggiunta agli oltre 18 mila voti portati in dote al centrodestra, non è stata avvertita. Genovese, insomma, avrebbe rivendicato un assessore “in quota”, forte anche del risultato complessivo ottenuto da Musumeci nel collegio di Messina: oltre il 50 per cento dei voti. Il nome emerso nelle ultime ore era quello di Giuseppe Rao, un tecnico vicino all’ex segretario regionale del Pd e parlamentare nazionale di Forza Italia. Ma l’ultima inchiesta, probabilmente, ha spazzato via i dubbi, lanciando in giunta Bernadette Grasso, quasi certamente agli Enti locali.

Anche perché, nel frattempo, un’altra vicenda ha impedito a Musumeci di pescare a Messina forse il suo nome preferito: l’ex assessore Santi Formica, nella legislatura appena conclusa, con la sua scelta di restare nel gruppo della “Lista Musumeci” piuttosto che in quello di Forza Italia, è stato decisivo per il mantenimento in vita del gruppo riconducibile direttamente al nuovo governatore: un fatto per nulla marginale e molto apprezzato dal presidente della Regione. Ma le vicende di Formica, si sono incrociate nel recente passato con quelle di Patrizia Monterosso, il Segretario generale che Musumeci, fin dai primi giorni della campagna elettorale aveva promesso di sostituire. Anche a causa di quella condanna della Corte dei conti per i cosiddetta “extrabudget” nella formazione professionale che ha riguardato, sebbene per cifre più modeste, anche Formica.

E la formazione professionale, in un modo o nell’altro, c’entra sempre. L’inchiesta che riguarda l’Isfordd, ente guidato fino a pochi mesi fa da Tony Rizzotto, primo “leghista alla siciliana” a entrare all’Ars, ha probabilmente raffreddato il nome del palermitano in vista della composizione della giunta. In realtà, sempre nella lista Fratelli d’Italia-Noi con Salvini, un altro dei nomi più quotati è stato “zavorrato” da un’altra vicenda giudiziaria: quella sui presunti “rimborsi indebiti” che sarebbero toccati a Manlio Messina, consigliere comunale a Catania proprio col partito di Giorgia Meloni. E così, in questo caso via libera a un “presentabilissimo” come Sandro Pappalardo, che ha come “requisito” anche quello di portare la divisa di colonnello.

“Non sono un appestato”, ha rivendicato invece pochi giorni fa Cateno De Luca, finito ai domiciliari con l’accusa di una mega evasione fiscale. Ma gli ultimi guai del deputato regionale Udc avrebbero spinto Musumeci ancora una volta a seguire la strada della prudenza, dando il proprio via libera invece a Margherita La Rocca Ruvolo e a Mimmo Turano. I due, avrebbero “bruciato” Ester Bonafede, nome preferito dal leader nazionale Lorenzo Cesa. E anche qui, ha pesato una indagine ancora in corso, quella sugli appalti Anas nata a Firenze. “Bonafede non ha avuto alcun rapporto con l’Anas fiorentina” replicò in quei giorni il suo legale Nino Caleca. Ma quelle ombre non sono svanite e si aggiungono alla recente esperienza di Bonafede nel governo di Rosario Crocetta. Una parentesi che mal si concilierebbe col reiterato richiamo di Musumeci alla “discontinuità”.

Discontinuità che potrebbe arrivare anche grazie alla presenza in giunta di chi, finora, politica in senso stretto non ne ha fatta. È il “tecnico” proposto da Gianfranco Micciché al governatore: il docente universitario Paolo Inglese, infatti, avrebbe sorpassato tutti in vista della nomina di assessore all’Agricoltura. Un nome che, per primo, è stato indicato, insieme ad altri, in un dialogo su Live Sicilia tra il direttore Giuseppe Sottile e lo scrittore Pietrangelo Buttafuco. Un invito a “rinnovare” la classe dirigente che sarebbe stato accolto appunto, in questo caso, dal commissario di Forza Italia. Nei giorni precedenti, del resto, un’altra vicenda giudiziaria ostacolava la corsa verso quello stesso assessorato di Riccardo Savona: l’accusa, respinta nettamente dal deputato regionale che ha parlato di “montatura”, è quella di truffa relativa a compravendite immobiliari.

Qualche problema, invece, salta fuori anche da Agrigento, dove Forza Italia avrebbe lanciato Vincenzo Giambrone. I dubbi, in questo caso, non sono tanto legati all’ex deputato regionale, quanto a una vicenda che coinvolge la compagna già collaboratrice del politico: Luisa Maniscalchi nel 2008 era finita sotto inchiesta per avere rivelato notizie riservate su indagini in corso al boss Giuseppe Sardino, fiancheggiatore del capomafia latitante Giuseppe Falsone, poi divenuto collaboratore di giustizia. La Maniscalchi patteggiò la pena a un anno e mezzo per favoreggiamento personale. Nessuna aggravante di mafia dunque. E nessun legame tra questa inchiesta e Giambrone. Ma il richiamo alla prudenza estrema, stando a quanto filtra dall’entourage di Musumeci, avrebbe raffreddato anche questa pista. Una corsa a eliminazione, verso i dodici posti del governo regionale.


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Commenti

    Quindi anche la Ruvolo e Turano dovrebbero rimanere fuori, fino a ieri erano dall’altra parte, un salto della quaglia dell’ultima ora.

    Musumeci aveva promesso una giunta non politica e costituita da persone particolarmente competenti. Aveva detto “vi stupirò”. Le indiscrezioni giornalistiche invece ci fanno capire che siamo al solito metodo ricattatorio e spartitorio.

    Tutto questo non ha senso. Sarebbe corretto fare un passo indietro e cedere il governo ai 5 Stelle, vincitori non solo morali ma anche effettivi delle elezioni del 5 Novembre. Del resto, a parte l’etica e quelli a cui ancora ci credono, il voto della coalizione di cdx è falsato. Il signor Musumeci deve prendere le distanze da tutto quello che gli sta accadendo intorno, pena la perdita assoluta della sua credibilità e della parte sana del cdx siciliano e italiano. Poi fate come vi pare.

    Veramente ha sempre parlato di giunta politica.

    INTANTO…

    ++ Sicilia: De Luca; Riesame annulla misure interdittive ++

    ++ Sicilia: De Luca; Riesame annulla misure interdittive ++ Restituiti beni dell’ente di formazione Fenapi (ANSA) – MESSINA, 24 NOV – Il tribunale del Riesame ha annullato le misure interdittive nei confronti di Cateno De Luca, il deputato regionale arrestato subito dopo le elezioni del 5 novembre in Sicilia e scarcerato quattro giorni fa dal Gip. Stessa decisione nei riguardi dell’ex presidente della Fenapi, Carmelo Satta. L’interdizione consisteva nel divieto di ricoprire ruoli apicali negli enti coinvolti nell’inchiesta per evasione fiscale. Disposta anche la restituzione dei beni immobili della Fenapi ancora sequestrati. (ANSA). YPP-TE 24-NOV-17 14:57 NNN

    Se il buongiorno si vede al mattino, può darsi che di dubbi ne arrivino 2-3 alla settimana…significa che non vedremo mai questa benedetta Giunta?

    Ester Bonafede si è dimessa da assessore per non seguire Casini e Crocetta. Turano è rimasto con Casini e Crocetta fino a pochi mesi fa..idem la Ruvolo. ..se si devono dire le cose CORRETTE. “bruciare” la Bonafede con la “scusa” che è indagata non è cosa giusta.. fino a prova contraria non ha avuto né rinvii a giudizio né processi…e poi nel NUOVO UDC di Cesa non esistono solo Turano e Ruvolo..loro sono già “collocati” da deputati…speriamo che il Segretario scelga bene ..

    Ma di sottogoverno..Musumeci Musumeci ai ahi cominciamo male

    dopo i fatti giudiziari l’unica cosa seria e giusta da fare è quella di commissariare la regione e poi ripetere le elezioni. Ma non siamo in uno Stato serio e quindi difficilmente accadrà. Poi non vedo nessun cambiamento. Il presidente eletto non sceglie direttamente gli assessori e si limita a ricevere i nomi segnalati dai partiti e da quel solito Miccichè che gli sta ai finchi per condizionarlo e persino a proporre nomi. Quindi sarà come al solito senza nomi meritevoli e capaci e competenti e amministrare sarà impossibile. Le elezioni sono da ripetere. troppi troppi fatti le hanno inficiate con un voto di scambio senza limiti senza vergogna

    C’è caso e caso. In ogni caso ha dimenticato una prescrizione.

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