Gli sfregi alla memoria di Falcone | Indaga la Dda di Palermo

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Il fascicolo è stato affidato al sostituto Categoria Malagoli della Dda.

Gli episodi in due scuole
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2 min di lettura

PALERMO – La Procura di Palermo ha aperto un’indagine sul raid vandalico nella scuola Giovanni Falcone in via Pensabene, allo Zen a Palermo, e sul rogo di un cartellone con una immagine del magistrato posizionato davanti ai cancelli della scuola Alcide De Gasperi. Il fascicolo è stato affidato al sostituto Categoria Malagoli della Dda.

Intervenendo alla trasmissione di Rai Radio 1 “La radio ne parla”, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha commentato gli ultimi gravi atti di vandalismo verificatisi presso la scuola “Giovanni Falcone” allo Zen e presso la scuola Alcide De Gasperi di Piazza Giovanni Paolo II. “Vorrei esprimere, certamente, la condanna di questi atti gravissimi, incivili e biasimevoli ed ho già disposto che le maestranze comunali si adoperino per il pronto restauro del busto di Giovanni Falcone. Ma, al contempo, vorrei parlare della Scuola “Giovanni Falcone”, di questa straordinaria esperienza didattica, civile e sociale in un quartiere, lo Zen, dove tanta gente per bene vive e subisce le conseguenze di queste minoranze che non si rassegnano alla legalità. Il comportamento di questi incivili dimostra che, certamente, ancora c’è da fare ma, probabilmente, dimostra anche il nervosismo e la difficoltà di qualcuno a comprendere che Palermo è cambiata e vuole cambiare. In passato – ha continuato Orlando – la scuola non parlava di mafia, non si impegnava per la crescita civile dei cittadini. Oggi, invece, questo accade: la scuola Falcone ha impianti sportivi all’avanguardia, dirigenza, personale docente, genitori e alunni che vivono insieme una esperienza positiva e di civiltà. Esprimiamo – ha concluso Orlando – tutta la nostra solidarietà alla scuola ed al quartiere, cui va anche il nostro più sentito ringraziamento. Lo Zen non è un altro mondo: lo Zen è Palermo e Palermo è lo Zen. La resistenza di quanti non si rassegnano alla sconfitta è la conferma che stiamo vincendo, che abbiamo vinto e che la Palermo di oggi non è certamente più quella di venticinque anni fa”.

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