Green Pass, mia figlia 12enne e il problema della festa

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Commenti

    Io ho due figli come la sua e ho scelto di vaccinarli in quanto non metto a repentaglio la vita altrui quindi vaccini prima lei e poi i figli per etica

    credo che lei non abbia letto con completezza la mia lettera. io sono già vaccinata e la scelta di vaccinare mia figlia è strettamente personale. fermo restando che nel contesto festa da me descritto, per prevenire davvero un contagio massivo, i tamponi andrebbero fatti a tutti, vaccinati o meno. Le auguro una buona giornata.

    Ma perchè non fà il suo dovere sociale e vaccina sua figlia tanto per iniziare?

    Sta a lei.

    credo sia assolutamente fuori tema, quindi non le rispondo nemmeno

    Green Pass oppure no, l’unica per il momento quasi sicurezza è il tampone, il contesto sociale, socializzare etc etc, mio parere eviterei assembramenti di ogni genere, il virus non si è fermato, è mutato, sta mutando ancora e i vaccini checch’è se ne dica non è che possano essere efficaci al 100%, la carta verde purtroppo è una trovata per farci vaccinare tutti, ad ogni modo, sono tempi tristi, meglio piangere per non aver partecipato ad una festa, che piangere dopo la festa, sarò pessimista, ma anche se vaccinato, conduco la vita di prima e la continuero’ ad oltranza, cioè niente assembramenti, feste, ristoranti etc etc, non bisogna abbassare la guardia.

    sono assolutamente d’accordo con lei, su tutto!

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

La responsabilità morale della morte per difterite di una bimba è anche di coloro che oggi governa questo paese e che ha fatto propria e diffuso la sub cultura no vax. Non può esserci discrezionalità per certe cose che attengono non solo alla salute dei singoli ma la salute pubblica. Perchè sopratutto nel caso dei bimbi, le conseguenze di scelte scellerate ricadono poi sui bimbi stessi. Che non hanno avuto la possibilità di scegliere tra la vita e la morte.

una ristrutturazione datata 2023, che ha portato a continue proroghe degli attuali incarichi, e che rischia con i numeri attuali di lasciare quasi la metà delle strutture senza dirigenti, e questo perchè : 1 il numero dei dirigenti che si ritiene vadano in pensione nel prossimo triennio, tiene conto solo di quelli che ci vanno per raggiunti limiti di età e non di quelli che avranno maturato il diritto per contribuzione. 2 in ogni caso dal numero complessivo si devono togliere i dirigenti generali, quelli a capo degli uffici speciali, i capi di gabinetto e altri inquadrati nei gabinetti, quanti pur iscritti nel ruolo svolgono funzioni presso altri uffici o in comando o in aspettativa, e solo queste categorie assommano a circa 100 dirigenti, per cui a fronte di 561 strutture ne copriranno forse 300. E tutto questo perchè una politica incapace non si rende conto che il vero problema sta nel superamento della legge 10/2000 che dopo 25 anni ha esaurito la sua funzione, e che occorre ripensare la regione per i prossimi 20/30 anni, a meno che non la si voglia chiudere.

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