PALERMO – Quei contratti costeranno più di centoventimila euro. Sono quelli con i quali il presidente della Regione Crocetta e i suoi assessori hanno attribuito una manciata di incarichi di consulenza solo negli ultimi due mesi, giorno più, giorno meno. E tra gli esperti del governo, ritornano, puntuali, anche due ex assessori. Da componenti della giunta a semplici collaboratori dello stesso governo, che nel frattempo ha cambiato più volte facce e nomi.
Ma qualche ex assessore, come detto, esce dalla porta di Palazzo d’Orleans per rientrare dalla finestrella dell’incarico esterno. È il caso di Salvatore Calleri. L’ex responsabile dell’Energia in giunta raccolse la pesante eredità lasciata dall’ex pm Nicolò Marino, “cacciato” da Crocetta in seguito a uno dei rimpasti, e non senza cocenti polemiche. Al posto del magistrato che si occupò delle stragi di mafia Crocetta aveva annunciato l’arrivo di una personalità di altissimo livello. Che si “incarnò” in Salvatore Calleri, appunto, al vertice della Fondazione Caponnetto e anche del Megafono della Toscana. Rimasto nell’esecutivo giusto il tempo di lavorare a una riforma del sistema idrico che non vedrà mai la luce, a una ddl che stoppasse l’Eolico in Sicilia mai approvato da Sala d’Ercole e di passare alla cronaca per l’assessore che chiese a una cronista, entrando in una sala di Palazzo d’Orleans: “Giuseppe Alessi? Chi è costui?”. Quanto basta per essere “ripescato” da Crocetta nel ruolo di consulente del governatore, fin dal giorno dopo il rimpasto. Contratto rinnovato a giugno, fino alla fine dell’anno. Per questi sei mesi, Calleri guadagnerà altri 13.772,60 lordi. Dovrà continuare a fornire un “apporto consulenziale di natura giuridica nell’ambito della sicurezza e della legalità su problematiche afferenti ai contratti pubblici di lavori, forniture e servizi, gare di appalto eseguiti nel territorio regionale nonché su problematiche afferenti ai beni confiscati alla criminalità organizzata, analisi del fenomeno della criminalità organizzata e/o mafiosa”.
A Roberto Agnello, invece, da assessore all’Economia, era toccato l’arduo compito di lavorare alle varie manovrine di aggiustamento, dopo l’addio di Luca Bianchi e soprattutto dopo le pesantissime impugnative del Commissario dello Stato Carmelo Aronica. Già che c’era, Agnello ha accompagnato il presidente della Regione Crocetta in occasione della stipula di un accordo suicida col quale la Regione, pur di ottenere 500 milioni cash, necessari a chiudere appunto il bilancio, ha deciso di rinunciare agli effetti positivi di contenziosi con lo Stato pari a circa cinque miliardi. Una decisione apparsa pochi mesi dopo come un autogol, quando la Consulta riconoscerà alla Sicilia il diritto a incassare le accise sui carburanti. Soldi che, almeno dal 2012 in poi, il presidente Crocetta aveva deciso di lasciare al governo Renzi, appunto. Dopo il rimpasto che ha portato in giunta l’inviato speciale proprio di quel governo romano, cioè Alessandro Baccei, Agnello verrà ripescato dapprima dall’assessore alla Salute Lucia Borsellino per fornire un “supporto all’attività legata alla ‘definizione dei percorsi attuativi della certificabilità’” e alla “verifica sullo stato di avanzamento del Pac da parte delle aziende del Sistema sanitario regionale”. Incarico rinnovato a giugno: fino alla fine dell’anno Agnello avrebbe guadagnato altri 14.700 euro lordi. Con l’addio della Borsellino, il contratto – legato con rapporto fiduciario appunto all’assessore – è stato “preso in carico” dal successore della Borsellino, cioè Baldo Gucciardi, che ha assicurato ad Agnello sostanzialmente le stesse condizioni economiche del contratto precedente.
Assegnato invece lo Sportello per l’internazionalizzazione. Alla guida dello “Sprint”, l’ormai ex assessore alle Attività Produttive Linda Vancheri ha inviato Maria Stassi, esperta in assistenza tecnica per la spesa di fondi europei. La consulente ha un curriculum zeppo di incarichi sia con enti regionali sia, ad esempio, col Ministero per lo Sviluppo economico. Per un anno e mezzo di lavoro guadagnerà 44 mila euro lordi. La stessa Vancheri aveva poi rinnovato l’incarico di un consulente ormai “storico”, cioè Andrea Ciulla, che continuerà ad occuparsi della consulenza giuridica per l’assessore: l’ultimo contratto gli consentirà di guadagnare 13 mila euro lordi in un periodo compreso tra il giugno e l’ottobre di quest’anno.
Consulenti nuovi, infine, per gli assessori Lo Bello, Li Calzi, Contrafatto e Purpura. Alla Formazione siciliana, costantemente nel caos, ha dato una mano, per un breve periodo, Stefania Guccione*. Per lei un impiego breve, di appena due mesi, dalla fine di giugno a venerdì scorso, per un compenso lordo di 4.131 euro.
Cleo Li Calzi, invece, all’assessorato al Turismo ha sentito il bisogno di avvalersi di un consulente che dovrà occuparsi, almeno fino alla fine dell’anno, della “definizione delle linee strategiche e di indirizzo politico per la programmazione dello sviluppo della Sicilia”. E in particolare di programmazione comunitaria. Per lei si tratta in realtà di un rinnovo, visto che il rapporto di consulenza va avanti dall’inizio del 2015. L’ultimo contratto “peserà” sulle casse della Regione per 13 mila euro lordi.
La responsabile in giunta dell’Energia ha chiamato a collaborare il giornalista e collaboratore di Livesicilia Roberto Immesi: per lui 12.394,98 euro lordi per sei mesi di lavoro in cui dovrà fornire “Consulenza per le relazioni istituzionali e sociali”. Infine, l’assessore ai Beni culturali ha chiamato a collaborare l’esperto in economia Gioacchino Fazio. Dovrà occuparsi dell’ “analisi dei giacimenti culturali e delle loro potenzialità di valorizzazione economica al fine della enucleazione delle aree di attrazione culturale e naturale da inserire negli strumenti di programmazione strutturale relativi ai fondi nazionali e comunitari e per la costruzione di un sistema di offerta culturale”. In poche parole, dovrà individuare i modi per far ripartire il turismo culturale in Sicilia. Per tre mesi di contratto ecco sei mila euro lordi.
Altra storia è invece quella di un altro gruppo di consulenti. Esterni che prendono parte a due progetti comunitari (“Arrows” e “Culturas”). Per questi esperti, sei in tutto, verranno spesi altri 190 mila euro. Ma in questo caso, paga l’Europa.
* in una precedente versione dell’articolo abbiamo erroneamente attributo alla consulente una laurea in biologia. In realtà il titolo esatto è una laurea in Scienze della Formazione. Ci scusiamo con la diretta interessata e con i lettori.

