I primari arrestati e gli 'sponsor': così le 'valvole' costavano di più

I primari arrestati e gli ‘sponsor’: così le ‘valvole’ costavano di più

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Commenti

    È giusto che chi si macchia di reati contro la Comunità paghi. Questo è scontato e quindi la legge farà il suo naturale corso appurando le singole responsabilità. Chi ha sbagliato pagherà. Ok. Ma nelle more di un eventuale processo, che avrà i suoi tempi non certo brevi, piuttosto che “custodire” al domicilio, si può valutare l’opportunità si far continuare a lavorare i professionisti indagati non privando gli Utenti ( cioè le Persone malate) di un servizio e quindi di indispensabili cure e assistenza? Erigere a domicilio una stanza in Ospedale così da non peggiorare la già ” non proprio felice” condizione di CHI soffre in attesa di essere curato e quindi di SPERARE. Grazie!

    Quello che fa senso che si tratti di medici ben pagati e di alta rilevanza professionale che non avrebbero alcun interesse e necessità di lucrare sulle fornitore entrando in procedimenti in cui non dovrebbero in alcun modo interferire. Mentre entrano, favoriscono e condizionano senza alcun controllo. Dove sono i controlli per il rispetto delle procedure? È un sistema vigente e in uso nella sanità. I primari gestiscono un ruolo proprio primario nelle forniture favorendo le ditte fornitrici in cambio di regalie e compensi. Mi chiedo chi avrebbe dovuto controllare? Chi ha autorizzato i mandati di pagamento. Mi appare una gestione amministrativa in cui nessuno sa o fa finta di non sapere che cosa fanno gli altri uffici coinvolti nella procedura. Delle regalie è una vecchia storia è un modus vivendi quasi legalizzato. È inquietante ed è sbagliato che i primari abbiano voce in merito alle procedure quando ci sono uffici e responsabili individuati ad avere il compito. Si tratta di una gestione amministrativa illegale fuori dalla legge. Ed è molto grave.

    Bene. Questa la tesi dell’ accusa. C’ è da capire quanto è fondata, e questo lo si stabilirá solo in sede processuale. Trattandosi di un caso molto complesso la questione non è di facile apprezzamento. Di certo , di casi simili conclusi nel nulla se ne contano a bizzeffe

    È risaputo che da sempre ci sono stati comportamenti legalizzati di favoritismo in cambio di favorì e di regali. È un sistema marcio. Un fatto è certo che i costi siano stati maggiorati. Ci sono diverse complicità. Non si può gestire la cosa pubblica come se fisse di propria proprietà. Smettiamola con lo strapotere dei primari in ospedale che gestiscono tutto come se fossimo i proprietari. Sono dipendenti non sono proprietari. Se vuoi essere ricoverato devi andare al loro studio altrimenti i tempi di ricovero sono troppo lunghi. Non neghiamolo è capitato a chiunque.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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