Le vittime del racket di Palermo al prefetto: serve un controllo fisso

I raid del pizzo: “Abbiamo paura, serve un controllo fisso”

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La lettera al prefetto delle vittime di intimidazione

PALERMO – Una “zona rossa” con presidio fisso delle forze dell’ordine. È la richiesta che lo “Sportello di solidarietà” chiede al prefetto che ha convocato per oggi il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

prefetto Palermo
Il prefetto di Palermo Massimo Mariani

Una lettera dai toni formali ma netti, in rappresentanza anche e soprattutto dei titolari del ristorante “Al Brigantino” e “Villa Montalbano”, del posteggio-autolavaggio “Natoli”, della pizzeria “Ulisse” di piazza Rossi e di Sicily by Car.

Sono alcune delle attività commerciali che hanno subito intimidazioni e danni dalla banda del racket che ha messo a ferro e fuoco la parte occidentale della città, da San Lorenzo a Sferracavallo, fino ai paesi della fascia costiera lungo l’autostrada che conduce all’aeroporto.

Escalation senza precedenti

“Un’escalation senza precedenti di violenze ed intimidazioni, che ha visto una preoccupante intensificazione da fine marzo ad oggi”, la definisco il presidente Andrea Cannatella e l’avvocato Ugo Forello.

Sventagliata di Kalashnikov, Attak nelle serrature, bottiglie di benzina e incendi. “Ormai vivono in un costante stato di ansia e paura, che impedisce, di fatto, il libero esercizio della loro attività economica”, aggiungono.

I commercianti prendono le distanze dai vili atti intimidatori

I commercianti prendono le distanze dai “vili atti intimidatori e dichiarano pubblicamente la propria indisponibilità a ricercare forme di protezione o intermediazione presso ambienti criminali, ribadendo invece la volontà di schierarsi dalla parte della legalità ed esprimendo piena fiducia nelle Istituzioni, nella Prefettura, nella Procura e negli organi investigativi impegnati nell’accertamento dei fatti e nell’individuazione dei responsabili”.

“Il sostegno reciproco tra cittadini, associazioni e istituzioni rappresenta uno strumento fondamentale per difendere la libertà d’impresa e contrastare ogni forma di intimidazione mafiosa”, ma c’è “la necessità di un intervento tempestivo ed immediato, che possa garantire il presidio costante e concreto delle aree limitrofe agli esercizi commerciali che, negli ultimi mesi, hanno subito ripetuti atti intimidatori, inequivocabilmente idonei a destare assoluto allarme sociale”.

Dallo “Sportello di solidarietà” ritengono “insufficiente l’attivazione di un mero servizio di vigilanza radiocontrollata”, annunciata nelle scorse settimane dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che lunedì sarà a Palermo.

L’ultimo raid con le fiamme appiccate nel deposito di Sicily by Car in via San Lorenzo si è consumato in appena 1 minuto e 12 secondi. Ecco perché viene chiesto di istituire una zona rossa per le ore notturne e di disporre un presidio fisso notturno su tutti i siti sensibili, fra cui dovrebbero essere ricompresi gli esercizi già oggetto di atti intimidatori”.

Un grazie viene rivolto alla magistratura e alle forze dell’ordine per gli otto fermi di oggi, ma “permangono le ragioni d’urgenza che richiedono un intervento a tutela delle attività del luogo permane”.


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