PALERMO – Arriva la risposta degli arresti alla scia di attentati a Palermo. La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha fermato otto persone. Farebbero parte della banda del racket che ha letteralmente messo a ferro e fuoco la parte occidentale della città di Palermo. Sono un gruppo di giovani che gravitano attorno ai casermoni dello Zen 2.
I nomi dei fermati
Questi i nomi dei fermati: Massimo Gioè, 41 anni; Riccardo Civiletti, 25 anni; Danilo D’Ignoti, 38 anni; Dionisio Mineo, 35 anni; Rosario Piazza, 20 anni; Davide Carcione, 25 anni; Salvatore Modica, 19 anni; Samuel D’Acquisto 21 anni.
Arresti dopo il nuovo attentato alla Sicily by Car
Carabinieri e poliziotti hanno lavorato assieme, sotto il coordinamento del procuratore Maurizio de Lucia, dell’aggiunto Vito di Giorgio e dei sostituti Giovanni Antoci, Andrea Fusco, Felice De Benedittis e Alessandro Macaluso.
Il blitz è avvenuto, ma al momento sembra solo una coincidenza, poco dopo l’incendio che ha distrutto il deposito della Sicily by car in via San Lorenzo. Le fiamme, dunque, non sarebbero state una risposta al blitz, ma l’ennesima tappa di un piano criminale.

Le prime bottiglie di benzina a Sferracavallo
Le indagini sono partite nel novembre scorso quando sono comparse le prime bottiglie di benzina con le richieste di pizzo davanti alle attività commerciali a Sferracavallo. Poi un susseguirsi di raffiche i kalashnikov, intimidazioni e incendi da San Lorenzo fino a Carini. Ristoranti, pizzerie, bar, tabaccai, lidi: mesi di paura.

Oggi il blitz che darebbe una riposta ad una parte degli episodi. In particolare i carabinieri del Nucleo investigativo avrebbero individuato due giovani che il 13 maggio avrebbero lasciato bottiglie di benzina con una richiesta di cinquemila euro per il pizzo davanti a otto locali di Isola delle Femmine.
I poliziotti della squadra mobile hanno fermato i due che avrebbero esploso una raffica di mitragliatrice in via don Minzoni, e altri due che si vendicarono a colpi di pistola in via Montalbo, tentando di ammazzare Danilo D’Ignoti. Le accuse sono tentata estorsione e tentato omicidio, aggravati dal metodo mafioso. Dietro ci sarebbero gli affari della droga e il mancato pagamento di una partita di stupefacenti.

I poliziotti del commissariato San Lorenzo, infine, hanno individuato gli autori del furto nel parcheggio di un centro commerciale della Fiat Panda a cui altre persone diedero fuoco dopo averla piazzata, il 28 marzo scorso, nel tunnel dell’autolavaggio di un distributore di benzina in via Lanza di Scale.
Restano molti episodi da chiarire, a cominciare dagli attentati a Sicily by Car, ammesso che la mano non sia la stessa. Della banda potrebbero fare parte altri giovani che stanotte sono entrati in azione dando alle fiamme il deposito di Sicily by Car di Tommaso Dragotto.
E resta da scoprire per conto di chi agiscono i picciotti emergenti del racket. La prima risposta è arrivata.
