"Il catanese non vuole essere |educato, preferisce i verbali"

“Il catanese non vuole essere |educato, preferisce i verbali”

"Tutta le emergenze della città", intervista a cuore aperto a Stefano Sorbino, comandante della polizia municipale di Catania.

l'intervista
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CATANIA – Una città problematica da diversi punti di vista. In cui l’ordinario è straordinario. Non tergiversa il comandante dei vigili urbani di Catania, Stefano Sorbino, di fronte alla domanda su quali siano le difficoltà della polizia municipale, in generale e per questo ultimo mese di estate, quando aumentano le zone “sensibili” sulle quali vigilare e intervenire.

Comandante, Catania non è certo una città semplice da gestire. Quali sono gli aspetti più problematici?

Le emergenze di Catania, se possiamo definirle emergenze, riguardano particolarmente l’ordinario. La gestione dell’ordinario è una quotidiana emergenza, perché viviamo in una città dinamica, fiorente di attività commerciali nonostante la crisi, che viene frequentata ogni giorno da almeno seicentomila persone, il doppio della popolazione residente all’anagrafe. Da qui i grandi problemi.

Ci spieghi meglio.

Ad esempio, per quanto riguarda la viabilità. In città, ogni giorno, entrano decine di migliaia di persone che percorrono le stesse strade, gli stessi itinerari, intasando le vie di accesso. Questo già comporta, senza che accada alcun tipo di evento, come un sinistro stradale o lavori in corso, un rallentamento della viabilità. A cui si aggiunge la scarsa propensione del catanese a trovare vie alternative o usare mezzi alternativi. Ultimamente, stiamo assistendo al nascere di una rete di metropolitana che possa dirsi da Città metropolitana. Un grandissimo passo avanti che darà la possibilità ai catanesi di iniziare a pensare di usare questo come mezzo alternativo all’auto. Sono i primi passi, ma penso che sia la direzione giusta. Meno auto significa meno traffico, meno incidenti e un miglioramento della qualità della vita. Il traffico imbizzarrisce. Bisogna invece cambiare abitudini, sfruttando anche la bicicletta, utilizzando la pista ciclabile del lungomare ie le corsie preferenziali degli autobus. È una questione culturale.

Altro problema culturale dei catanesi riguarda l’abusivismo. Cosa state facendo per arginare il fenomeno?

Sappiamo bene che in tutti i periodi di crisi, l’abusivismo commerciale è direttamente proporzionale al grado di disagio. Tutti i settori sono colpiti, e molti si improvvisano commercianti, in particolare nel settore dell’ortofrutta, perché hanno perso il proprio lavoro o perché non riescono ad arrivare a fine mese. È ovvio che questo non può essere comunque consentito, e le forze di polizia, in particolare la municipale, operano per fare rispettare le regole. Anche per tutelare chi lo fa, chi paga tasse e concessioni, offre prodotti di qualità, e subisce, nei fatti, concorrenza sleale. Si interviene con la consapevolezza della situazione sociale, ma non per questo meno fermamente, se no si assisterebbe a un proliferare incontrollato e questo non può essere consentito. Anche perché dobbiamo assicurare la fruibilità della città, la sicurezza delle strade, per pedoni e per tutti gli utenti della strada.

Quali provvedimenti sono stati presi in seguito ai gravi episodi di violenza che si sono recentemente verificati al mercato di piazza Carlo Alberto?

Quel giorno l’area era presidiata: purtroppo fino a un determinato orario e gli episodi si sono svolti quando i nostri servizi erano cessati. Già dal giorno dopo comunque, la polizia municipale e le altre forze, hanno progettato servizi nelle vie interessate, per evitare il ripetersi del fatto nei giorni successivi, magari per rappresaglia. La situazione si è man mano normalizzata, ma la nostra presenza continua ad essere costante. Inoltre, ci sono stati anche interventi dell’amministrazione, molto importanti dal punto di vista della riorganizzazione dell’area mercato interessata, della viabilità e degli spazi, per favorire l’ordine. Questi accorgimenti, e la riorganizzazione dell’area mercatale, aiutiamo anche il controllo anti abusivismo.

Altra piaga sono i posteggiatori abusivi.

Ci sono nuove regole che non consentono di andare ad aumentare il numero degli interventi, ma rendono questi più efficaci. Il nuovo decreto sicurezza consente l’applicazione di un ordine di allontanamento qualora il parcheggiatore abusivo operi in zone come aeroporto, stazione, porto, o alle fermate del trasporto pubblico. In questi casi, il posteggiatore oltre al verbale, riceve un ordin di allontanamento che se non viene ottemperato comporta la segnalazione alla questura che può portare al l’emissione del cosiddetto Daspo urbano. Lo strumento è ancora in via di applicazione, ma è utile e può dare risultati. Con questo decreto il sindaco si è potuto anche dotare dello strumento anti prostituzione, che permette di intervenire sul fenomeno, che crea degrado ma anche problemi di viabilità. Il sindaco, nel mese di maggio, ha emanato un’ordinanza che ci consente di operare sia nei confronti delle prostitute e dei clienti. Anche questo e uno strumento utile, non certo a debellare il fenomeno, ma a tenerlo sotto controllo.

Spesso si invoca il comitato interforze. Esiste la collaborazione?

Catania è uno straordinario esempio di collaborazione tra le forze di polizia. Io ho lavorato in numerose città d’Italia e posso testimoniare come quella etnea sia virtuosa per l’organizzazione interforze. La polizia municipale, ogni giorno, svolge operazioni con le altre forze, nel modello Trinacria ad esempio. È un modello che ci vede costantemente impegnati, anche nelle zone periferiche della città. I numeri che vengono fuori da queste operazioni sono molto interessanti e dimostrano che le forze di polizia a Catania ci sono, operano e ottengono anche risultati. Talvolta, l’intervento congiunto si attiva con una telefonata. La sinergia che si è trovata con i vari comandanti e tale da poter lasciare tranquilli i cittadini sul corretto funzionamento della rete.

Organico ancora insufficiente per Catania. Ci sono spiragli?

In questo momento, il corpo di polizia municipale conta 414 unità, compreso il sottoscritto e i 38 operatori di polizia stradale che, benché non siano tecnicamente vigili urbani, hanno tute le attribuzioni della municipale per quanto riguarda accertamento e repressione della violazione del codice della strada.

Il sindaco ha annunciato la possibilità di assumere 40 giovani in ausilio ai vigili urbani.

Per il momento, la normativa ci consente assunzioni stagionali, utilizzando anche i proventi delle multe, e questa è senz’altro un’opportunità da cogliere per aiutare la situazione attuale che sicuramente per le problematiche di Catania e per la sua conformazione, non è semplice da gestire. Ci auguriamo che questo personale arrivi nel più breve tempo possibile.

Lungomare, zona movida, Plaia. Con la stagione estiva, quale zona richiede maggiori sforzi?

L’attenzione particolare in questi ultimi mesi è stata posta sul centro storico. La Plaia vive una situazione stagionale che riusciamo a gestire con interventi semplici ma efficaci, per favorire l’afflusso ai lidi la mattina, e l’esodo nel pomeriggio. Interveniamo con pattuglie per fluidificare il traffico. Affronteremo il Ferragosto con la dovuta attenzione, ma siamo sicuri che non ci saranno particolari problemi. Per quanto riguarda il lungomare, con il completamento della pista ciclabile, abbiamo potenziato la presenza, per il rispetto della nuova infrastruttura creata, all’inizio danneggiata da automobilisti e da vandali che evidentemente non gradivano un’opera che è invece importante e caratterizzante delle moderne città europee. Qui abbiamo agito anche su via del Rotolo e piazza Nettuno, con servizi anti abusivismo commerciale, con la chiusura nel fine settimana dell’area, per favorire la fruizione del lungomare da parte dei cittadini.

Attenzione al centro storico. Cioè?

Abbiamo da poco ripristinato il controllo dei varchi di accesso alla Ztl tramite transenne e personale della Sostare, oltre alle nostre pattuglie che, sia all’interno che nelle vie che delimitano la Zona a traffico limitato, sono presenti. Fino a oggi i servizi sono stati regolari e abbiamo notato un assoluto miglioramento della vivibilità del centro storico. Sulle vie limitrofe il Castello Ursino siamo presenti, soprattutto per quanto riguarda l’abusivismo commerciale.

Quanto incide la scarsa propensione al rispetto delle regole da parte dei catanesi? 

Purtroppo, abbiamo capito che il catanese non vuole essere educato. Questo è un compito che spetta alle famiglie, non al legislatore n’è alle forze di polizia. Spesso ci si innervosisce quanto il nostro personale cerca di spiegare una norma: il catanese preferisce essere verbalizzato che educato. Bisognerebbe che nelle prime fasi della vita di una persona, la si abitui al rispetto delle regole. Noi facciamo corsi nelle scuole di educazione stradale, cercando di fornire degli elementi ai bambini e ai ragazzi, che ogni tanto ci danno soddisfazione.

 

 

 

 


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