Il catanese Scirè responsabile Lavoro Acli nazionali

Il catanese Scirè responsabile Lavoro Acli nazionali

Il catanese Scirè responsabile Lavoro Acli nazionali

"Il nostro obiettivo è riportare nell'ottica dei diritti e della solidarietà cristiana questo tema".

La nomina
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CATANIA. Santino Scirè è il nuovo responsabile per il Lavoro delle Acli nazionali. Il nuovo incarico per il presidente uscente di Acli Sicilia è stato conferito a seguito delle elezioni dei vertici dell’associazione tenutasi a Roma. Scirè, 38 anni, catanese, resta dunque ai vertici della presidenza nazionale, con Roberto Rossini. Non è un caso che la delega al Lavoro, da sempre centrale per le Associazioni cristiane dei lavoratori, vada ad un dirigente siciliano che fa riferimento ad un’area geografica difficile e complessa per l’occupazione.

“Il lavoro come bisogno centrale dei cittadini, non solo per la mera sopravvivenza ma anche per la dignità umana di cui è portatore, è un tema da sempre importante per le Acli – dice Scirè -. Il nostro obiettivo è riportare nell’ottica dei diritti e della solidarietà cristiana questo tema. Lo faremo a modo nostro: studiando con attenzione fenomeno e territori per poi lanciare proposte concrete e guardare al futuro. La visione di Papa Francesco resta un punto di riferimento: il Santo Padre ha più volte sottolineato che un lavoro è dignitoso quando non solo è di sostentamento per chi lo fa ma anche per la famiglia e il nostro prossimo. Non è un presupposto buonista, è invece una visione giusta, democratica e di sviluppo. Sono onorato di curare per la mia associazione, una questione che riguarda 24 mln di persone e presenta dati sconfortanti come il 40% di disoccupazione giovanile e non solo. Prevedere un fondo, la destinazione di immobili pubblici in disuso e una più rapida confisca dei beni delle mafie e dei corrotti per promuovere con i giovani autoimprenditorialità, nuove imprese sociali, coworking, condomini solidali e la riscoperta di mestieri abbandonati, potrebbero essere alcuni obiettivi prioritari.Senza dimenticare il welfare. Il lavoro, non dimentichiamolo, è il nostro primo fondamento costituzionale”.

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