PALERMO – Ha le scarpe zuppe d’acqua e i pantaloni alzati alle caviglie, perché ha passato un’intera mattina a pulire i bagni della piscina comunale. Si tratta di un dipendente Gesip che, in attesa delle tute e degli stivali del Comune, ha preferito portarsi il vestiario da casa piuttosto che stare con le mani in mano. “Noi vogliamo lavorare – dice il dipendente della società di via Maggiore Toselli – per dimostrare ai palermitani che ci siamo rimessi in riga”.
Sono passate quasi due settimane dal ritorno in servizio dei quasi 1800 lavoratori della Gesip, che secondo il piano messo a punto da Palazzo delle Aquile sono tornati nei vari siti a 20 ore settimanali: quattro al giorno, per chi lavora dal lunedì al venerdì, che potrebbero scendere a tre scarse per chi invece dovrà coprire anche le domeniche come al canile. Non tutti, però, sono completamente rientrati in servizio: c’è chi aspetta la visita medica, chi il vestiario e che invece il vaccino. Ad aver ripreso servizio sono quelli destinati al portierato, alla custodia e alla pulizia, per esempio, degli uffici comunali.
E basta fare un giro in città per capire come, gradualmente, i dipendenti stiano riprendendo in mano la ramazza. E’ il caso ad esempio di Case Rocca, vicino lo stadio delle Palme: qui una squadra, dotata di tute e rastrelli, ha cominciato da giorni a bonificare un’area che nel fine settimana si riempie di rifiuti. “Stiamo cominciando a lavorare – dice Rosario Tumminia – in attesa delle attrezzature meccaniche, togliamo quello che possiamo come i rifiuti o le bottiglie”. Una scena che si ripete anche al Parco Cassarà o a piazza Indipendenza.
Il problema, per gli addetti al Verde, restano le visite mediche: parte dei lavoratori, infatti, non l’ha sostenuta nel 2012 e così il Comune è dovuto correre ai ripari. Intanto, però, nell’attesa che si completi l’iter, i giardinieri potranno dedicarsi a quelle attività per le quali non è prevista visita medica come le pulizie. “Abbiamo distribuito il vestiario e le attrezzature – spiega il dirigente Domenico Musacchia – chi deve fare le pulizie può iniziare il lavoro, per gli altri si aspettano le visite mediche. In dieci giorni contiamo di completare questa fase”. “I lavoratori sono rientrati ma non a pieno regime – spiega Salvo Barone di Asia – la legge prevede di sottoporre i lavoratori a sorveglianza sanitaria e ad oggi ai 600 addetti al Verde sono stati forniti tute, guanti e rastrelli. Altri settori verranno riforniti dei dispositivi di sicurezza in tempi brevi”.
Al canile, per esempio, sono ancora in attesa di tute e guanti, oltre che dei necessari vaccini. “Per ora ci manca tutto – dice Antonino Mangione – e il Comune non ha ancora fatto le turnazioni, ci toccherà una domenica l’uno mensilmente. Lavoriamo dalle 7,30 alle 11,30, ma finora non abbiamo fatto nulla per colpa dell’amministrazione”.
Alla piscina, ieri, è stata la volta di pulizie straordinarie: qui ci sono 23 addetti della Gesip, che dovrebbero però coprire sia la mattina che il pomeriggio e anche i fine settimana. Un problema di non poco conto. Ma, nonostante l’assenza di tute e scarpe, qui i dipendenti hanno deciso di rimboccarsi le maniche portando l’occorrente da casa pur di rimettere a nuovo la struttura. “C’è stata grande disponibilità da parte del capo impianto – dice Mario Di Fiore della Uiltucs – noi potremmo stare fermi, visto che non abbiamo tute o guanti, e invece, proprio per dimostrare all’opinione pubblica che vogliamo lavorare, stiamo cercando di superare le difficoltà. Abbiamo chiesto un incontro al sindaco per il piano di utilizzo dei lavoratori, per capire come organizzarsi: qui ci vorrebbero molti più addetti per coprire tutti i turni. Ad oggi non abbiamo ancora percepito nulla, da quando siamo in cassa integrazione, e nonostante questo ci rechiamo tutti i giorni al lavoro pagando anche di tasca propria”.
