L'arrivo del miliardario Nakajima a Palermo: comincia il suo compleanno

L’arrivo del miliardario Nakajima a Palermo: comincia il suo compleanno

Nakajima compleanno
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Commenti

    benvenuto mister Nakajima, Palermo e la Sicilia sono orgogliosi che hai scelto qui per festeggiare il tuo compleanno, preferendoci rispetto alle miriadi di posti altrettanto belli. L’unico rammarico che io non sono tra gli invitati, e che qualcuno ha perso l’ho spirito dell’accoglienza che è una delle cose che caratterizza e che ci riconoscono di noi isolani. Comunque augurissimi goditi la festa le chiacchere rimangono tali, i fatti quotidiani fanno vivere. buona vita

    Altea battuta d’arresto per questo povero miliardario che ha scelto la Sicilia come sua metà e forse doveva fare i conti con i siciliani?

    Tanti tanti auguri…e non senta le polemiche…

    Credo sia educazione da parte del presidente della Regione e del sindaco di Palermo dare un doveroso benvenuto ad una persona che porterà nella casse dei palermitani e di Palermo tutta un sacco di moneta

    ma schifani !!!
    se fosse stato per Berlusconi al quale avete reso onori molto ma molto discutibili,
    per non dire altro ?
    sei stato eletto ?
    a lavorare allora !
    questo è solo invidia….
    e non sono un fan di Lagalla

    Marketing Turistico a … costo zero per la Regione dei politici litigiosi ed inconcludenti.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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