Il patto per la sicurezza nei cantieri edili

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PATTO PER LA SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI
progetto per la prevenzione del racket

Le associazioni Addiopizzo, Ance Palermo, Confindustria Palermo, F.A.I. e LiberoFuturo promuovono, in accordo con le Forze dell’Ordine, un progetto volto alla prevenzione del racket delle estorsioni mafiose nei cantieri edili.

Il settore edile è uno dei più controllati e condizionati dalla Mafia e negli ultimi tempi si registrano significativi segnali di ribellione. Pertanto si è ritenuto importante realizzare questa iniziativa di prevenzione delle estorsioni per sostenere le imprese edili che vogliano dire NO al racket e alle intimidazioni mafiose.

Il presente “PATTO” prevede l’affissione di uno specifico manifesto (che si allega) a fianco del cartello di cantiere teso a scoraggiare gli eventuali estorsori. L’associazione LiberoFuturo trasmetterà l’elenco dei cantieri aderenti al patto alle Forze dell’Ordine che, dal canto loro, svolgeranno le azioni di monitoraggio e vigilanza, visibili e non visibili, di volta in volta ritenute più opportune ed utili.

Sottoscrivendo il modulo allegato al presente “PATTO” gli imprenditori si impegnano:

– A comunicare all’associazione LiberoFuturo l’elenco di tutti i cantieri già avviati e di tutti quelli di prossima apertura utilizzando la scheda allegata,
– A non pagare il pizzo e a non cedere a qualunque forma di imposizione di personale e forniture,
– A denunciare immediatamente, sentita l’associazione LiberoFuturo, ogni tipo di avvicinamento o segnale riconducibile alle estorsioni ed a collaborare in ogni caso con le forze dell’ordine.
– Ad affiggere su ogni cantiere, a fianco del cartello di cantiere (PREVISTO dall’art. 20, comma 7 del D.P.R. 380/2001), un manifesto del patto di eguale dimensione e realizzato a proprie spese.

Le associazioni, al fine di incrementare il numero di aderenti al “PATTO”, promuoveranno iniziative di informazione e sensibilizzazione dei propri associati anche attraverso la previsione di incontri degli associati con i rappresentanti delle forze dell’ordine.

Le associazioni, altresì, chiederanno a tutti gli associati che avessero deciso di non pagare il pizzo, di dichiararlo pubblicamente sottoscrivendo il presente “PATTO”; si stabilisce, infine, l’esclusione dalla lista per coloro che pur avendo aderito dovessero ricevere un avviso di garanzia per il reato di favoreggiamento riconducibile a fatti estorsivi.

Liberarsi dal racket è possibile… insieme!

Per aderire rivolgersi al 333.9787396


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