(rp) Dopo un paio di comunicati, lodevolissimi ma mediaticamente insipidi, sui nonni e sugli orti, Davide Faraone passa al contrattacco con una nota pepatissima. Una bomba atomica destinata a sconvolgere il contesto: “E’ scandaloso ed è scorretto che alle Primarie di Palermo il Pd nazionale, il mio partito, finanzi la campagna elettorale di Rita Borsellino. Capisco che Bersani, dopo la debacle di Genova, si gioca tutto a Palermo, così come si giocano tutto il segretario regionale Giuseppe Lupo e il capogruppo all’Ars Cracolici; capisco anche che l’establishment romano non finanzierebbe mai uno come me ritenuto ‘inaffidabile’ rispetto alle logiche di partito. Ma lo invito a non ‘drogare‘ le primarie e a dare a tutti la possibilità di concorrere alla pari. Insomma, si preoccupi di più di Palermo e meno delle questioni interne del Pd. Gli chiedo quindi di fare l’arbitro e far decidere ai cittadini chi potrà meglio, con i programmi che propone, governare e cambiare Palermo”.
La guerra interna del centrosinistra, già scoppiata, ma mai dichiarata con tanta chiarezza formale, si propone in tutta la sua virulenza. Rita Borsellino ha appreso con un certo sgomento dell’attacco di Faraone. Risponderà. Certamente, l’intemerata faraoniana polverizza un residuo di parvenza di accordo fra gentiluomini e gentildonne che si apprestano a celebrare le Primarie. Siamo al colpo in pieno viso. Dal canto suo, Davide Faraone – che con i vicini sostiene di avere tutte le pezze d’appoggio della denuncia – non ha molta scelta. Deve picchiare duro, se vuole emergere nella contesa ormai polarizzata Borsellino-Ferrandelli.
In queste ore i telefoni romani sono roventi. I vertici del Pd vogliono sapere il nome del responsabile di una vera e propria fuga di notizie, qualora venisse confermata. Un risultato c’è già: la “festa democratica” è tramontata prima di cominciare.

