Le botte, il coma: Giulio è al lavoro| Ma il suo aggressore è libero - Live Sicilia

Le botte, il coma: Giulio è al lavoro| Ma il suo aggressore è libero

Prima il pestaggio, poi il coma: Giulio Parisi torna nel suo negozio di fiori

Giulio Parisi, 44 anni, racconta con dolore quel pomeriggio drammatico di quasi un anno fa. Dopo l'aggressione, Fabio Bellimunti, un ragazzo di 22 anni che aveva chiesto di lavorare nel suo negozio, confessò di essere il responsabile. Tre giorni di latitanza, poi l'arresto e i domiciliari. Oggi, dopo il patteggiamento, è libero. Parisi: "Forse me ne andrò via con mia moglie".

VIA DEI NEBRODI
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PALERMO – I fiori, il tubo dell’acqua per annaffiarli, uno scooter che si avvicina e poche parole. Sono questi gli elementi che, a quasi un anno da quel terribile giorno, Giulio Parisi ricorda. Poi il black out. Si è spenta la luce quel pomeriggio: da quel momento in poi non sa cosa sia successo di preciso. Sa di essere stato per più di una settimana in coma, di essersi svegliato un giorno su un lettino di ospedale, circondato dagli affetti più cari che non avevano smesso neanche un secondo di pregare per lui. A partire dalla madre, Annamaria, per terminare con la moglie Elena.

Ha aperto gli occhi, ma ha cominciato a capire cosa gli era successo soltanto dopo qualche giorno. Pian piano ogni tassello si è messo al posto giusto e la vicenda, almeno nella sua mente, si è ricostruita, seppur con qualche vuoto. Qualche giorno prima, a costituirsi alla polizia era stato un giovane di 22 anni che aveva chiesto di lavorare nel suo negozio di piante e fiori, in via dei Nebrodi, all’angolo con via Michele Reina. Fabio Bellimunti, residente in via Fausto Coppi allo Zen, aveva confessato alla polizia, dopo tre giorni di latitanza, di avere aggredito il fioraio 44enne. Dal 21 dicembre scorso è libero.

Ma andiamo con ordine. Giulio Parisi, il 30 aprile del 2012 era stato trovato a terra, a due passi dalla sua attività, sanguinante dalla nuca. Fu trasportato d’urgenza in ospedale, quasi in fin di vita. “Io ho assistito a tutto – racconta la madre – e non riesco a cancellare l’immagine di mio figlio che cade di spalle sulla strada. Aveva ancora il tubo dell’acqua in mano quando è stato colpito da questo ragazzo arrivato, a bordo di un ciclomotore, con la sua fidanzata. Quella stessa mattina doveva aprire il negozio insieme a me, ma non si era presentato”.

“Quando mi si è avvicinato – racconta Parisi – mi disse che non si era svegliato in tempo e che, comunque, non avrebbe più lavorato da me”. Il fioraio, che ha nel frattempo ripreso la sua attività al negozio, ricorda con le lacrime agli occhi quei momenti drammatici, gli ultimi che sono ancora nitidi nella sua mente. “E’ rimasto quindici giorni. Quando mi aveva chiesto di lavorare mi ero fidato perché è il figlio di una signora che conosco. Non avrei mai potuto immaginare tutto questo. Nel frattempo mi aveva chiesto di anticipargli un po’ di soldi ed io mi sono mostrato disponibile con tre acconti. Quel pomeriggio mi chiese i 55 euro rimanenti”.

Poi il pestaggio, i momenti concitati, il sangue e la corsa disperata in ospedale. “Si sono affacciati tutti al balcone – racconta la mamma di Parisi, perché mio figlio è conosciuto nel quartiere e devo dire che nella tragedia, molta gente ci è stata vicina”. Ciò nonostante, è il fioraio stesso a parlare di “una vita totalmente stravolta, in cui non sa più cosa sia la tranquillità”. La serenità perduta, le ripercussioni fisiche, il dolore morale: “Mia moglie vorrebbe andassimo via – dice – e forse sarebbe meglio”.

“Abbiamo sofferto tanto – dice Elena – ed è ora di dire basta, ho versato troppe lacrime. Non possiamo cancellare quello che è successo, ma di certo vogliamo un’esistenza felice. Quel che è fatto ormai è fatto”. Ci sono rammarico e scoraggiamento nelle parole di Parisi e della moglie. Gli occhi tristi sembrano parlare da soli, ma sono i loro racconti a mettere l’accento sulla delusione più grande: quella dovuta al risvolto giudiziario. Bellimunti, infatti, dopo il patteggiamento è stato condannato ad un anno e sei mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena.

“Io ho subito la rottura in due parti della mandibola, un pesantissimo trauma cranico. Sono stato in coma quasi dieci giorni, immobile a letto almeno per venticinque. Ho rischiato di morire per cosa? Lui è libero”. Per Bellimunti, pregiudicato per furto, sono infatti venute meno le aggravanti, in seguito “alle modalità del fatto – come si legge nella sentenza – alla giovane età, alle motivazioni dovute allo stato d’ira e alla piena confessione”. “Io correvo, sono stato un atleta per vent’anni – dice Parisi. Ho smesso con lo sport da quando mi sono sposato ed ho la mia bambina. Ma adesso correrei lontano, proprio come vorrebbe mia moglie. So però che il mio posto è qui, tra i miei fiori, nell’attività di famiglia che tanto amo. Sto cercando di darmi tempo. Tempo per pensare, per riprendere la mia vita in mano e fare la scelta che, speriamo, sarà quella più giusta”.

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Commenti

    E io se fossi in Parisi me la prendereri (lascio a voi indovinare come) con il giudice e con l’avvocato difensore del malacarne.

    mentre quest’uomo restera segnato x tutta la vita la nostra giustizia scarcera il colpevole ,non si offenda nessuno ma viviamo propio in un paese di m….a

    lo stato d’ira è un’attenuante ???????? caro Giulio scappa, vai lontano, vai in una giungla, quella vera, il massimo che ti può capitare è essere sbranato da un animale, vero, ma per fame !

    E’ semplicemente vergognoso che la magistratura abbia dato solo una pena esigua da scontare al Sig.Bellimunti. Questo conferma ancora una volta che la magistratura italiana fa semplicemente schifo. Il presidente Napoletano intervenga per cambiare questa situazione della Magistratura, trasferendo magistrati corrotti e inadempienti.
    L’importante però che si accaniscono contro il grande uomo che è Silvio Berlusconi !!!!

    aspetto notizie

    sicuramente un giudice ”comunista”

    Invece di farlo marcire in carcere ,ce lo ritroviamo libero..
    Viene il vomito

    Il paese Italia è profondamente imbarbarito, preda di delinquenti di ogni risma, italiani e stranieri, questi ultimi che si installano nel nostro territorio per compiere delitti sapendo che non gli può capitare niente. Tempo fa’ sono rimasto colpito dalle dichiarazioni del rappresentante della comunità rumene in Italia, che, a domanda, ha affermato che i suoi connazionali pregiudicati di trasferiscono in italia perché sanno che qui non si va in galera, e se si va si esce subito. Tutto questo preambolo per stigmatizzare il discutibile sistema del patteggiamento, mediante il quale un reato grave come questo diventa niente, per deplorare certa magistratura che, in nome di una giustizia sociale perversa e garantista nei confronti di determinate categorie di reati, sta degenerando il tessuto sociale, portando il cittadino all’esasperazione ed alla sensazione di non vivere in uno stato di diritto. E’ cronaca nota di come quante persone che hanno subito un reato debbano vedere l’autore del medesimo passeggiare sghignazzando davanti il negozio o l’abitazione della vittima, solo dopo qualche giorno dall’arresto. Tutta la mia solidarietà a quest’uomo ed a questa famiglia colpite da un piccolo malacarne che, poveretto, in preda all’ira non ha potuto fare a meno di mandare in coma un essere umano.

    se poi un padre di famiglia si difende , spara passa i guai se mandi uno in coma scali le classifiche al collocamento

    Caro Sig. Giulio…Non è lei che deve andar via, è il suo aggressore! Questa persona non è gradita a palermo! Questo è il messaggio che deve passare e non che lei, onesto lavoratore, sia costretto ad andare via!
    Io, personalmente, quando dovrò comprare fiori verrò in quell’angolo fiorito e la cercherò per stringerle la mano…
    Saluti.

    Con questa Giustizia da Pulcinella delinquenti, ladri, rapinatori, e violenti in generale possono dormire sonni tranquilli

    Questa città sta diventando invivibile .
    Spero che edifichino carceri sempre piu’ grandi ed emettano pene sempre piu’ severe, pene che siano da monito per tutti. Non si puo’ uscire di casa la mattina temendo di non farvi piu’ ritorno a causa di un parcheggio, di uno stop non rispettato, del trovarsi dentro un supermercato o una farmacia che magari verrà rapinata . E’ sotto gli occhi di tutti che la vita , sia animale come umana, non conti nulla. Mi piacerebbe che i giudici rispondessero del loro operato,penalmente . Che rispondano di scarcerazioni facili, sol perchè questa volta la vittima non è un loro familiare. Vorrei che i cittadini ONESTI fossero piu’ indignati e la finissimo con le piccole e grandi omertà che rendono questa città lo schifo che è

    I giudici applicano le leggi.
    Negli ultimi 20anni le leggi del “grande uomo” sono state sono mirate…
    Vero è che i giudici hanno potere discrezionale di concedere o meno, ma Napolitano non può farci (e non ha fatto) nulla.
    Ed è pure vero che qualcuno protesta per la detenzione di Provenzano o l’indecenza delle carceri italiane. Come la mettiamo fra buonisti, giustizialisti, giudici superficiali, leggi ad personam e politici lobbysti?

    E’ vero che bisogna dare a tutti una seconda possibilità, però, in nessun universo un uomo che manda in coma un altro senza un apparente giusto motivo (essenzialmente non esiste un giusto motivo) viene lasciato libero di tornare serenamente a spaventare e importunare di nuovo. Se non in carcere dovrebbe andare a spaccare le pietre incatenato. Mi chiedo come fa un ragazzo di 22 anni a volersi rovinare la vita così. Peggio delle bestie.
    Non so cosa suggerire al povero malcapitato, come ce ne sono tanti in Italia vittime prima dei delinquenti e dopo della cattiva giustizia, andarsene non è facile ma non lo è neanche rimanere. E’ bello vedere tanti commenti dalla sua parte. I palermitani, quelli come lei e come tanti altri, sono le persone migliori del mondo!!

    Caro Giulio verrò a trovarti presto. Meriti tutta la nostra solidarietà e la vicinanza della gente del quartiere. Il tuo negozio deve restare aperto e rappresentare ancora quell’angolo di paradico colorato in mezzo al cemento della città!

    Legge infame! Mi sarei fatto giustizia da solo! (purtroppo è da dire)

    qualora il fioraio avesse reagito, avrebbe passato dei guai seri. Questa è la giustizia italiana. L’incertezza della pena alimenta la delinquenza. Ma la colpa non è solo dei giudici, ma soprattutto delle leggi. I parlamentari dovrebbero proporre delle leggi serie

    Una delle tante storie Italiane e della Giustizia “malata e deforma” che purtroppo garantisce i delinquenti,i prepotenti i mafiosi e i corrotti. Sentire queste storie deprime qualsiasi persona onesta; tantissimi emeriti opinionisti, assistenti sociali uomini politici ecc… continuano a guardare dall’altro lato infischiandosene di chi ha subito un torto, poi non parliamo dei magistrati i quali quando emettono una sentenza vanno per la maggiore sempre in favore dei delinquenti, scordandosi che quel delinquente se si trova davanti al suo cospetto è perché ha commesso un reato con il quale ha provocato un danno grave o meno grave a un altro cittadino che si aspetta giustizia.

    GIULIO, SEI NATO IN ITALIA.

    giulio non mollare…questa feccia deve essere isolata e non prendere campo grazie alle persone perbene che se ne vanno.

    Non pensate che in altre parti d’Italia le cose vadano meglio!

    Purtroppo il Paese tutto vive uno dei più drammatici momenti , sia a livello di istituzioni ( inesistenti, furbe, arraffa arraffa e false !! ) che a livello di vita sociale ed economica, dalla fine della 2a guerra mondiale in poi!
    Gente abbastanza anziana mi racconta che lo schifo in cui siamo arrivati, nel 2013, non trova riscontro in nessuno dei periodi da loro vissuti, se non nei 5 anni della grande guerra e negli anni immediatamente dopo.
    Ma almeno forse ce ne erano i motivi!
    Come diceva Alberto Sordi nel Marchese del Grillo, ” è morta la giustizia ” e le istituzioni sono praticamente inesistenti, se non per tassare e vessare il cittadino!
    ” La Legge è Uguale per Tutti “? Minchiate, solo e soltanto minchiate!
    Andarsene via, fuggire? Forse oggi è la cosa più giusta da fare ed in questa decisione c’è poco da riflettere, non sarebbe di sicuro un’atto impulsivo, NON SE NE PUO’ VERAMENTE PIU’!
    Caro Giulio, cosa dirti, se lo puoi fare, organizzati e trasferisciti, tanto questa città non merita gente come noi, non è facile farlo, ma restare in questa sottospecie di quarto mondo non lo è nemmeno.
    Magari alla nostra età soffriremo, ma almeno avremo tentato di mettere in salvo i Ns figli!
    E’ quello a cui penso ogni giorno!
    Auguri
    Giuseppe

    Esprimo tutta la mia solidarieta al sig. Parisi, che è stato in coma per ben due volte.
    Poi vorrei che qualcuno prendesse a botte il Sig. Pannella che vuole svuotare le carceri pregando il PRESIDENTE Napolitano per concedere l’amnistia a questi che non cambieranno MAI.
    comunque auguro allo sfortunato Sig. Parisi un cordiale augurio.
    Per i giudici e avvocati: e se un giorno succedesse che qualcuno manda in coma Voi o qualche Vs familiare !!!!!!

    io vorrei vedere se il giulio fosse stato il figlio del giudice la sentenza sarebbe stata la stessa……..

    Ma quali attenuanti, in Italia la giustizia dovrebbe cancellare queste maledette attenuanti. Se una persona commette un reato deve fare tutti gli anni previsti dietro le sbarre, così almeno non potrà rompere i c…..i per molti molto tempo

    Sono trascorsi 40 anni dalla mia esperienza con la giustizia, ma non potrò mai dimenticare che in un incidente stradale, per aiutare un farabutto che veniva in controsenso e sbatteva sulla mia auto con la sua moto, dovetti difendermi per circa otto anni contro le bugie e le false prove presentate dalla controparte, prima di ottenere giustizia. Il giudice pur di aiutare il farabutto (raccomandato), mi ostacolava in tutti i modi per condannarmi alle spese e alla sospensione della patente. Fortunatamente finì bene grazie ad un altro giudice molto più onesto. Tutta la mia solidarietà al caro Giulio vittima di una giustizia ad orologeria e soprattutto cieca e di parte. Questo è un paese ormai alla frutta, pieno di gente che lo vuole affossare definitivamente per consegnarlo chissà a quali poteri oscuri.

    Il mio commento sarà giustiziato ma lo voglio rendere pubblico.
    Per prima cosa mi piacerebbe che la notizia riportata sia più esaustiva: non credo che il ragazzo sia stato premiato come intende far capire il giornalista.
    Poi, pur condannando il gesto, penso che bisogna comunque dare una seconda opportunità a questa giovane che comunque non potrà mai cancellare quello che ha fatto.
    Inoltre non credo che la vendetta o l’applicazione della legge del contrappasso risolverà i problemi della giustizia.
    Saluti.

    Menomale che ti chiami Carlo Mangano e non “Carlo Magno”, perchè se così sarebbe stato avresti santificato il tuo grande uomo Silvio Berlusca! Al posto di magnificare il Berlusca perchè non elenchi i svariati motivi per il quale esso si può definire “grande uomo”? Non certo per la sua statura immagino! Neanche per aver portato l’Italia al lastrico spero!

    E continuiamo a riempire gli spazi televisi con magistrati ecco dove stanno invece di fare il loro lavoro nei tribunali

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