Il presidente di "Lapis": | "Non siamo un ente fantasma" - Live Sicilia

Il presidente di “Lapis”: | “Non siamo un ente fantasma”

Dopo il viaggio di LiveSicilia attraverso gli enti che avrebbero beneficiato dei finanziamenti della tabella h, prima che il commissario dello Stato Carmelo Aronica impugnasse la famigerata tabella, Francesco Mannuccia, presidente dell'associazione LapiS, ci ha contattati per spiegare i motivi dell'assenza della sede nel sito: "Non siamo un ente fantasma, il sito non era stato aggiornato".

L'ASSOCIAZIONE compare sulla tabella H
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PALERMO – LiveSicilia, nel suo viaggio attraverso gli enti beneficiari del finanziamento della famigerata tabella h, lo scorso 14 maggio aveva raccontato uno spaccato delle fondazioni beneficiarie che non usufruiranno più dei fondi ad esse destinate, dopo la doccia fredda imposta dal commissario dello Stato, Carmelo Aronica. Tra le fondazioni su cui avevamo fatto delle ricerche, l’associazione LapiS.

Francesco Mannuccia, presidente dell’associazione e addetto alla parte editoriale, ci ha contattato per darci delle delucidazioni in merito e ci ha spiegato che LapiS è un’associazione culturale senza fini di lucro, nata nel 2006 per promuovere gli studi sulla pietra siciliana nelle sue molteplici varietà. Composto da appassionati di pietre, l’ente si pone come obiettivo la valorizzazione del patrimonio litico siciliano, attraverso l’uso della storia come elemento patrimoniale. Restauro, lavorazione e studio delle pietre del territorio sono gli ambiti di interesse.

Il presidente ci ha spiegato che il sito di riferimento (www.marmidisicilia.it) non era stato aggiornato e per questo non era presente l’indirizzo della nuova sede, che si è spostata da viale delle Alpi in via Dante 153. E a proposito della tabella h e del taglio dei finanziamenti, Mannuccia ha precisato che l’associazione era a conoscenza del fatto che la tabella sarebbe stata eliminata. “A noi non è cambiato molto perché avevamo comunque già dato vita ad un progetto che prevede otto iniziative”. Riguardo, invece, alle risorse su cui si basa l’ente, “Nessuno dei membri – spiega Mannuccia – percepisce stipendi o rimborsi per il proprio lavoro. Approfittiamo delle nostre attività per portare avanti i nostri progetti”.

Chiarimenti sono arrivati anche in merito al Consorzio LapiS, che avevamo contattato pensando si trattasse dell’associazione. “Il Consorzio è nato del 2004 per tentare di sviluppare questo inestimabile patrimonio. Nel nostro sito gli abbiamo dato spazio, ma gli unici rapporti che intratteniamo con esso consistono nella richiesta di informazioni su eventuali cave che ci permettevano di studiare e usufruire di blocchi gratuitamente”.

Riguardo al settore editoriale dell’associazione, Mannuccia fa sapere: “Abbiamo realizzato una rubrica dal titolo ‘Pietre dell’architettura’ all’interno della rivista Lexicon che si occupa di Storia dell’architettura, e una collana editoriale, ‘Dipietra’, in coedizione con piccoli e grandi editori siciliani e non, e con uscita annuale”. Mannuccia spiega, infatti, che tutte le riviste e le attività svolte si sviluppano grazie al supporto di altre associazioni e case editrici, sia “per motivi economici che, soprattutto, per una maggiore distribuzione e conoscenza delle risorse”.


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Commenti

    Non c’era bisogno di fare tanto sforzo, bastava chiedere al presidente Ardizzone che, per quanto ne so, dovrebbe conoscere l’associazione (ma basta dare uno sguardo ai resoconti – o meglio ancora al video – d’aula del dibattito sulla Finanziaria per avere uno spunto a riguardo, visto che un deputato ha citato proprio la questione…)
    Tanto per stare in proposito con la tanto predicata “moralizzazione” e spending review…

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