Il primo tunisino di Cosa nostra | Un pentito rivela: “Era arrogante...”

Il primo tunisino di Cosa nostra | Un pentito rivela: “Era arrogante…”

Le dichiarazioni di Sergio Macaluso fanno tremare la mafia palermitana. La "mappa" dell'organizzazione sul mensile “S” in edicola.

PALERMOSergio Macaluso sta sconvolgendo Palermo con le sue dichiarazioni ai magistrati, fornendo un contributo importante alle indagini contro Cosa nostra condotte dalla Direzione distrettuale antimafia. Il mensile “S” in edicola ha pubblicato uno speciale con i 200 nomi fatti dal collaboratore. 

Il suo racconto si addentra nei clan mafiosi di oggi. La prima figura che traccia è quella di Ahmed Glaoui, il primo tunisino che sarebbe stato affiliato a Cosa nostra: “Conosco un tunisino, un certo Ahmed, che ha un bar-centro scommesse in piazza a Partanna. Una persona che è sempre stata vicina a Masino Contino (accusato di essere il capomafia di Partanna Mondello, ndr), dai tempi che Masino era fuori lo utilizzava per accompagnarlo a qualche appuntamento o magari lo mandava a prendere soldi perché era una persona di fiducia di Contino…. dopo l’arresto di Masino l’ho conosciuto per due motivi… uno che praticamente noi davamo cinquecento euro al mese al figlio di Contino tramite Niosi Giovanni (è stato il reggente del mandamento di San Lorenzo, ndr)”.

“Dopo un annetto – prosegue il racconto di Macaluso – il figlio di Contino mi mandò a chiamare dicendomi che aveva problemi ad andare a trovare papà suo al 41 e io gli mando a dire… tramite Pietro Salamone, lui me lo manda a dire con Pietro Salamone, che erano molto amici con questo Ahmed. Addirittura avevano siti, cose. Ahmed stava aprendo il bar, era già in fase di lavorazione questo bar-centro scommesse che ha aperto, mi manda a dire il figlio di Contino, Davide, tramite Piero Salamone, dice ‘Ho problemi per andare a trovare papa’ dice ‘Al 41 e non mi arrivano soldi’ e tutte queste cose. E io ho chiesto un appuntamento con questo ragazzo”.

Fu una delle prime furbate di una lunga lista che sarebbero costate il posto di comando a Giovanni Niosi: “Siccome ero sicuro che gli facevo avere queste cinquecento euro al mese, più erano arrivate due o tre volte… un due-tremila euro, erano arrivate, da lavori edili che prendevamo nella zona di Partanna, e tutti questi erano sempre portati alla famiglia Contino perché il capo mandamento era lui, anche se in carcere, ancora non era stato deciso un’altra situazione. Io li facevo avere (500 euro al mese) a Giovanni Niosi che mi diceva che li faceva avere a Partanna, al figlio di Contino. Questo ragazzo tramite Salamone, che si vedevano, mi manda a dire che aveva problemi economici, perché Piero Salamone gli disse di parlare con me, dice ‘al momento a Resuttana’ dice ‘c’è questo ragazzo Sergio’ dice ‘ed e quello che si occupa dei soldi, ha la cassa, tutte queste cose’. Io chiedo un appuntamento con questo Contino, dice ‘è agli arresti domiciliari’. Piero Salamone me lo fa tramite questo Ahmed… perché Ahmed ci entrava a casa da questo, erano molto amici con Davide, perché era amico anche del papà”.

Ahmed, raccontano, è sempre stato un tipo spavaldo: “Avevo sentito parlare di questo tunisino, che non era ben visto a Partanna perché un po’ arrogantuccio e… tra le altre cose lui quindici-venti giorni prima si presentò allo Zen da Massimo Vattiato dicendo che aveva della cocaina da vendere e fu mandato via dallo Zen dicendogli che lui li dentro non poteva vendere cocaina perché già c’erano altre famiglie, altre persone che lavoravano con questo prodotto e lui da Partanna non aveva niente da fare. Poi Massimo Vattiato mi raccontò questa vicenda. Quando Piero Salamone mi disse… dice ‘sai… tu vai, vai al bar a Partanna c’è Ahmed… ti ci accompagno io e lui ti porta a casa del figlio di… di Masino..” Io con Mammi (Domenico Mammi, ndr) ci avviamo in questo bar, li dentro ho conosciuto Salvatore Verga che è un palestrato di due metri, e mi disse… dice ‘ti presento il mio socio’ E ci siamo messi sulla moto io e Ahmed. Dice ‘questo è Sergio, la persona che si deve occupare del problema del figlio di Masino’”. Sul mensile “S” in edicola tutti i 200 nomi e i segreti della mafia svelati da Macaluso.

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