Il processo via D'Amelio, pm: | "Falso pentito ha ammesso bugie"

Il processo via D’Amelio, pm: | “Falso pentito ha ammesso bugie”

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La requisitoria del Borsellino quater.

A Caltanissetta
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CALTANISSETTA – “Francesco Andriotta ha ammesso di avere detto il falso, ed è questo il dato centrale relativo all’accusa di calunnia che gli viene contestata. E ha confessato perché spinto dalle nuove circostanze emerse in questo processo”. Così il pm Stefano Luciani durante la requisitoria nel quarto processo per la strage di via D’Amelio, quando ha affrontato la posizione del falso pentito Francesco Andriotta, imputato per calunnia. “Prima di scoppiare in lacrime e chiedere ad altre persone di ammettere le loro responsabilità si dovrebbe aspettare un attimo”, ha aggiunto Luciani facendo riferimento allo sfogo fatto da Andriotta quando ha deposto in aula. Il pm ha poi fatto rilevare diverse contraddizioni nelle dichiarazioni del falso pentito sulle imbeccate che gli sarebbero state fatte da alcuni poliziotti, affermando: “Quando era detenuto a Ferrara aveva detto a un altro detenuto di essersi rigirato Scarantino come una marionetta. Durante la fase di indagine non ha detto al pubblico ministero di avere ricevuto denaro da Arnaldo La Barbera e Mario Bo e che i poliziotti avevano consegnato soldi pure alla sua ex moglie. Quella sarebbe stata una circostanza rilevante, avremmo potuto avere elementi a riscontro della sua dichiarazione, invece lo ha raccontato solo nel 2015, durante il dibattimento. E non può rigirare il discorso dicendo che non voleva mettere in mezzo terze persone. Dice di avere ricevuto appunti, mentre era in carcere a Saluzzo, con le dichiarazioni da rendere, ma ci dice che ha distrutto nel 2006 quei documenti che avrebbero rappresentato la prova regina di questa vicenda, pur dicendo di non avere avuto timore di custodirli in cella”.

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