Il profilo "politico" di Liga |e quella foto alla Regione

Il profilo “politico” di Liga |e quella foto alla Regione

Il profilo “politico” di Liga |e quella foto alla Regione
La foto che ritraeva Liga davanti alla Regione
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Quando Liga fu arrestato, "S" dedicò al blitz un'edizione straordinaria. In quel giornale, veniva tracciato anche il profilo politico dell'Architetto: dall'attività nel Mcl allo scatto che lo ritraeva davanti a Palazzo d'Orléans.

PALERMO – È l’aspetto più nebuloso del “curriculum” dell’Architetto agli occhi degli inquirenti. La sua duplice veste: dagli ambienti politici ed ecclesiastici, ai continui rapporti, anche di subordinazione, con Cosa nostra. Così risulta difficile, quando non impossibile, dimostrare eventuali interventi a favore della mafia nelle sue diverse funzioni. Perché tutto è sotto la “coperta” del Movimento dei cristiani lavoratori. In questa veste, infatti, Liga ha incontrato importanti politici e imprenditori. Che non potevano immaginare di trovarsi di fronte quello che viene considerato l’erede dei Lo Piccolo in Cosa nostra.
Il Giuseppe Liga politico nasce nella Dc, corrente andreottiana, nel 1986, quando è stato candidato a Palermo per le elezioni regionali nelle liste dello scudocrociato. È stato un successo, 18.016 voti che, però, non basteranno a farlo eleggere a sala d’Ercole. La sua affermazione era anche legata al ruolo di peso dentro il Movimento dei cristiani lavoratori. Un’organizzazione senza scopo di lucro che promuove “l’affermazione dei principi cristiani nella vita, nella cultura, negli ordinamenti, nella legislazione” e che oggi conta 8 sedi regionali e 91 sedi provinciali in tutta Italia. Il Movimento, fondato nel 1972, è attivo anche in ambito sindacale grazie agli accordi stipulati con la Cisl e con lo Snals. Siede al tavolo della Conferenza episcopale italiana (Cei) oltre che al Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie) e alla Consulta nazionale dell’emigrazione” (Cne). Quando sono scattate le manette, Liga era presidente regionale “ad interim” e membro sia del Comitato esecutivo generale che del Consiglio generale. In precedenza aveva ricoperto il ruolo di vicepresidente regionale e presidente provinciale di Palermo, e manteneva la rappresentanza legale di alcuni circoli: quello di Mcl a Caltanissetta, quello dell’Unione nazionale ambiente & agricoltura a Roma e il Patronato servizio italiano assistenza sociale a Palermo.
Nel suo percorso all’interno di Mcl, però, sarebbe stato condizionato da Cosa nostra. Un particolare rivelato dal pentito Isidoro Cracolici: “Una volta Salvatore Lo Piccolo ha ricevuto l’ordine dalla famiglia di San Lorenzo, perché questo… questo Liga – spiega il collaboratore – diciamo che era un politico, un volta si è portato pure alle elezioni regionali e ha avuto pure un buon successo”. Il partito? “Per la Dc, per la vecchia… per la vecchia Dc. E non è salito. Dopo un certo periodo di tempo c’è stato un appuntamento con Lo Piccolo Salvatore con questo architetto”. Le elezioni del 1986 erano già passate da un pezzo. “Si sono visti perché mi ha visto a me Salvatore, Salvatore Biondino e mi ha fatto questo discorso: ‘Dicci a Totuccio che parla con l’architetto Liga che lui si dimetta dalla carica di consigliere di Movimento Cristiano Lavoratori, perché bisogna… bisogna che salga un altra persona. Siccome questo Liga forse nel Movimento, questo Movimento Cristiano Lavoratori era forse un pezzo grosso, non so… aveva… aveva una carica e abbiamo fatto questo appuntamento con l’architetto, l’architetto Liga e Lo Piccolo lo ha convinto di dimettersi e… ma lui non si voleva dimettere, diceva: ‘No, no, ma perché mi devo dimettere, perché ci deve andare… ci deve andare qualche altro al mio posto, perché io che fa, ho mancato? Io di qua, io di là… e dopo… dopo un altro incontro il Lo Piccolo si c’è messo a muso duro e gli ha detto: ‘Ti devi dimettere e basta’. E si è dimesso…”. Così il boss di Tommaso Natale, ai tempi ancora confinato in un ruolo secondario in Cosa nostra, avrebbe imposto la volontà di Salvatore Biondino, il capomandamento di San Lorenzo legatissimo a Totò Riina, tanto da essere arrestato con lui il 15 gennaio 1993. “A quanto sembra, c’era qualche persona che interessava alle persone di San Lorenzo – dice Cracolici – siccome in quel periodo quelli che comandavano erano… erano quelli di San Lorenzo, perciò il Lo Piccolo mica si poteva dispiacere alle persone di San Lorenzo”. Si doveva favorire qualcun altro e, quindi, chiedere il “sacrificio” di Liga.
Le indagini fanno un grande salto, dagli anni a cavallo fra gli Ottanta e i Novanta, fino al 2009, annata delle elezioni europee. Il 2 giugno 2009, mentre in tutta Italia si festeggiava la festa della Repubblica, Liga, alle 11,25, riceve una chiamata dalla segreteria del presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Dopo mezz’ora riceve anche la telefonata di Giovanni Mangano, presidente provinciale di Mcl. L’oggetto delle comunicazioni era un imminente incontro col governatore siciliano, alle 15 dello stesso giorno. Quindi gli uomini della guardia di finanza si appostano di fronte a palazzo d’Orleans e click: scattano una foto di Liga che entra nella sede del governo regionale, dove uscirà 25 minuti dopo. Gli investigatori non hanno potuto registrare il loro colloquio, ma una spiegazione dell’incontro la fa al telefono lo stesso Liga. Il giorno dopo, il 3 giugno 2009, l’architetto parla con Marco Belluardo, assessore alla Promozione sociale, affido e sanità del Comune di Catania, nonché consigliere nazionale del Movimento cristiano lavoratori.
BELLUARDO: Va bene và… diciamo che tu… tutto… tutto che è andato… tutto bene, ecco questo…
LIGA: …Abbastanza bene….
BELLUARDO: …A…
LIGA: …L’unica cosa che gli ho detto, perché lui mi voleva dare i fac-simile accoppiato con Musotto, gli ho detto che nell’ambiente cattolico ecclesiale, giustamente mi veniva più difficile, dissi: ‘dammeli a solo, poi…’.
BELLUARDO: Uh, uh.
LIGA: …Se posso darti una mano anche per…tanto è la stesso cosa, scartano con……lo stesso seggi, no?
BELLUARDO: Sì, ma tu gliel’hai detto che li avevi già i fac-simili oppure, no? Spero di sì.
LIGA: Come?
BELLUARDO: Tu già i fac-simili li avevi… te li aveva già dati Giovanni o no?
LIGA: Sì, i fac-simili li avevo e… e lui mi ha dato il resto….
BELLUARDO: Ho capito!
LIGA: …Però gli ho chiesto quelli a solo…
BELLUARDO: Ho capito, ho capito, ho capito… ho capito, va bene, va bene.
LIGA: …Perché… ti ripeto non è che… nell’ambiente ecclesiale Musotto, purtroppo non è…
BELLUARDO: Ah, non entra.
LIGA: …Sì… eh… dipe… è più complicato… farti votare non è difficile…
BELLUARDO: Uhm.
LIGA: …Per la storia… per quello che hai fatto fino ad oggi… e per quello che rappresenti, eh… quel personaggio qua a Palermo, uh… a parte che ha cambiato quattro partiti, purtroppo è la verità, non è che…
BELLUARDO: Uh… infatti.
LIGA: …Per quello che ha rappresentato un po’ il potere, diventa… un po’ più complicato…
BELLUARDO: Uh.
LIGA: …Dico ha accettato eh… la mia sincerità, perché…
BELLUARDO: Certo… certo…
LIGA: …Giusto o no?
BELLUARDO: …Certo, Pippo ma certo…
LIGA: (in dialetto) A noi altri il risultato ci interessa, non è che…
BELLUARDO: Infatti, infatti, infatti, infatti…

Dei contatti con Lombardo Liga parla anche con il senatore Carlo Costalli, rappresentante legale di Mcl a livello nazionale. “Ho avuto dei contatti con Raffaele… durante la campagna elettorale… ci sono alcune cose in movimento… vorrei parlartene riservatamente…”. Il presidente Lombardo ha giustificato la conoscenza di Liga proprio con l’adesione di questi a Mcl. Il Movimento, il giorno dopo l’arresto dell’architetto, si è dichiarato parte lesa annunciando l’intenzione di costituirsi parte civile nei procedimenti contro Liga.

(tratto dall’edizione straordinaria che “S” dedicò all’arresto di Liga nell’aprile 2010)

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