LICATA – Il sindaco di Licata, Angelo Cambiano non si dimetterà. La decisione arriva dopo 48 ore di riflessione che il primo cittadino si era concesso, spiegando di andare avanti nelle demolizioni in caso di silenzio da parte delle istituzioni. Il silenzio però è stato spezzato, con gli arresti dei due uomini che hanno appiccato l’incendio nella sua casa di campagna e con gli incontri di questi giorni con il ministro dell’Interno Angelino Alfano e il presidente della Regione Rosario Crocetta. “Per amore del mio paese e per portare avanti questa battaglia ho deciso di continuare ad amministrare Licata – spiega in conferenza stampa il primo cittadino – Questa decisione arriva dopo la decisione delle istituzioni di ascoltare il mio appello: mercoledì infatti sono stato convocato dalla commissione Ambiente e Territorio per parlare delle demolizioni, mentre giovedì incontrerò Alfano come esponente dello Stato con il quale discuterò della situazione a Licata”. Il primo cittadino di Licata, appena 35 anni, al primo mandato da sindaco da circa 15 mesi, focalizza la questione che lo ha portato a pensare alle dimissioni: “Licata non è solo demolizioni – ribatte con forza – voglio che la Regione si occupi pure dell’ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata, della statale 115, dove sono morti numerose persone e altri problemi che riguardano la città. Il patto per la Sicilia – continua – per fare un esempio, esclude Licata, dove non abbiamo neanche i soldi per pagare i vigili urbani”.
Il sindaco, durante la conferenza stampa, parla del faccia a faccia con Crocetta a “L’Arena” di Massimo Giletti, spiegando di come è stato fatto di un caso regionale una questione interna solamente alla città di Licata: «Il presidente si è scusato questa mattina per le cose che ha detto in questi giorni. Io sto mettendo in pratica delle decisioni prese ancor prima che io mi insediassi, riguardanti delle sentenze passate in giudicato nel 1999. Le demolizioni non partono da me, sono falsità le voci che dicono di aver richiesto somme straordinarie per gli abbattimenti. I soldi delle demolizioni erano previsti già nel bilancio approvato ancor prima che io mi insediassi”.
E il sindaco tira fuori un audio (ASCOLTA IL FILE) della visita di Crocetta a Licata sabato scorso: “Se si vogliono impedire le demolizioni – afferma Crocetta nella registrazione – basta che il sindaco dichiari le case da abbattere di pubblica utilità. Gli altri Comuni hanno agito così e lì la magistratura non può farci nulla”. A pochissimi chilometri dal Municipio intanto le demolizioni continuano e continueranno anche nei prossimi giorni: “Non dipende da me – spiega il sindaco – deciderà la giustizia se continuare o meno le demolizioni”.
Il sindaco non si tira indietro e spiega anche che le demolizioni vengono anche fermate dalla prossima campagna per le elezioni regionali. «Il presidente della Regione dà pure la soluzione agli abusivi: “dovevate dichiarare gli immobili di pubblica utilità. Così i cittadini di Licata sono spaesati perché pensano che il sindaco abbia piacere a demolire. Si voleva che il caso Licata venisse isolato. La Regione deve avere il controllo delle demolizioni, come dice la legge, il presidente ha detto che non vuole “sdirrupare” tutta la Sicilia, certo, ma non è possibile che la demolizione avvenga solo a Licata. La politica deve riappriopriarsi del proprio ruolo nel territorio, ma non può proporre soluzioni palesemente irrealizzabili, questo sa solo di campagna elettorale. Il sindaco di Licata – continua Cambiano – è contrario alla politica che prende in giro il territorio negli ultimi trenta anni, annunciando soluzioni che poi non si realizzano. I prossimi candidati alle regionali fanno illazioni sul sindaco di Licata, dicendo che sono io a non voler trovare soluzioni ma non è così. Voglio che ci sia un impegno deciso in un tavolo per discutere con Governo e Regione non solo di abusivismo ma anche per le altre criticità, intraprendendo misure straordinarie, tra cui la deroga del patto di stabilità e interventi per il dissesto idrologico, risorse straordinarie per il Comune. Gli esponenti del governo agrigentini dovrebbero occuparsi non solo di canili per Gela ma anche di altri problemi anche a Licata. Invece portano avanti solo una campagna denigratoria nei miei confronti».

