Il sindaco di una città normale

Il sindaco di una città normale

Le scelte dei nostri lettori
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Mentre a Palermo, si moltiplicano i lenzuoli con la scritta “Cammarata vattene”, Livesicilia tenta un’operazione ambiziosa. Questa città conosce unità e saldezza solo nell’acrimonia, nel rancore, nella sua voglia di autodistruzione (lo scherno riservato all’idea delle Olimpiadi ne è la prova). Noi palermitani, a torto o a regione, discettiamo volentieri di capri espiatori a cui affidare il peso delle nostre condotte omissive. Un modo per dire che è lecito e giusto criticare l’attuale sindaco, però consideriamo sommamente ingiusta l’attribuzione a Diego Cammarata di tutti i crimini della storia.
Noi – al culmine della crisi della nostra comunità  – abbiamo cercato di trasformare la protesta in proposta. Il cittadino si lamenta, si arrabbia, quando affoga nella pioggia, quando guada cumuli di munnizza, quando paga tasse che nemmeno servono a placare la fame di abissi consolidati. Ebbene, noi vi abbiamo offerto una via diversa: la strada della preferenza per un volto e un nome. Il titolo era: scegli tu il sindaco. Scegli tu, perché troppo spesso sono le segreterie di partito a contare. Scegli tu, perchè sempre è la clientela a dominare. Scegli tu, come se davvero potessi scegliere tu. Dieci nomi, un clic. Responsi chiari. I nostri lettori hanno scelto un amministratore moderato. Ma hanno tributato consensi anche a una donna con una storia personale che parla da sola e a un magistrato onesto. I politici sono rimasti nel fondo del barile. Palermo vuole essere normale, vuole un sindaco normale, lontano dalla cultura dell’immagine costruita sul nulla e da certo notabilato politico. Fossimo tra i condottieri che governano le cose nostre terremmo conto dell’indicazione. Ma vedrete che non andrà così.

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