Il soccorritore e l'infermiera, amarsi al tempo del Covid

Il soccorritore e l’infermiera, amarsi al tempo del Covid

Questa storia arriva da Villa Sofia. Così si sono incontrati e innamorati in un tempo difficile.

Si conoscono da quasi due anni, tra una corsia e un’ambulanza, a Palermo. Lui è un soccorritore del 118, lei è una infermiera di Villa Sofia. Si erano incontrati, come accade nei libri e nella vita, con una occhiata che era già un seme gettato per un futuro che non immaginavano. Poi, è accaduto, un giorno, o forse una notte, che erano di turno insieme. Lui le ha preso la faccia di lei, anzi lo scudo e la mascherina, tra le mani. Lei lo ha guardato. E il loro amore è cominciato così.

Tutti gli amori cominciano così, che sia giorno o che sia notte. Ma noi che, come loro due, abbiamo visto le bare di Bergamo, noi che contiamo i morti ogni giorno, noi, negli anni del Covid, se li guardiamo, belli e innamorati, nella foto che qualcuno ha scattato, pensiamo a un piccolo miracolo.

L’amore è un dono nei tempi di pace. Una spiaggia da canzone di Baglioni. Un tramonto come in un quadro. Una musica come Richard Clyderman al piano: ma questo appartiene al pur mirabile contorno, a ciò che dà una forma visibile all’invisibile che le persone si scambiano, nell’intensità che solo i travolti sanno.

L’amore è un miracolo, nel tempo della guerra, quando piovono le bombe e il paesaggio presenta macerie che furono case e lutti che furono persone. Ora tutti e due raccontano. “Sì, ci siamo conosciuti due anni fa per via del lavoro che facciamo. Siamo innamorati. Non sappiamo perché è accaduto proprio adesso”.

Se volessimo banalizzare, scriveremmo che è stato il Covid con i suoi scenari tragici a favorire la prepotente voglia di tenerezza che sboccia. E forse, in parte, ha avuto una storia nella storia.

Ma l’amore possiede una metrica che non ha a che fare con le cause e con gli effetti. Semplicemente, accade. Lo cerchi per tutti una vita e la vita te lo regala, quando ormai non lo aspettavi più. Eri da qualche parte a prendere il caffè, a sorseggiare un po’ di zucchero e malinconia, sul balcone di un giorno o di una notte qualunque. Ed è arrivato l’amore nel solito modo. Facce che si sfiorano. Occhi che si parlano. Mani che si stringono. Tutto che narra la gioia immensa di essersi trovati. E non c’è separazione che tenga.

Questo è successo al soccorritore e all’infermiera che hanno chiesto soltanto di restare anonimi. Questa è la foto che li ritrae, insieme, al culmine di un notte che vuole diventare giorno.


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