PALERMO- Ragusa Ibla, perla rara dello spettacolare Val di Noto, si prepara ad ospitare il festival buskers che ad essa ormai è tradizionalmente legato. Un evento semplice in apparenza, ma curato con artigiana genuinità e vera passione ha presenti tutti gli ingredienti per dar vita alla ormai attesa bella festa meticcia dal cuore siciliano. Le differenti discipline dell’arte circense, durante le serate della festa, si integrano, si mescolano e si offrono dirette ed immediate; la ricerca e l’innovazione si intrecciano.
Ibla Buskers 2013 ospiterà la compagnia di nuovo circo “Otradnoie” che nasce dall’unione di artisti provenienti dal Cile, Spagna e Messico. Con base a Barcellona e Toulouse, questi artisti mettono insieme diverse tecniche decisamente originali. Ingrid Esperanza (Messico) è la protagonista di un’incredibile performance che la vede addirittura legata per i capelli ad una mega struttura per effettuare spettacoli evoluzioni aeree. German Caro (Cile) fa invece delle incredibili acrobazie sfruttando particolari cinghie aeree accompagnato dalle base musicali realizzate da Maurici Pradas (Spagna). Per il ciclo percorsi d’autunno al castello Ursino di Catania “Monologo con la Darboka”. Parlato e suonato, tra serio ed il faceto. Dichiarazione di un’ossessione di un percussionista delirante che dal ritmo del cuore costruisce il suo viaggio verso il ritmo, l’ascolto, l’ironia e l’antropologia del ritmo. Accompagnato dalla sua amata Darboka, viaggia sul fiume di parole e di suoni primordiali e ancestrali, descrivendo il mondo dal punto di vista di chi del suono ne ha fatto “malattia”. La Darboka è lo strumento per eccellenza del mondo medio orientale, unisce la musica nel mondo arabo, dalla Romania, Juogoslavia sino alla Grecia, alla Turchia ed oltre. La sua tecnica prende spunto, per certi versi dalla tabla indiana, infatti viene chiamata tabla egiziana e dallo Zarb iraniano, con un approccio sempre legato ai movimenti ritmici Afro.
A Palermo doppio appuntamento per gli amati del teatro. Nella splendida cornice di Villa Pantelleria, testi vari di Franco Scaldati, legati da Salvo Tessitore in un’unica soluzione teatrale. In un contesto reso “magico” dal sapiente gioco di luci, dalla recitazione scaldatiana e dalle musiche di scena, le umoristiche malinconie di Scaldati – il suo interesse verso ogni microcosmo per cercar di comprendere il macrocosmo – introdotte da un ricordo di Pippo Montedoro per la sua trentennale amicizia con il grande drammaturgo e interprete.
Alle ore 21.15, con repliche sino al 5 e dal 10 al 12, debutta al Teatro Libero ALKESTIS, liberamente ispirato all’omonimo mito classico, una drammaturgia originale di Manlio Marinelli. “Esiste ancora un’idea del tragico nel teatro contemporaneo? – si interrogano Manlio Marinelli, drammaturgo, e Lia Chiappara regista del Teatro Libero – ecco questa è la domanda che ci siamo posti nell’immaginare una nuova Alcesti che rispondesse ai termini della nostra sensibilità, che non apparisse distante dai contemporanei. Non abbiamo creduto fosse possibile ridurre l’operazione ad una vaga ricollocazione storica e culturale del mito della sposa di Admeto, ma abbiamo pensato fosse necessario ripensare il testo dentro la nostra civiltà teatrale, dentro i suoi saperi rappresentativi”. Dunque, Marinelli compie una ricollocazione spaziale diversa rispetto al mito classico, ambientando l’azione in un luogo- non luogo di una una città, sospesa tra favola e dolorosa cronaca contemporanea, una comunità devastata dalla guerra che si racconta e trepida per il destino di Alkestis, ultima eroina positiva in un mondo che sembra avere smarrito la speranza nella realtà, come il senso del fiabesco.

