AGRIGENTO – Un incendio di vaste proporzioni, spinto dal vento di scirocco, ha raggiunto il centro abitato di Santo Stefano Quisquina (Agrigento). Oltre 100 persone sono state già sgomberate in via precauzionale.
Sono in arrivo canadair della forestale, ma a preoccupare in maniera particolare è un deposito di ossigeno, la clinica Ignazio Attardi, una stazione di rifornimento e una fabbrica di giochi d’artificio. Più squadre di vigili del fuoco stanno, in questi minuti, presidiando proprio queste aree. Sono in arrivo pompieri anche dai distaccamenti di Sciacca e Canicattì, oltre a rinforzi di carabinieri e polizia.
L’Anas comunica che è temporaneamente chiusa, in entrambe le direzioni, la strada statale 118 “Corleonese Agrigentina” dal km 71,600 al km 73,800, a Santo Stefano Quisquina, in provincia di Agrigento. Il traffico è deviato in loco.
Sul posto sono intervenute le squadre Anas e le forze dell’ordine per consentire il ripristino della normale viabilità.
Il sindaco di Santo Stefano di Quisquina, Francesco Cacciatore, parla di “situazione drammatica” e con dei post sui profili Facebook e sul sito del Comune ha invitato i residenti di contrada Canfuto e Bosco a lasciare “immediatamente le proprie abitazioni”.
Ad Agrigento dopo la mezzanotte è divampato un altro rogo nel parco dell’Addolorata, conosciuto come parco Icori, distruggendo la macchia mediterranea. I vigili del fuoco e la forestale hanno lavorato a lungo nel fumo denso con un calore soffocante per spegnere le fiamme.
Evacuati, in via precauzionale, i 22 pazienti della clinica Ignazio Attardi a Santo Stefano Quisquina (Agrigento). I ricoverati sono stati trasferiti in altre strutture sanitarie. Allontanati dalle loro abitazioni coloro che vivono lungo la statale che collega con Bivona e prima ancora erano stati evacuati i residenti di contrada Canfuto o nelle vicinanze del bosco Kadera.
Il fuoco è arrivato anche all’Eremo di Santa Rosalia dove sono in azione più canadair ed elicotteri. Questi ultimi si approvvigionano nei laghetti privati della zona, di Cammarata soprattutto. La linea Tim, a causa dell’incendio, non è più funzionante.
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Tanti i cittadini di Bivona e Santo Stefano Quisquina, fin dalle prime ore di della mattina, che stanno aiutando i residenti a domare le fiamme. Gli agricoltori, con i loro escavatori, ruspe, trattori stanno cercando di fare dei tagliafuoco, mentre altri con contenitori pieni d’acqua si prodigano ad aiutare vigili del fuoco, corpo Forestale, volontari della Protezione civile, carabinieri e vigili urbani. Nella parte bassa Bivona, che già ieri aveva già vissuto ore di inferno a causa delle fiamme, sono stati segnalati nuovi focolai.
“Ci stiamo nuovamente mobilitando, già abbiamo avuto danni ad aziende agricole e zootecniche, così come ad alcune abitazioni – spiega il sindaco Milko Cinà -. Ho già dato mandato agli uffici di predisporre tutti gli atti per richiedere lo stato di crisi”.




