CATANIA – Dal blitz Ombra della scorsa estate, all’operazione Mercurio di ieri all’alba. Prima ancora l’inchiesta Agorà. Tre filoni d’indagine tutt’altro che scollegati fra loro. Anzi. È mettendo assieme le migliaia di pagine che compongono la costellazione di intercettazioni e ricostruzioni che si delinea un quadro d’insieme per niente edificante. Che vede criminalità organizzata e istituzioni intrattenere rapporti, scambiarsi informazioni e favori: fare affari alla loro maniera.
È quanto emerge dalla ricostruzione degli inquirenti. Quello registrato dai Ros è un intercalare di fatti e intenti inquietanti e per certi versi anche grotteschi. I 19 arresti di ieri hanno per epicentro piazza Federico II di Svevia, dove opera l’ala militare del clan: il gruppo del Castello Ursino.
Tra agenzie di pompe funebri e vicoli e che avvolgono il vecchio maniero si sarebbero stabiliti, suggellati e consumati gli obiettivi elettorali che portavano all’Ars con l’elezione di Giuseppe Castiglione, a Ramacca con la sponsorizzazione del primo cittadino Nunzio Vitale e del numero due dell’assise comunale Salvatore Fornaro, a Misterbianco con l’investitura a consigliere di minoranza di Matteo Marchese.
Parallelamente, il clan vive al suo interno gli attriti per il comando del sodalizio. È la gestione del vertice ad inquietare in più occasioni le figure centrali della famiglia mafiosa. Nemmeno tre anni fa l’arresto di Ciccio Napoli ritenuto il reggente di Cosa Nostra e che – una delle figure di rilievo finite nel blitz di ieri – Rosario Bucolo aveva chiaramente lasciato intendere essere stato sostituito da Ciccio Russo, anch’egli in carcere nel blitz del luglio scorso.
E poi, le vicende legate alla politica. A Catania, un ruolo chiave l’assume la vicenda del project financing che avrebbe portato all’ampliamento del cimitero. Non un fatto di poco conto e sul quale la lente d’ingrandimento degli investigatori si è soffermata con meticolosità.
L’approvazione del regolamento a palazzo degli elefanti – dove Castiglione in quel periodo storico è presidente dell’assise – il 12 ottobre del 2022 a dire dello stesso Bucolo avrebbe aperto nuovi scenari. Ovvero, senza andare troppo lontano, lavori pubblici per i privati.
Un consistente impianto accusatorio per il quale la palla passa, già in queste ore, alle difese.

