Ingroia, il Csm apre un fascicolo | Il magistrato: "Ho esercitato un diritto" - Live Sicilia

Ingroia, il Csm apre un fascicolo | Il magistrato: “Ho esercitato un diritto”

Il provvedimento
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Aveva detto di non sentirsi “del tutto imparziale, anzi partigiano della Costituzione”: ora quell’intervento al Congresso del Pdci è costato al procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia l’apertura di un fascicolo da parte della Prima Commissione del Csm, quella competente sui trasferimenti d’ufficio dei magistrati.

Le parole di Ingroia avevano già provocato una polemica politica, con il Pdl che aveva accusato il magistrato di violare la Costituzione. Ma anche l’Associazione nazionale magistrati aveva preso le distanze: proprio i magistrati più esposti con inchieste delicate “dovrebbero avere particolare prudenza nell’esprimere valutazioni di carattere generale sulla politica del Paese”,aveva avvertito il segretario Giuseppe Cascini. “La mia é stata intenzionalmente un’affermazione forte, provocatoria. Evidentemente definirsi ‘partigiano della Costituzione’ è diventata una bestemmia” ,si era difeso il pm. Una spiegazione che evidentemente non ha convinto la Commissione presieduta dal laico del Pdl Nicolò Zanon, che ha perciò deciso di intervenire.

La replica di Ingroia
“Sono sereno perché sono assolutamente convinto di avere esercitato un mio diritto da cittadino e da magistrato”. Così il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia commenta la notizia dell’apertura di un fascicolo da parte della Prima Commissione del Csm dopo il suo intervento al congresso del Pdci. In quell’occasione il pm aveva sostenuto di non sentirsi del tutto imparziale, in quanto “partigiano della Costituzione”. Parole che avevano scatenato una serie di reazioni politiche e causato la presa di distanza dell’Anm che aveva invitato alla prudenza i magistrati, soprattutto, se esposti in inchieste delicate.


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Commenti

    Finalmente il Csm apre un fascicolo!!!!!!!!!!!

    La componente laica del CSM in quota Pdl è stata avvertita che è il governo Berlusconi è non c’è più ? O, i soliti “giapponesi”, come si sa, pensano che la guerra continua e che il governo Monti è tutto tranne che la mai tanto invocata discontinuità con la berlusconite acuta che ci perseguita da venti anni !?

    Ma chi è il P.M. Antonio Ingroia?
    Mentre con parole di fuoco intimava ad ultimo di chiedere scusa al popolo italiano, in un’ altra aula del tribunale di Palermo scorrevano le intercettazioni telefoniche nelle quali chiedeva al fiancheggiatore di Bernardo Provenzano, Aiello Michele, di ristrutturare l’ abitazione del padre ed altre prestazioni varie.

    -Leggi la sentenza-

    IL FOGLIO 27 SETTEMBRE 2004

    In esclusiva per noi, le strane abitudini della gente per bene
    Può un pm parlare al telefono con un mafioso che gli ristruttura la casa?
    Il dottore INGROIA l’ha fatto
    Il pubblico accusatore di Dell’Utri vittima di un’intercettazione che lo descrive
    SCENE DAL DOPPIO GIOCO DEL COLLABORATORE E AMICO DEL MAGISTRATO
    Palermo. Chi sarà mai questo Professore? Nel brogliaccio in cui prendono appunti sulle telefonate intercettate, i carabinieri del Nucleo operativo di Palermo annotano diligenti che Ciuro Giuseppe parla, il 28 febbraio del 2003, alle ore 9.36, con Aiello Michele, e che gli parla anche dei lavori in corso in quel di Calatafimi, provincia di Trapani, “in una casa di ‘u Professore'”. Annotano che “Michele dice che i lavori per ora sono fermi perché vuole farli fare a persone di sua fiducia” e Pippo Ciuro, poliziotto e spia della mafia, risponde “aspetta che te lo passo, ché il Professore è qui con me”. Ed ecco che il telefonino intercettato passa al Professore, e il Professore parla con Aiello di questi benedetti lavori di ristrutturazione. Chiede a che punto sono, si informa delle mattonelle, di tramezzi, muri, i colori. Chiede delucidazioni sui tempi di consegna e di completamento, ricorda di aver chiesto un primo conto, perché il padre – proprietario della masseria – ha ricevuto un finanziamento della legge per il terremoto del Belice e l’ingegnere Aiello lo rassicura: stia tranquillo dottore, ci pensiamo noi, arrivederla, arrivederla.

    Difendo Ingroia. Credo che ci stesse tutta la critica da parte di cittadini e colleghi dissenzienti, ma mi sembra leggermente oscura l’inizitiva del Csm. Oscura perché spropositata. Servirà a compensare il silenzio sulla gestione sin troppo temporeggiatrice di Massimo Ciancimino? Mah… O somiglia ad un “avviso” che ricorda il sequestro dei 180.000 euro a Brusca che, dopo di ciò, tornò a rivelare cose “interessanti”? Mi scuso per il paragone, ma il Csm non mi è piaciuto proprio.

    forza ingroia
    non ti curar di ignoranti e soldatini di berlusca che purtroppo leggono anche questo sito

    sembra che ingroia sia veramente preoccupato!!!

    ma non per il csm, ma per lo scaltrissimo Purissimo che ricicla un articolo del 2004. visto e rivisto. commentato e ricommentato. Un articolo del giornale di Giuliano Ferrara, che è molto intelligente!!!

    Il Csm dovrebbe aprire fascicoli su magistrati che tengono comportamenti più gravi. Un magistrato deve essere un partigiano della Costituzione perché dovrebbe agire solo ed esclusivamente nel rispetto di essa e delle altre leggi dello Stato. Ma in questo Paese paradossalmente sembra ricordarlo solo Ingroia.

    Carissimo Gasparino
    ecco perchè mi sono definitivamente allontanato dalla sinistra: non sopporto più il suo doppiopesismo. Si perchè quella telefonata è di una gravità assoluta senza se e senza ma, ha capito?

    No problem. L’unico fesso a cui faranno pagare il conto di tutti i mali della magistratura italiana e siciliana in particolare sarà, alla fine, lo sconosciuto dottor Lorenzo Matassa, di cui ho letto nei giorni scorsi su questo sito. Come fai a punire uno come Ingroia? Prendi un altro, lo sacrifichi, lo cacci… Meglio, molto meglio così.

    la sinistra? e cosa c’entra in questa discussione?

    Esporsi in prima persona non è facile. La frase detta dal magistrato Ingroia è onesta e corretta. se non la difendono i magistrati la costituzione chi la deve difendere?
    Purtroppo i componenti del CSM non sono tutti fedeli alla repubblica ma alcuni sono stati eletti dal “padrone” berlusconi e a lui devono “rispetto e obbedienza”.
    Il popolo italiano è sempre più lontano da chi lo dovrebbe rappresentare.
    E finora in tema di giustizia berlusconi e compagni hanno sempre rappreentato se stessi.

    …..sicuramente le colpe sono di mio marito Massimo Ciancimino, escludo qualsiasi altra ipotesi………. la gestione temporeggiante di Ciancimino………. belle parole gentilissimo ” Anello al naso” per chi non ha nemmeno la cortesia di firmare i post con il proprio nome e cognome. Credo che allo stato mio marito stia scontando le sue eventuali colpe. Continuamante a lottare contro tutti, familiari compresi che non mi sembrino esprimere pubblicamante giudizi edificanti sulle scelte fatte dal proprio fratello di collaborare con le procure, ma sicuramente l” unico ad essere stato condannato per riciclaggio…………. Aveva ragione mio marito nel dire che il silenzio paga……. ed a volte rende eroi…..???!!! Ma credetemi, tre mesi di isolamento in carcere senza poter parlare con nessuno, sorvegliato 24 su 24, perche’ come da nota trasmessa dal miinistero di grazia e giustizia ” collaboratore di giustizia ” hanno certo lasciato il segno, e’ molto cambiato, ha imparato a proprie spese. Ancora oggi agli arresti domiciliari, per l’episodio della dinamite. Sa di avere sbagliato, sta pagando, e’ stato lui stesso a denunziare purtroppo tardivamente il tutto. Certamente voglio credere alla sua giustificazione che la paura ha prevalso sulla ragione……. ma sconta le sue colpe ed il utto sempre con grande dignità, cercando di non trasmettere mai le sue angoscia e le sue paure ne’ me ne ‘a nostro figlio., ma mi creda, ne parliamo sempre almeno ha deciso di non essere piu’ lo strumento di continue lotte intestine nei vari equilibri di una giustizia sempre in conflittualita’ e sicuramente a volte tanto disattenta. Sarà come sempre processato per le colpe che gli saranno riconosciute, e non si sottrarrà mai ad eventuali condanne come dalla stessa procura di Palermo ipotizzato. Non stavamo scappando quando sotto gli occhi increduli e lucidi di mio figlio e’ stato fermato in un area di servizio vicino Parma per il reato di calunnia dalla stessa scorta, credo uno dei pochi se non l’ unico ad essere arrestato in Italia per questo tipo di ipotesi di reato. Ma trattandosi del Dott. De Gennaro,forse ha ragione mio marito tutto e’ possibile. Ma almeno questo volta ha capito anche lui, che la strada del silenzio in Italia, ed in Sicilia in particolare, una terra bellissima ma piena di contraddizioni, ben paga.
    Scusate l’intrusione, Carlotta Messerottti Ciancimino

    (testo corretto)
    Gentile signora Carlotta Messeroni Ciancimino, mi dispiace umanamente d’averle arrecato un ulteriore disappunto. Le chiedo, però, di comprendere il mio diritto alla critica di un iter giudiziario senza precedenti, quello relativo alle rivelazioni di suo marito. Oggi egli è detenuto non per i fatti da me criticati e che rimangono incensurati, ma per altra imputazione. Concordo con lei che, se il calunniato fosse stato un cittadino qualsiasi (o anche uno di medio “calibro”) molto probabilmente oggi suo marito sarebbe libero, forse indagato, ma libero. Ma i due scenari non hanno relazione diretta. Un conto è la inaccettabile modalità di collaborazione ed altro è la vicenda della calunnia (e dell’esplosivo). Con la sua risposta lei dichiara tutta la sua amarezza e la sua sfiducia. La comprendo e in buona parte condivido le sue doglianze. Non accetterò mai, però, la metodologia di relazione intercorsa tra suo marito e la Procura di Palermo. So che lei la pensa diversamente, ma so anche che lei sa di non potermi chiedere di uniformarmi al suo pensiero. Rispettosamente la saluto.
    P.S.: quanto allo pseudonimo, comprenda che i commentari come questo sono un mondo in cui si esiste quasi esclusivamente con lo pseudonimo, utile ad esprimere, all’interno di regole di buona educazione, il proprio pensiero. Si è protetti soltanto perché, incontrandosi gente di ogni qualità intellettiva, si evitano incontri che, nel mondo reale, mai si sarebbero tollerati. Credo anche che lei sappia che, però, ciascuno può chiedere per mezzo degli strumenti di legge la punizione di chi avesse abusato del rapporto soltanto qui protetto. Rinnovo i saluti.

    Ma come hanno potuto fare. Se si aspettava qualche altro poco avremmo letto qualche dichiarazione di ingroia sull’ultima assemblea del condominio dove abita. Vi immaginate: “Il mio portinaio è della loggia dei portinai della famiglia di porta dei corsari ….. lo abbiamo trovato mentre esercitava la professione abusiva di passacannavazzo”.
    Basta Ingroia, basta, abbi pietà delle nostre orecchie e dei nostri occhi. Qual è quella cosa? come si chiama? INCOMPATIBILITA’ AMBIENTALE.

    Ingroia persona pulita, intoccabile, onesta,che non guarda in faccia nessuno e di conseguenza per definizione “SCOMODA”. L’articolo del Foglio è una mezza patacca, lo si è appurato negli anni.

    Ora sì che l’ANM critica il CSM! Immediata la reazione del presidente Di Matteo a favore di Ingroia. Quando è stato chiamato a intervenire sugli attacchi del FATTO ai giudici del processo Dell’Utri (ALLA VIGILIA DELLA SENTENZA!!!) e sulla punizione del CSM al suo collega Matassa 8PER UNA SENTENZA SU CUI NAPOLITANO HA DATO LA GRAZIA!!!), Di Matteo ha taciuto o l’ANM ha partorito documenti incredibili, che non dicevano niente, approvati tra l’altro a maggioranza.
    Qualcuno parlava di doppiopesismo…?

    Gentilissimo ” Anello a naso ” ,
    capisco e rispetto la Sua richiesta di privacy, in merito alle argomentazioni da Lei sopra riportate mi preme dover fare alcune precisazioni. Per le alle critiche legate al tanto anomalo percorso di collaborazione intrapreso da mio marito, ed allora quando il tutto ebbe inizio da me non solo approvato ma anche sollecitato ( vedi giusta intercettazione ambientale in proposito dove invito mio marito a smettere di coprire altri soggetti ) mi sembra opportune farle qualche precisazione.
    Massimo Ciancimino a differenza di tanti collaboratori di giustizia divenuti tali per folgorazioni divine o per pura opportunità crca gli sconti di pene al loro inflitte nel momento in cui assumono il ruolo ufficiale ed entrando in appositi programmi di protezione., sono per lo più personaggi che non hanno nulla da perdere avendo di fatto commesso per il più dei casi crimini orrendi. Mio marito non appartiene a questa, discutibile ma sicuramente preziosa ai fine degli esiti investigativi, categoria. Il teste dichiarante Ciancimino ad ogni interrogatorio dovendo riportare fatti talvolta anche delicati aggravava la sua posizione processuale, tutti i nuovi processi a suo carico sono il frutto delle sue dichiarazioni ad i Pm della Dda di Palermo e Caltanissetta . Dalla dichiarazioni sulla trattativa, iscrizione per concorso esterno, dalle dichiarazioni su eventuali dazioni a politici, iscrizione per corruzione, per ultime quelle sul Dott. De Gennaro da dove sono nate due iscrizioni una da Caltanissetta ed un arresto discutibile , come lei stesso ha giustamente osservato, da parte della Dda di Palermo. Nessun tipo di vantaggi o sconti di pena come da molti ipotizzato. L’ unico processo e’ stato definitamete deciso dalla Cassazione . Ma allora perché ha fatto tutto questo ? Non lo so, ma certamente la ” rateizzazione “nelle dichiarazioni fatte alle varie procure ha sempre determinato un aggravio della sua posizione giudiziaria. Oggi mio marito senza questa ” discutibile” ed tanto criticata collaborazione, sarebbe un uomo libero. Una condanna definitiva a due anni e mesi otto da parte della corte suprema, non avrebbe mai potuto privarlo della libertà avendo di fatto già scontato undici mesi preventivamente e potendo beneficiare dell’ indulto . Oggi invece grazie alle sue dichiarazioni si sono certamente trovati nuovi spunti investigatici ma certamente e’ un dato di fatto che rischia sicuramente di vedersi riaprire le porte del carcere. Da non sottovalutare che ad oggi tutti hanno scaricato d tutti, familiari compresi, il discusso personaggio e anche diventato troppo scomodo. Mi creda per concludere questo mio intervento, non e’ facile accettare per una moglie ed un domani per mio figlio tutto l’ accanimento dei media da illustri personaggi politici e dallla stessa procura di Palermo e Caltanissetta alle quali spesso a fatto molto comodo utilizzarlo.
    Oggi chiediamo soltanto di essere lasciati in pace, viviamo sotto continue minacce di morte sia per mio figlio che per mio marito, le ultime circa un mese fa. ( e tutte puntualmente denunziate alle autorità competenti) Continue lettere con proiettili al seguito minacciano la vita di mio figlio e che a causa della revoca della scorta disposta da ministrerò, per le paure di mio marito e mie praticamente vive chiuso in casa, non abbiamo nessun tipo dinprotezione e ne la vogliamo, visto la totale indifferenza da parte istituzione.
    Vi chiedo soltanto un po’ di comprensione sia per me che per mio figlio, quando chiediamo di essere lasciati in pace.
    Carlotta Messerotti Ciancimino.

    Gentile redazione di ” Live Sicilia ” se cortesemente potete dare una lettura prima di pubblicare il tutto, purtroppo mi trovo in uno stato di emotività eccessivo visto gli argomenti trattati ed il testo sicuramente potrebbe essere pieno di errori.
    Grazie, Carlotta.

    INGROIA ha esercitato un diritto sicuramente. Quello che vogliamo un pò tutti è che vada ad esercitarlo in altra sede giudiziaria.

    @ Carlotta: da parte mia tutta la mia solidarietà e vicinanza. Comprendo e condivido tutto quanto hai scritto. Sicuramente Massimo ha toccato personaggi che non doveva toccare, insomma il capo dei servizi segreti non è l’ultimo dei potenti e non ci vuole molto a capire cosa sia successo…. e chi osserva le cose senza farsi condizionare dalla stampa ormai pressocché unanime non può che guardare a tutto quello che state passando con sgomento e angoscia, l’ultima vigliaccata la revoca della scorta… anche a un bimbo di nemmeno sette anni, gravemente minacciato anche lui come tutti ben sappiamo anche se facciamo finta di niente! Eppure anche solo per le precise gravi accuse rivolte a Provenzano e Riina e ad altri boss mafiosi, per non parlare di Messina Denaro, è evidente a tutti quali siano i pericoli.

    Ma uno Stato che si comporta in questo modo con quale coraggio poi può lanciare appelli “chi sa parli!”???
    E una società civile che accetta tutto questo con un complice silenzio come può dire di volere verità e giustizia???

    Sicuramente Massimo è un testimone che a collaborare non ha guadagnato nulla, e sicuramente una persona per collaborare deve essere messa nelle condizioni di serenità e sicurezza per sé e per la famiglia. Molta responsabilità ce l’ha la stampa, soprattutto quella antimafia che dice di volere la verità e invece non capisce che alimentando di fatto campagne di isolamento e delegittimazione anche solo con il silenzio, non fa altro che fare il gioco di chi vuole mettere a tacere un testimone così scomodo, l’unico che ha parlato di livelli così elevati del potere.

    Vorrei almeno che sapeste che ci sono delle persone che sono con voi e che, seguendo con attenzione le cose, hanno capito quello che è successo, anche se a volte si sentono impotenti perché vorrebbero poter fare qualcosa di più di informarsi e cercare di denunciare quello che vedono e capiscono.

    (testo corretto)
    Gentilissima signora Carlotta Masserotti Ciancimino, la ringrazio per l’intelligente e costruttiva disponibilità al dialogo. Prendo atto delle sue precisazioni, utili e oneste, e desidero richiamare la sua attenzione al senso più completo del mio pensiero precedentememnte espresso: “Non accetterò mai, però, la metodologia di relazione intercorsa tra suo marito e la Procura di Palermo.” Metodologia che, seppur condivisa da suo marito, credo che si debba ricondurre (in quanto parte accettante) alla originale disponibilità dei suoi interlocutori in Procura. Su questo tema (è sotto gli occhi di tutti) l’opinione pubblica s’è divisa e molte sono state le voci critiche anche autorevoli.
    Stia certa, da parte mia v’è comprensione e rispetto per lei e per il suo figliuolo. Mi creda.
    P.S. alla REDAZIONE: seppure non rituale, forse, data la peculiarità dell’intervento, la richiesta di correzione della bozza espressa dalla signora Masserotti avrebbe potuto essere presa in considerazione, pur senza rischiare di costituire precedente. Cordialità.

    QUESTO GIORNALE CONTINUA SEMPRE A FARE AFFARI SU FATTI DI MAFIA ANZI SU PETTEGOLEZZE E INTANTO LA SICILIA AFFONDA GUARDATE UNO DIE TANTI MIEI COMMENTI DI PIU DI 2 ANNI FA DOVE VI HO DETTO TUTTO QUELLO CHE DOVEVA SUCCEDERE IN ITALIA VORREI CHE LA REGIA LO PUBLICASSE SU SILVIUCCIO SE LO TROVATE VI RENDERETE CONTO CHE SIETE TUTTI DORMIENTE E CHE IL PEGGIO ANCORA VERRA NON COMMENTERO PIU MA LO FATTO SOLO PER VEDERE SE PUBLICHERETE QUEI MIEI COMMENTI SPERANDO CHE CAPIRETE DELLA GRAVITA CALCOLATA DA TEMPO

    Gentile Geronimo, siamo solo cronisti. E non facciamo pettegolezzi. Ora mi scusi, ma dalla regia devono mandare la pubblicità.

    C’è ne fossero di PM validi e coraggiosi come Ingroia!!!
    Per la Sicilia ONESTA, 10000 INGROIA

    rispetto per le istituzioni, no?
    Intervento doveroso ma non succerà nulla.
    Le punizioni le danno solo a Matassa, evidentemente non coperto.

    @carlotta : @Jone scrive ” da parte mia tutta la mia solidarietà e vicinanza. Comprendo e condivido tutto quanto hai scritto. ….Ma uno Stato che si comporta in questo modo con quale coraggio poi può lanciare appelli “chi sa parli!”??? E una società civile che accetta tutto questo con un complice silenzio come può dire di volere verità e giustizia??…..Sicuramente Massimo è un testimone che a collaborare non ha guadagnato nulla, e sicuramente una persona per collaborare deve essere messa nelle condizioni di serenità e sicurezza per sé e per la famiglia…….Vorrei almeno che sapeste che ci sono delle persone che sono con voi e che, seguendo con attenzione le cose, hanno capito quello che è successo, anche se a volte si sentono impotenti perché vorrebbero poter fare qualcosa di più di informarsi e cercare di denunciare quello che vedono e capiscono.” Vorrei associarmi alle persone che condividono e fanno proprio il pensiero di Jone che ammiro e apprezzo per la sua capacità di espressione di civiltà e senso della giustizia. Cara Signora Carlotta tutta la nostra solidarietà per lo stato di abbandono e incomprensione vera in cui lei unitamente al suo piccolo versate e mi consenta di esprimere un apprezzamento per il percorso che suo marito, lottando anche contro la sua stessa natura e il suo stesso sangue, ha cercato di mettere in atto. in questa ottica va letta la metolodologia adottata dai procuratori di Palermo nell’accompagnare, con i suoi tempi, Massimo Ciancimino, nel suo percorso collaborativo nel quale, convengo con Jone, ha dato senza tornaconto e fino a fare del male a se stesso e alla sua famiglia. Comunque se si è squarciato un velo sulle verità nascoste della trattativa tra stato e mafia e i mandanti occulti delle stragi molto se non tutto si deve alla decisione, sicuramente sofferta, di Massimo Ciancimino di rivelare ai p.m. di Palermo quanto a sua conoscenza. Usato e posato nella migliore tradizione sicula. E cio’ al di la’ di quanto ha potuto fare e non fare con rierimento ad altre problematiche di reato. La lascio al dunque eprimendole sinceramente tutta la comprensione e la partecipazione che posso.

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