PALERMO – “La polemica su Mondello? La considero ridicola, non abbiamo mai attaccato la borgata ma abbiamo sollevato fatti e circostanze ben precise”. Ismaele La Vardera risponde al telefono in una pausa dei lavori tra le commissioni a Palazzo dei Normanni e arriva subito la replica all’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo sulla vicenda della Italo-Belga di Mondello. L’occasione, però, è ghiotta per un paio di domande sul fronte politico, con La Vardera che manda anche un messaggio al coordinatore regionale M5s Nuccio Di Paola: “Prima di parlare di ‘capofila’ della coalizione, sediamoci a capire cosa vogliamo fare per la Sicilia”.
Partiamo da Mondello, il duello verbale tra lei e Tamajo non accenna a scemare.
“Mi sarei aspettato di trovarmi accanto all’assessore in questa battaglia per la scoperta della verità. Sono convinto che stiamo dalla stessa parte della storia, non ho dubbi. Ma lui dice che noi buttiamo fango sula borgata, e allora lo invito venerdì alle pomeriggio, in piazza a Mondello, alle 15:30, per una manifestazione con le agende rosse di Salvatore Borsellino con la quale chiederemo chiarezza su quel litorale di spiaggia. Chiedo a Tamajo: da che parte stai?”.
Al di là dell’accusa di Tamajo, in questa sua battaglia non c’è il rischio davvero di colpevolizzare tutto e tutti a Mondello?
“Non abbiamo mai detto che a Mondello sono tutti mafiosi. Abbiamo sollevato un problema che riguarda l’Italo-Belga e i lavori da questa assegnati alla ‘Gm Edil’, con nomi specifici, facendo tutti i distinguo del caso. Si chiede la verità su quel pezzo di demanio pubblico. Ripeto: la polemica innescata da chi dice che gettiamo fango su Mondello è ridicola. Anche la commissione nazionale Antimafia vuole ascoltarmi per vederci chiaro su alcuni lavori finanziati con il Pnrr. All’interno della commissione ci sono esponenti di Forza Italia, Tamajo pensa forse che anche loro vogliano gettare fango su Mondello?”.
La Regione, intanto, ha avviato le verifiche.
“Ha chiesto alla prefettura il rinnovo della certificazione antimafia per la Italo-Belga ed è un fatto. Confido nel lavoro certosino della prefettura per comprendere se ci sono le condizioni per potenziali interdittive”.
Dal 10 ottobre lei vive sotto scorta h24 per le sue denunce, come è cambiata la sua vita?
“È stata stravolta. Cambio di abitudini e di modo di vivere. Anche solo per gettare la spazzatura o andare a fare la spesa devo chiamare qualcuno. Dovrò mettere in vendita la mia moto, con la quale andavo in giro per la città. Non la posso più utilizzare. Si tratta di un cambiamento che non auguro a nessuno di vivere ma rispetto la scelta della prefettura, che avrà avuto i suoi buoni motivi”.

Ha sentito in questi giorni l’imprenditore Giuseppe Piraino, iscritto al suo movimento, finito sotto indagine per una presunta truffa con il bonus facciate?
“Assolutamente sì. Rivendico di averlo avuto nel mio partito. A lui mando pubblicamente un abbraccio. Ma se c’è una questione dubbia è giusto che la magistratura vada fino in fondo. Questa vicenda, però, non cancella la storia di Piraino che con le sue denunce ha assicurato diversi mafiosi alle patrie galere. A lui voglio esprimere solidarietà perché è stato gettato nell’agone politico per questa vicenda. L’indagine, voglio ribadirlo, non danneggia Controcorrente anzi, ha l’effetto di rafforzare il movimento”.
Lei, intanto, oggi presenta la costola siciliana di Progetto civico Italia.
“Una rete di amministratori liberi in tutto il Paese che mi vede tra i federatori principali. Ho dato una mano ad Alessandro Onorato, assessore del Comune di Roma, ma ci tengo a precisare: Controcorrente non scompare, resterà il nostro punto di riferimento per le vicende siciliane”.
E qui si apre il file delle elezioni regionali, il M5s si è portato avanti proponendosi come ‘capofila’ dell’alternativa a Schifani.
“Credo che saranno i cittadini a dire chi può essere il capofila di questo progetto alternativo al centrodestra. Con tutto il rispetto per tutti, credo di essere stato in questi anni il più convinto oppositore del governo Schifani”.
Pensa a primarie nel centrosinistra?
“Credo debba esserci un ragionamento di coalizione, non una situazione nella quale uno si alza e sostiene di essere il ‘capofila’. Diamoci un metodo e un programma. Cosa vogliamo fare per la Sicilia? Iniziamo ad incontrarci periodicamente in maniera seria e partiamo magari da alcuni paletti: io, per esempio, non credo che in questo schieramento possa esserci posto per Lombardo, mentre una parte del Pd pensa all’ex governatore come potenziale alleato. Spostiamo l’attenzione su cosa vogliamo fare e non pensiamo al ‘capofila’”.
Non mi ha risposto sulle primarie.
“Diamoci un metodo. Possono essere le primarie ma anche un sondaggio ampio e libero con i nomi possibili in campo. Vediamo chi potrebbe essere la figura più avanti della coalizione in termini di espressività, popolarità e competenze. In base a quel risultato sono pronto a fare u ragionamento condiviso”.

