PALERMO – La sconfitta del centrodestra alle elezioni amministrative in Sicilia è figlia di “errori clamorosi” e “di una indolenza intollerabile”. A 24 ore da un comunicato stampa già pesantissimo, inviato quando anche le battaglie di Agrigento e Bronte – dopo Messina, Marsala ed Enna – erano perse, Nicola D’Agostino rincara la dose. Il deputato regionale di Forza Italia rilancia l’allarme sullo stato della coalizione.
Le sue sono parole sulla crisi del centrodestra hanno fatto rumore.
“Dobbiamo finalmente avere il coraggio di dire la verità. Abbiamo per troppo tempo tollerato bugie, confuso la politica con la propaganda e siamo andati avanti per inerzia. Poi sono arrivate le inchieste giudiziarie e ancora non è successo nulla. Fingere oggi che tutto vada bene è da irresponsabili”.
Lei parla anche di una coalizione “paralizzata dalla paura”. Si spieghi meglio.
“Non c’è un leader che prenda in mano la situazione e metta ordine. Possibile che si vada in ordine sparso e si perda in città importanti come Marsala e Agrigento? Possibile che a Bronte un deputato nazionale (Castiglione, ndr) non sia sostenuto da tutti? Possibile che ad Enna ci sia chi tradisca e si decida di perdere senza combattere? Possibile che a Messina si sia fatto di tutto per far vincere De Luca e farlo diventare imprescindibile? Tutte scelte figlie di una indolenza intollerabile. Errori clamorosi”.
C’è poi il capitolo della presunta “assenza di regia politica”. A chi si riferisce?
“A tanti: al presidente della Regione che è il leader naturale della coalizione, ma le colpe sono anche dei segretari regionali e nazionali e di alcuni assessori e deputati. A meno che questi non abbiano lavorato volutamente per logorarlo”.
Non sarà che il lungo tira e molla sul rimpasto di governo alla fine ha finito per danneggiare il centrodestra?
“È stata una occasione perduta per promuovere cambiamenti e rilanciare l’azione per il futuro. Serviva approfittarne per dare una risposta all’opinione pubblica per tutti gli scandali giudiziari ed i litigi della coalizione. Ed invece, il nulla”.
C’è un solo colpevole per questa sconfitta del centrodestra alle elezioni in Sicilia o ce ne sono tanti?
“Ovviamente siamo tutti un po’ colpevoli: sia chi doveva decidere e non lo ha fatto, sia chi doveva parlare e si è girato dall’altra parte. Io fra questi”.
Cosa può fare il centrodestra per evitare di perdere le Regionali?
“Fare immediatamente autocritica, ricompattarci e lanciare una nuova azione programmatica, dove la questione morale deve stare al fianco dell’efficienza amministrativa. Sono certo che per quanto riguarda Forza Italia, il commissario Minardo avrà la sensibilità di dare vita ad organismi collegiali che coinvolgano la classe dirigente periferica, dando l’idea di un partito plurale”.
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C’è già un candidato in campo, il governatore uscente Renato Schifani. Per lei è la scelta giusta?
“È il presidente di Forza Italia, ed io sono un uomo di partito: ma siamo sicuri che il centrodestra voglia investire ancora su di lui? Il logoramento a cui si è fatto sottoporre mi da l’idea che ormai tutti pensino ad altro”.




