molto interessante e utile questa autorevole riflessione. Il problema è che quando si arriva a un referendum come questo diventa complicato scegliere. Le ragioni degli schieramenti quasi sempre finiscono con sminuire il valore che i nostri costituenti avevano dato a questo istituto della nostra carta costituzionale per fare prevalere logiche di parte e di bottega. E per un tema come questo piuttosto che scaricare sul cittadino comune una scelta - a cui peraltro non intendo sottrarmi -, ci vorrebbero legislatori autorevoli e qualificati.


L mpa non aveva democrazia interna, invece Sicilia vera nemmeno
Bene! Così il ricorso per che abbiamo preparato per l’incandidabilità non andrà perso. Sempre che riesca a trovare chi lo vota, perchè una cosa è trovare chi ti candida per sua comodità, ben altra i fessi che ti votano.
Invece gli andava bene il Pd che ha usato il modello “chi c’è pìmmia”.
Andrà a finire che De Luca si gioverà dei (pochi voti) che gli porterà Villari, il quale non ha speranza di essere eletto e si è buttato sulla mossa della disperazione. Cateno sa bene che in ogni caso, acchiappati quei voti (buttali…!) comunque non si ritroverà Angileddu tra i piedi. Principalmente perchè solo un miracolo potrebbe farlo eleggere e secondariamente perchè ichiunque, a partire dal primo dei non eletti, farà ricorso per l’incandidabilità a causa della condanna della Corte dei Conti, che secondo alcuni è cosa certa.