PALERMO – La commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia chiede alla Regione che venga immediatamente revocata la concessione demaniale alla Mondello immobiliare Italo Belga S.A, per avere la stessa esternalizzato servizi che erano propri della concessione, “in violazione dell’articolo 45 bis del codice della navigazione e dell’articolo 186 del decreto legislativo n.36 del 31 marzo 2023″”.
La relazione sul rischio di infiltrazioni mafiose
Così si legge nella relazione sul rischio di infiltrazioni mafiose nella gestione dei beni demaniali in concessione, presentata dal presidente della Commissione antimafia all’Assemblea regionale siciliana, Antonello Cracolici, in sala stampa a palazzo dei Normanni.
“Gravissima violazione”
“La commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia chiede la revoca della concessione demaniale alla Mondello immobiliare Italo Belga, perchè c’è una gravissima violazione della concessione stessa”, ha detto il presidente della Commissione antimafia all’Ars, Antonello Cracolici.
“L’Italo Belga ha di fatto esternalizzato molte delle attività che erano in concessione alla stessa Italo Belga, affidandole ad una società terza, senza chiedere l’autorizzazione alla Regione e senza che la Regione avesse gli elementi per chiedere la certificazione antimafia.- spiega – Ancorchè, la stessa stessa certificazione antimafia poteva essere chiesta dalla stessa Italo belga per verificare i requisiti di onorabilità e legalità dell’azienda a cui affidava il servizio oggetto della concessione”.
“La relazione dell’Antimafia sarà inviata alla Procura della Repubblica. L’accertamento dei profili penali non spetta a noi, ma la trasmettiamo affinchè altri organi possano valutare se ci sono state omissioni e reati da parte della Italo Belga e dell’assessorato regionale al Territorio che ha dato la concessione ma non ha esercitato la necessaria vigilanza”, ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia all’Ars, Antonello Cracolici, che ha aggiunto:
Le anomalie nella procedura
“Un’anomalia di questa procedura riguarda il fatto che tali attività a partire dal 2022 siano stata affidate alla G.M.Edil, il cui amministratore unico è un dipendente della stessa Italo Belga, appartenente ad una nota famiglia mafiosa palermitana (legato da vincolo di consanguineità con il boss Salvatore Genova, si legge nella relazione). La vicenda Italo Belga rischia di essere paradigmatica su quello che succede in Sicilia – continua Cracolici – Abbiamo circa 4 mila concessioni balneari, di cui 3100 rinnovate in forza di una legge che li proroga fino a quando si faranno le gare, in base alla Bolkstein. Tuttora non sappiamo chi c’è dentro queste concessioni”.
“L’Italo Belga formalmente aveva la concessione, ma a gestirla è stata un’altra società – prosegue – Ci chiediamo in quanti posti della Sicilia stia avvenendo la stessa cosa e cosa stia facendo la Regione per accertare la titolarità effettiva dei soggetti che gestiscono i beni pubblici. La questione riguarda l’Italo Belga e l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente, che ha l’obbligo di vigilanza e che non lo ha esercitato con quel senso di responsabilità, nel rispetto delle procedure di legge.
L’indagine dopo la segnalazione di La Vardera
“L’indagine ha avuto avvio dalla segnalazione, che il 24 settembre 2025, l’onorevole Ismaele La Vardera ha inoltrato alla commissione Antimafia, con una missiva riservata ed urgente, avente ad oggetto una richiesta di urgente audizione in merito a possibili criticità antimafia nella concessione del lido di Mondello alla società Italo Belga, a causa di soggetti legati a famiglie mafiose tra i dipendenti della società concessionaria”, si legge nella relazione sul rischio di infiltrazioni mafiose nella gestione dei beni demaniali in concessione, presentata dal presidente della Commissione antimafia all’Ars, Antonello Cracolici, in sala stampa all’Ars.
“Nell’ambito della sua audizione, l’onorevole deputato riferiva di aver rilevato che sette dipendenti della Mondello Immobiliare Italo Belga S.A, concessionaria di beni demaniali risulterebbero legati da vincoli di stretta parentela con il boss Salvatore Genova, condannato nel 2004 a diciotto anni di reclusione per associazione mafiosa – continua la relazione -. Tra essi, solo uno avrebbe precedenti penali e rivestirebbe un ruolo attivo nel clan, oltre a essere stato arrestato, anni addietro, nell’ambito di un’operazione allo stabilimento Charleston, in cui emerse che la stessa struttura era in mano ai Genova. Gli altri congiunti del boss – tutti incensurati – sarebbero stati assunti dal fratello del boss, anch’egli dipendente della Mondello Immobiliare Italo Belga S.A., il quale si sarebbe occupato tra l’altro proprio delle assunzioni per la società. Tra essi figurerebbe anche la moglie di Salvatore Biondino, noto per essere stato arrestato insieme a Totò Riina”.
La Vardera: “Chi ha sbagliato deve pagare”
“Ho appreso delle conclusioni della commissione regionale Antimafia che afferma quello che denuncio da mesi e cioè che la concessione alla Italo Belga va rimossa. Il presidente Cracolici e la sua commissione si è però spinta oltre, inchiodando nei fatti e negli atti le gravi omissioni da parte del dipartimento regionale dell’assessorato Ambiente.
“Si legge infatti nella relazione finale, che ‘l’amministrazione regionale autorizza la Mondello Immobiliare Italo Belga S.A. ad avvalersi della Gm Edil per le attività di pulizia dell’arenile in preparazione della stagione balneare 2022’. Come mai la regione non ha mai chiesto la certificazione antimafia obbligatoria alla Gm Edil? Si aprono scenari inquietanti che meritano riflessioni su responsabile dei dirigenti che a mio avviso vanno rimossi con effetto immediato”.
“Chi ha sbagliato deve pagare, il presidente della Regione, Renato Schifani che sul caso non ha mai detto una parola, adesso rimuova la concessione e all’assessore Tamajo adesso deve prendere una posizione, considerato che questa società opera nel suo ‘feudo’ elettorale”. A dirlo il deputato regionale e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera dopo aver letto le conclusioni sulla Italo Belga della commissione Antimafia regionale.
Schillaci (M5S): “Emergono gravi violazioni normative”
PALERMO – “La verifica in maniera inequivocabile che nella gestione della concessione demaniale di Mondello, da parte della società Italo Belga, ci sono state gravi violazioni al codice della navigazione e al codice antimafia, ha portato la commissione regionale Antimafia ad approvare una relazione che sarà posta al vaglio della procura della Repubblica di Palermo. Sono troppe le omissioni e le relative inottemperanze rispetto alla gestione della spiaggia di Mondello, e la carenza di un’adeguata vigilanza da parte dell’Amministrazione regionale”, lo afferma Roberta Schillaci, segretaria della commissione regionale Antimafia e vice capogruppo del Movimento Cinquestelle all’Assemblea regionale siciliana.
“La commissione regionale Antimafia ha svolto un’indagine conoscitiva con molto scrupolo, verificando che a fronte di una concessione demaniale che va avanti ormai da immemori decenni, la documentazione antimafia sembrerebbe essere stata richiesta dalla Pubblica amministrazione per la prima volta solo nel 2023. In tutto ciò è emerso che molte delle attività sono state esternalizzate, in modo preponderante alla GM edil su cui la prefettura di Palermo ha emesso ora una interdittiva antimafia. Per chi come me, già quindici anni fa con il Movimento Cinquestelle, aveva promosso una campagna per liberare la spiaggia di Mondello dalle cabine, ciò che ora sappiamo conferma che attorno alla gestione della spiaggia ruotavano troppi interessi, talvolta anche opachi. Oggi la battaglia è sul ripristino della legittimità e della legalità. Ora altre autorità competenti dovranno accertare le responsabilità in capo ai soggetti interessati”.
La replica: “Operato nella massima sicurezza, convinti che tutto si chiarirà”
“La Società ha sempre operato nella massima correttezza e nel pieno rispetto della legge. Inoltre, proprio in occasione dell’audizione presso la Commissione regionale Antimafia, ha trasmesso documentazione aggiuntiva rispetto a quella richiesta, collaborando con trasparenza e mettendo a disposizione ogni elemento utile a chiarire processi interni e rapporti contrattuali”. Lo dice in una nota la Società Mondello Immobiliare Italo Belga che gestisce il lido di Mondello, a Palermo.
“Pur riservandosi ogni più puntuale riscontro all’esito della lettura della relazione che parrebbe aver adottato la Commissione regionale antimafia, in quanto ad oggi non nota, alla luce di quanto si evince dalle dichiarazioni riportate a mezzo stampa è doveroso effettuare alcune precisazioni. È bene chiarire come – aggiunge la nota -, gli affidamenti Illo tempore effettuati alla Gm Edil, puntualmente segnalati, non rientrano tra quelli soggetti ad autorizzazione ai sensi dell’art. 45-bis del Codice della navigazione né risultano soggetti al codice dei contratti pubblici. Ma ciò che più preme evidenziare è che nessun provvedimento ostativo sussisteva in capo alla Gm Edil sino all’adozione dell’informativa prefettizia interdittiva di qualche giorno fa, all’esito della quale ogni rapporto è stato immediatamente interrotto, essendo venuti meno i requisiti”.
“Siamo convinti pertanto che, a seguito di un più sereno esame della vicenda, non condizionato dalla campagna mediatica in atto da diversi giorni contro la società, il tutto potrà chiarirsi”, conclude la società.

