PalermoNuovo appuntamento della Stagione concertistica 2013 del Teatro Massimo: ospite sul podio il direttore inglese Julia Jones, una fra le bacchette più amate di oggi nel repertorio operistico classico e in quello sinfonico della prima metà del Novecento. Il programma è dedicato alla Francia e ad alcuni compositori che hanno legato la loro carriera alla capitale francese: Debussy, Berlioz e Stravinskij.
L’apertura è affidata al Prélude à l’après-midi d’un faune di Claude Debussy (1892-94), quindi l’Ouverture caratteristica Le Carnaval Romain op. 9 di Hector Berlioz (1843) e i Nocturnes di Debussy (1892-94; “Nuages”, “Fêtes”, “Sirènes”). Nella seconda parte invece Pétrouchka di Igor Stravinskij nella versione del 1947. Il Coro del Teatro Massimo impegnato in “Sirènes” di Debussy è diretto da Piero Monti.
Nel suo Prélude, ispirato al testo poetico Après-midi d’un faune di Mallarmé, Debussy crea atmosfere strumentali che riproducono l’intenso erotismo dei versi, evocano il fauno, la melodia che egli suona alle ninfe che lo circondano, e il clima oppiaceo del quale è imbevuto questo mondo immaginario.
L’esecuzione odierna rientra nelle manifestazioni organizzate in questi giorni dal Teatro Massimo per ricordare il cinquantesimo anniversario del primo Incontro del Gruppo 63 nell’ambito delle Settimane Nuova Musica, un festival che si svolse a Palermo dal 1960 al 1968: il 28 maggio del 1961, nella seconda delle Settimane, René Leibowitz – allievo ed esegeta di Schönberg – diresse qui un concerto dell’Orchestra del Massimo che si apriva con il Prélude di Debussy, quindi l’Adagio dalla Sinfonia n. 10 di Mahler, la Passacaglia op. 1 di Webern e la Begleitungsmusik op. 34 di Schönberg.
Hector Berlioz compose l’ouverture Le Carnaval Romain come brano sinfonico da concerto nel 1843. Sono evidenti alcuni materiali melodici dall’opera Benvenuto Cellini ed è celebre l’assolo di corno inglese; la caratterizzazione “romana” deriva poi dal ricorso arcaizzante al ritmo di danza del saltarello. Nella partitura del trittico dei Nocturnes – scritti tra il 1892 e il 1894 ma pubblicati con ulteriori revisioni nel 1900 – Debussy annotò che “il titolo di Notturni va considerato in senso generico e, più specificamente, decorativo.
Non si tratta di designare la forma consueta del Notturno ma tutte le diverse impressioni e gli effetti speciali di luce che l’ambiente suggerisce”. “Nuages” allude all’aspetto immoto del cielo e al lento, solenne moto delle nuvole; “Fêtes” presenta un ritmo di danza vibrante dell’atmosfera pregna di bagliori di luce;“ Sirènes” intona invece il mare col suo ritmo incessante e, fra le onde argentine per la luce lunare, porge all’orecchio il canto misterioso delle sirene.

