Attentati e arresti, la scelta del silenzio

La banda del Kalashnikov e degli attentati, in otto restano in silenzio

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Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

PALERMO – Scelgono tutti la strada del silenzio. Otto dei 22 fermati nel blitz dei carabinieri fra lo Zen e la Marinella si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al giudice per le indagini preliminari Filippo Serio.

Il primo giro di interrogatori di garanzia riguarda Massimiliano Clemente, Salvatore Ariolo, Gioacchino Buzzotta, Gian Mattia Celestino, Giuseppe Pirotta, Manuel e Matteo Salamone, Baldassare Rizzuto.

Avrebbero fatto parte della rete di picciotti a cui Salvatore Verga, dal carcere in cui è detenuto, ordinava attentati e intimidazioni ai danni di imprenditori e commercianti.

A fare da tramite erano Matteo Salamone e Rosario Piazza. La manovalanza veniva pagata. L’incendio alla sede della Sicily by Car costò 400 euro.

Gli interrogatori proseguiranno domani e dopodomani. Poi il giudice per le indagini preliminari dovrà decidere se convalidare o meno l’arresto.


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