La Chinnici e il giustizialismo formale che non rende giustizia

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Commenti

    Mischina …. non sa cosa fare prima per dare un segnale di vita… ma è una tragedia greca non solo sua , ma di tutto questo emisfero politico piaga per la gente normale….

    Si Angelo Villari è perbene. Solo che la Corte dei Conti…

    La scelta di non candidare persone inquisite risponde ad una logica di opportunità politica per evitare il rischio di portare nelle istituzioni persone che potrebbero essere responsabili di comportamenti sanzionati penalmente. Queste persone, se condannate, costituirebbero un inquinamento per l’istituzione di cui fanno parte ed un pesante vulnus per il partito che li ha candidati.
    Possibile che un partito non abbia altre valide persone da proporre agli elettori? Mentre non esistono persone insostituibili in ogni settore della comunità, esistono, invece, persone insostituibili in politica?
    Nulla a che vedere con il giustizialismo né con la giusta norma costituzionale secondo cui ciascuno è da ritenere innocente fino a condanna definitiva, solo una questione di opportunità politica. E lo statuto ed il codice etico del PD che contengono il vincolo di esclusione dalle candidature di persone inquisite per reati ritenuti ad alto rischio di inquinamento delle istituzioni e della politica è certamente una scelta che nasce da valutazioni di questo tipo.
    Ma se fosse condivisa la tesi del giornalista Condorelli e del PD catanese, non solo il PD nazionale dovrebbe cambiare lo Statuto ed il codice etico ma dovrebbe chiedere scusa nominativamente a tutti i politici di centro destra che seppur inquisiti sono stati candidati e, talvolta, eletti nelle istituzioni.
    La scelta della Chinnici del 2012 potrebbe essere stato un suo errore politico ma non può essere invocata adesso per giustificare un altro errore, non meno grave, del PD.

    Chiarisco: il PD dovrebbe eventualmente chiedere scusa ai candidati di centro destra indagati e candidati perché ogni volta sono stati bersaglio politico proprio perché ritenuti “impresentabili”

    La Chinnici, come candidato presidente, ha il diritto e il dovere di valutare le liste dei candidati. Se intende adottare delle regole, visto che ha vinto le primarie, queste devono essere rispettate.

    Ma questi moralisti dove sono quando ce da schierarsi contro la gestione dei beni sequestrati, contro palamara e company insomma contro la mafia dell’antimafia…..mai parlano in questi casi ? Mai.denunciano? Mai si schierano parte civile contro i processi farsa? Per i trafficanti d armi in colombia , che dicono?

    Esistono persone talmente ridicole convinte che il.pd sia un partito di sinistra

    Chi lo decide se si è persone per bene? Gli amici o il Magistrato? E gli assessori e i Sindaci o i Presidenti, spesso in Sicilia incidono pesantemente e con “consigli che non si possono rifiutare” come i consigliori del film Il Padrino. Quindi al di là delle singole persone su cui solo i Giudici daranno il giudizio definitivo, via gli inquisiti dalle liste e fa bene Chinnici se vuole una Sicilia libera da mafiosi e politici già delinquenti o aspiranti delinquenti.

    “Luigi Bosco, il migliore ingegnere strutturista d’Europa” è un’affermazione degna di una colazione a base di funghetti allucinogeni avariati…..

    Le regole (morali e non) si applicano agli avversari e si interpretano per gli amici….

    Nessuno che si pone domande sulla possibile incandidabilità di Angelo Villari?

    “Angelo Villari in prima fila in mille battaglie”… beddamatri mi veni u scuncertu!

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

La responsabilità morale della morte per difterite di una bimba è anche di coloro che oggi governa questo paese e che ha fatto propria e diffuso la sub cultura no vax. Non può esserci discrezionalità per certe cose che attengono non solo alla salute dei singoli ma la salute pubblica. Perchè sopratutto nel caso dei bimbi, le conseguenze di scelte scellerate ricadono poi sui bimbi stessi. Che non hanno avuto la possibilità di scegliere tra la vita e la morte.

una ristrutturazione datata 2023, che ha portato a continue proroghe degli attuali incarichi, e che rischia con i numeri attuali di lasciare quasi la metà delle strutture senza dirigenti, e questo perchè : 1 il numero dei dirigenti che si ritiene vadano in pensione nel prossimo triennio, tiene conto solo di quelli che ci vanno per raggiunti limiti di età e non di quelli che avranno maturato il diritto per contribuzione. 2 in ogni caso dal numero complessivo si devono togliere i dirigenti generali, quelli a capo degli uffici speciali, i capi di gabinetto e altri inquadrati nei gabinetti, quanti pur iscritti nel ruolo svolgono funzioni presso altri uffici o in comando o in aspettativa, e solo queste categorie assommano a circa 100 dirigenti, per cui a fronte di 561 strutture ne copriranno forse 300. E tutto questo perchè una politica incapace non si rende conto che il vero problema sta nel superamento della legge 10/2000 che dopo 25 anni ha esaurito la sua funzione, e che occorre ripensare la regione per i prossimi 20/30 anni, a meno che non la si voglia chiudere.

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