La corsa, Daniel, il Palermo: Corini, ritratto di un Capitano

La corsa, Daniel, il Palermo: Corini, ritratto di un Capitano

Chi è il nuovo allenatore rosanero. E quali sono i ricordi e le storie che ci legano a lui.
IL RITORNO
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C’è stato un tempo in cui si poteva parlare con i calciatori come se fossero persone normalmente in circolazione, senza il corredo attuale di motivatori, sorveglianti di punteggiatura, esperti facciali e pettinatori dell’ultimo minuto. Tutta gente che fa dignitosamente il proprio mestiere, ma che, inevitabilmente, si frappone come una barriera. Invece, a quei tempi, dopo avere tratteggiato la partita, dopo avere registrato l’intervista, si chiacchierava con i calciatori, come se fossero vicini di casa. Erano e sono i vicini di un sogno, ma questo non cambia il rimpianto di una smarrita prossimità.

Ritratto di un Capitano

Tra quelli con cui era più semplice avere un rapporto franco e schietto, tra quelli che non si circondavano di gloria auto-prodotta, ma restavano con i piedi per terra, c’era Eugenio Corini (foto d’archivio), Capitano di un indimenticabile Palermo che, infatti, nessuno ha dimenticato. Un vicino di casa e di sogni. Se c’era da andare a cena con i tifosi, non si faceva pregare. E una sera, proprio a cena, con i ‘tifosi rosanero’, dell’omonimo sito, il Capitano dimostrò davvero di essere un ragazzo come noi. Uno che stava bene in mezzo al campo, come a tavola. Tifosirosanero.it fu la creazione di un appassionato amante dei colori, Antonio Moschitta, webmaster che radunò tanti altri appassionati come lui, creando una comunità capace di elargire legami di amicizia che tuttora durano. C’era Alfredo, c’era Vicè-Acquadicielo, c’era il collerico Pacchiuni. Una moltitudine ansiosa di incontri e di sentimenti al naturale, rispettando i ruoli al cospetto dei calciatori del Palermo, e mettendo insieme il resto.

La maglia per Daniel

In una di quelle sere, o forse in un’altra occasione, Eugenio conobbe la storia di Daniel Schimmenti, figlio di Turiddu e Birgit. Daniel era un ragazzo bellissimo e fragilissimo. Si sapeva che il suo transito terrestre non sarebbe stato lungo. Antonio Moschitta parlò con il Capitano. Gli svelò l’intimità di una famiglia, fece la cronaca diretta della sua pena, del tifo per il Palermo che regnava sovrano, tra quelle mura. Corini, con gli occhi lucidi, ascoltò. Dopo qualche giorno, a Daniel, fu recapitata una maglia rosanero del suo Capitano coraggioso, con dedica. Ancora adesso quel dolce pezzo di stoffa è uno dei meravigliosi segni che Daniel ha lasciato del suo breve ed eterno passaggio quaggiù.

La corsa nel derby

E siccome un Capitano è sempre un Capitano, tutti ricorderanno – non c’è nemmeno bisogno di precisare le date – un derby infuocato con il Catania. La papera di Federico Agliardi che propizia il gol dei cugini, con un mancato, nonché improvvido, stop di petto. Poi c’è un rigore, Corini segna e scatta per una traversata da area ad area, per andare, cioè, ad abbracciare il portiere ancora attapirato, invitando tutta la squadra a seguirlo nella corsa della consolazione. Ecco perché, in un caleidoscopio di storie già narrate e di altre da narrare, il ritorno di Eugenio Corini sulla panchina del Palermo ci sembra la puntata di una invincibile Storia infinita che riscalda il cuore. Che ci ricorda di quando il pallone aveva, pressappoco, la stessa forma dell’anima di chi lo amava. Ma, forse, nonostante tutto, è sempre così. (Roberto Puglisi)

La cena del ‘Capitano’ con i ‘tifosi rosanero’, dall’archivio del sito


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