La mafia va a metano: sequestro da 48 milioni | Dietro le quinte l'ombra di Messina Denaro - Live Sicilia

La mafia va a metano: sequestro da 48 milioni | Dietro le quinte l’ombra di Messina Denaro

Matteo Messina Denaro

Maxi sequestro da 48 milioni di euro riguardante l'impero economico degli eredi di Ezio Brancato. E' il risultato di un'indagine del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Palermo, coordinata dal procuratore aggiunto Vittorio Teresi e dal sostituto Dario Scaletta, che ha fatto emergere le infiltrazioni di Cosa Nostra e dei suoi leader storici negli affari della metanizzazione targata don Vito Ciancimino.

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PALERMO – La cassaforte dei mafiosi l’avevano definita, a ragione, i giudici della Corte di Cassazione nella sentenza sul tesoro di don Vito Ciancimino. Ora quella cassaforte, la Gasdotti azienda siciliana, si svuota di un altra parte di quel tesoro. Dopo i soldi dell’ex sindaco e di Gianni Lapis, la Procura di Palermo ottiene il sequestro dell’impero degli eredi di Ezio Brancato. Un patrimonio costituito da società, attività commerciali, immobili di lusso e disponibilità finanziarie del valore complessivo di 48 milioni di euro. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo su proposta del procuratore aggiunto Vittorio Teresi e del sostituto Dario Scaletta.

l sequestro – che riguarda gli eredi di Ezio Brancato: la moglie Maria D’Anna e le figlie Monia e Antonella – è il risultato di un’indagine del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Palermo, che ha fatto emergere le infiltrazioni di Cosa Nostra e dei suoi leader storici – fra cui Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella e Matteo Messina Denaro – negli affari delle società appartenenti al gruppo imprenditoriale che ha curato, a cavallo fra gli anni ’80 e ’90, la metanizzazione di diverse aree del territorio siciliano.

E’ stato il grande affare del gas. Nel 1981 nasceva la Gasdotti Azienda Siciliana fondata da due gruppi imprenditoriali. Uno faceva capo al tributarista Gianni Lapis. L’altro ad Ezio Brancato. Grazie all’appoggio di Cosa nostra l’azienda ottenne il via libera per realizzare la rete e la concesisone per distribuire il metano in settantaquattro comuni di Sicilia e Abruzzo. Nel 2004, prima di essere venduta per 115 milioni di euro agli spagnoli della Gas Natural, la società era diventata un colosso del settore.

Lapis, di recentev tornato in carcere per una presunta ma colossale storia di riciclaggio, era la mente economica di don Vito Ciancimino. L’accusa di intestazione fittizia di beni venne dichiarata prescritta nel 2011, ma la Casaszione lo condannò a due anni e otto mesi per tentata estorsione. Dalle indagini era venuto a galla il passaggio di circa 5 milioni di euro transitati dal conto di Ezio Brancato a quello della figlia di Lapis. E da qui in quello svizzero denominato “Mignon” nella disponibilità di Massimo Ciancimino, il figlio di don Vito.

Dentro l’affare del gas vi è finito di tutto. Soldi a palate, intrecci societari, e persino pesanti accuse contro il pool di magistrati che in passato ha indagato sul tesoro di Ciancimino. Il figlio dell’ex sindaco, l’avvocato Giovanna Livreri, un tempo avvocato dei Brancato, e Lapis sostennero che i pm palermitani avessero pilotato le indagini per garantire l’impunità ai parenti di un magistrato. L’inchiesta a Catania fu archiviata, sgombrando il campo da ogni sospetto.

Ciancimino jr in questi anni trascorsi fra processi e interrogatori ha sostenuto che parte del patrimonio della società del Gas, venduta agli spagnoli, era riconducibile a Ezio Brancato, funzionario regionale morto nel 2000. Un nome pesante, visto che si tratta dell’ex consuocero dell’attuale procuratore nazionale antimafia Giusto Sciacchitano. Ciancimino è andato oltre: alcuni magistrati palermitani, a suo dire, avrebbero sviato le indagini per favorire le eredi di Brancato, la figlia Monia e la moglie Maria D’Anna. Come dicevamo, l’indagine è stata archiviata.

Oggi per gli eredi Brancato è scattato il sequestro. Ezio Brancato, secondo l’accusa, era davvero in affari sporchi con don Vito Ciancmino. Da qui l’indagine che si è estesa alle operazioni di cessione dell’intero pacchetto azionario della Gas e del patrimonio delle società. Le vendita agli spagnoli avrebbe permesso agli eredi dell’imprenditore di ”ripulire” gli ingenti proventi acquisiti grazie all’appoggio di Cosa Nostra nella costituzione di nuove società, nell’avvio di attività commerciali e nell’acquisto di beni immobili a Palermo e nella provincia di Sassari, tra appartamenti, ville e case di lusso.

L’inchiesta si è avvalsa di numerosi riscontri legati alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia come Giovanni Brusca, Vincenzo Ferro, Antonino Giuffrè; al contenuto di alcuni pizzini sequestrati a boss mafiosi; all’esame di decine di contratti di appalto e sub appalto per l’esecuzione di lavori connessi alle opere di metanizzazione. Gli investigatori hanno ricostruito la storia delle diverse società del gruppo in parallelo a quella della ricchezza accumulata nel tempo dalla famiglia del fondatore, subentrata nelle gestione dopo il suo decesso avvenuto nel 2000.

 

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Commenti

    in tutte le notizie vengono riportati l’identità dei sogetti o società sequestrate.
    Come mai questa notizia fa eccezione?
    Forse e sottoposto a segreto di stato o istruttorio?
    Forse sono soggetti da NON NOMINARE, come L’INNOMINATO DEI PROMESSI SPOSI?Come mai lo stesso trattamento non viene praticato per altri fatti di cronaca?
    Spero, però, che finalmente, i giudici, curati dallo strasbimo dimostrato , inquisendo da oltre 15 anni degli innocenti , facciano luce sulla oscura vicenda, ormai troppo chiara.

    purtroppo le attivita’ oneste chiudono e i soldi se li fanno in pochi illecitamente.Tutto avviene dietro lo sguardo totalmente assente di uno stato.

    I nomi ci sono. Basta leggerli.

    Di quanti sequestri effettuati negli ultimi anni…tra un pò verrà fuori che l’economia italiana in mano alla mafia? ma è di destra ,oppure di sinistra?

    Che gusto c’é, mi chiedo, a far soldi a palate per poi fare una vita da cani braccati?

    Dottore Puglisi, stamattina i nomi non c’erano li avete inseriti dopo. Vi apprezzo molto ma non si deve cadere sempre in piedi.
    Saluti

    Eh già. lo slogan dell’ Eni non sbagliava, IL METANO CI DA’ UNA MANO, ma pure il braccio.

    Caro mio proprio per questo la mafia in Sicilia si é espansa fino a questo punto. Chi doveva dire non ha detto e chi ha detto o fatto é stato ucciso.

    Meno male che esistono quelle manifestazioni tipo le navi della Legalità.
    Alla faccia della legalità.Qui e’ tutto corrotto e marcio.Almeno faccio un pò di silenzio e cerchiamo di essere coerenti con la nostra natura di siciliani corrotti,mafiosi,maleducati ed incivili.Scusate stavo dimenticando sbruffoni.

    Magistratura,politica complimenti.

    Queste sono le grandi imprese della citta’ e questi i grandi professionisti della citta’ alla Lapis . C’E’ da SCAPPARE . Tutto e’ avvenuto sotto lo sguardo assente di una magistratura che arriva dopo 20 anni (solo per certe cose) e di una classe politica corrotta e inqualificabile.

    magistratura, politica COMPLIMENTI!!! CARO “MARIO”, hai fatto il miglior commento. dietro queste tre parole c’è nascosta la vita quotidiana CALPESTATA ed in salita di gente comune che lavora per portare avanti la famiglia e non con obiettivi di sperpero di denaro fregando il prossimo. Ma purtroppo, era, è stato e sarà sempre così, cu avi piccioli e potere COMANDA SULLA VITA ALTRUI !!!!!

    un romanzo, di una realtà Misera che dura da 60anni.Sistema politico Complice del Malaffare.

    In Sicilia dove girano soldi a palate e potere….. dietro non ci possono essere persone e fatti puliti e limpidi…

    Buona sera
    il seguente commento per far presente a tutte le persone non informate dei fatti ed esprimere la mia indignazione a tutto quello che accade in merito questa vicenda.
    Ovvero:
    ricordo che nel mio paese (Mussumeli) verso la fine degli anni 90 (98/99) se la memoria non mi tradisce, venne un politico ad inaugurare l’inizio dei lavori di metanizzazione, che finalmente stavano per iniziare, il politico ricordo pure che disse che quei lavori erano stati tolti alla mafia e stati assegnati ad una nuova impresa, la Gas spa.

    In virtù di queste nuove ma a quanto pare vecchie vicende, il politico dopo aver consegnato i lavori alla GAS, è ancora convinto di aver tolto i lavori alla mafia?
    All’inaugurazione era presente pure il sig. Brancato presentato dal politico come persona pulita e onesta.

    A questo punto mi chiedo:
    l’impresa alla quale sono stati tolte le concessioni apparteneva alla mafia?
    Oppure sono stati tolte a delle persone oneste per darle alla mafia?
    Questa è l’italia
    e me ne vergogno.

    E non solo direi visti gli importanti nomi di magistrati citati nell’articolo….

    A guardare i camerali tra i Soci di dipendenti pubblici ad aver fatto fortuna c’è ne è qualche altro…..speriamo nella Giustizia e nella Veritá d’altronde se una Società e’ mafiosa lo è Tutta! Non credo che si possa escludere neanche il 5% ……dagli affari illeciti .

    È’ duro da ammettere….allora Ciancimino,la livreri e Lapis avevano ragione?!!!

    Buon giorno
    anche nel mio paese Mezzojuso verso la fine degli anni 90, un illustre politico, L’on. Lumia, ha consegnato ed inaugurato i lavori di metanizzazione che sono stati come pubblicamente ha detto ,L’on. Lumia, tolti ad una ditta appartenente alla mafia, ed assegnati alla GAS, anche li vi era presente il sig Brancato.

    Quindi non capisco tolgono alla mafia per darli alla mafia?????

    Secondo me ha pagato qualche innocente che gli sono stati tolti i lavori attribuentogli la parola mafia, per assegnarli visti i fatti, ad un organizzazione di poteri, Mafia Politica parte della Magistratura (vista la parentela se non erro della Figlia del Brancato cn il figlio del magistrato Sciacchitano).

    Poveri noi e tutti i cittadini che hanno deciso di perseguire nella retta via.
    Buona fortuna

    No!!! ….. hanno tutti torto !!! nessuno escluso !!!

    CHI ERA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE?????????? CHI ERA IL PRIMO MINISTRO CHE STANZIAVA DAL GOVERNO MILIONI DI EURO DI CONTRIBUTI STATALI A FAVORE DI QUESTA IMPRESA???????????????? NESSUNO LO HA VERIFICATO?

    Domanda: Potrebbe essere che l’indagine condotta dal Superprefetto Antimafia, Generale dei Carabinieri, Carlo Alberto Dalla Chiesa, nei suoi primi 100 giorni, richiesta formalmente al Ministro delle Finanze, Rino Formica, con delega al Comandante generale della Guardia di Finanza di allora, Generale di Corpo d’Armata, Nicola Chiari, riguardo alle circa 2.000 imprese e società in odor di mafia includesse proprio la Gasdotti Azienda Siciliana?.
    Grazie!…

    Assolutamente no perché nemmeno esisteva eviti di sparare a zero!!!!!

    L’articolo parla chiaro: nata dal 1981. Ora si intende verificare quando i legami con la mafia siciliana e la Società GAS si vennero a cementare, formalizzare.

    Caro concittadino di Mezzojuso
    hai perfettamente ragione, ricordo molto bene quella giornata in cui il Lumia,se non erro facente parte dell’antimafia, spalancava le porte ad un impresa mafiosa, assegnando quei lavori a degli impostori.

    C’era pure la banda musicale ad accompagnare questa manifestazione, L’on. merita un bel tapiro.

    Complimenti a Mezzojuso
    il suo commento è il piu votato,

    I miei migliori complimenti vanno a due persone che hanno avuto il coraggio e la capacità di smontare un sistema di spartizione occulto ma nello stesso tempo a vista di tutti e da sempre.

    Meglio tardi che mai, complimenti a Vittorio Teresi e dal sostituto Dario Scaletta, e che possano mettere alla luce i nomi di tutti i componenti del sistema corrotto, e di tutti i soggetti facenti parte della spartzione dei fondi pubblici.

    No! Roberto l’avv.to Livreri ha ragione da vendere e quello che le hanno fatto grida vendetta davanti a Dio e davanti agli uomini. L’hanno punita giudiziariamente gli stessi magsitrati che non hanno indagato sulla Gas . Perchè . Perchè dal 2006 e ben prima di Ciancimino junior ha denunciato tutto a palermo, a caltanissetta ed a Catania. Che l’altra metà del tesoro di Ciancimino era a mano Brancato l’ha detto lei per prima e per questo si sono accanite prima le Brancato sostenute dal pool dei magistrati non inquirenti sulla Gas con una ferocia e con una violenza degna di miglior nota. Questa è la cruda verità. L’avvocato delle Brancato , dalle stesse è stata accusata e condannata perchè aveva loro detto che la loro posizione era e doveva essere identica a lapis e a Ciancimino e allo stato delle indagini già avviate dai Ross nel 2002 dovevano finire in galera e con il patrimonio sequestrato come e non meno di Lapis e Ciancimino. La procura allora è insorta ! Maquando mai!!! Bestemmia!!! anzi Truffa profressionale!!!! l’avvocato le ha ingannate sul loro stato giudiziario!!! Loro erano sante per i vari Sciacchitano, Grasso, Pignatone & C. , Addosso all’avvocato che ha avuto l’ardire di porre le signore del Gas sullo stesso piano di mafiosi del calibro di Ciancimino Vito!. E ora che si è verificato con 9 anni di ritardo quello che avrebbe dovuto verificarsi , correttamente come detto loro dall’avvocato Livreri , nel lontano 2004 , che facciamo! continuiamo ad essere faziosi e di parte ? . L’avvocato aveva ragione nel 2004 e ha ragione di avere denunciato nel 2006 . la magistratura è stata in sonno fino ad ora. Meglio tardi che mai . Ma la giustizia arriva sempre!

    Caro Bidibodibu,
    Ti voglio rispondere con una storiella che mi hanno raccontato per farmi capire che l’occhio vede quello che la mente, condizionata in un certo modo, deve vedere. l’avvocato Livreri in particolare ha raccontato tutto nel processo Mori in cui è stata teste . Basta andare su Radio radicale e puoi sentire con le tue orecchie la denuncia circostanziata che ha fatto in una aula di tribunale dinanzi a giudici e pubblici ufficiali. senza timore alcuno ha denunciato fatti omissivi d’indagine facendo pure i nomi ed i congnomi. Solo che dal 2002 ( inizio indagini su tesoro Massimo Ciancimino) al 2012 coloro che dovevano raccogliere e fare giustizia erano come le tree scimmiette e contro il legale si sono indegnamente accaniti. Ora qualcosa si è rotto. Non comprenderemo cosa se non assistiamo alla conclusione della prima vera ed autentica indagine sulla Gas. Onore ai coraggiosi, in questo caso lasciati soli, che si battono in prima linea con la faccia e con il petto per la verità e giustizia . Peccato che gli allori sono sempre per chi viene dopo.
    Ed ora ecco la storiella :
    Una giovane coppia di sposi novelli
    andó ad abitare in una zona
    molto tranquilla della città.

    Una mattina, mentre bevevano il caffé,
    la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra,
    che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria.

    Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina!

    Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo…
    Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!

    Il marito guardò e rimase zitto.

    La stessa scena e lo stesso commento
    si ripeterono varie volte,
    mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento.

    Dopo un mese, la donna si meravigliò

    nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime,
    e disse al marito:

    Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato!
    Chi le avrà fatto vedere come si fa?

    Il marito le rispose: Nessuno le ha fatto vedere;

    semplicemente questa mattina,
    io mi sono alzato più presto e, mentre tu ti truccavi,
    ho pulito i vetri della nostra finestra !

    Così è nella vita!

    Tutto dipende dalla pulizia della finestra

    attraverso cui osserviamo i fatti.
    Prima di criticare,
    probabilmente sarà necessario osservare
    se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore
    per poter vedere meglio.
    Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino….

    Ma come è finita?
    Vogliamo sapere cosa sta succedendo. Oppure come dice Ciancimino sono intervenute le contromisure sul caso del sequestro Brancato?

    di uno Stato complice del Malaffare.

    i siciliani sono i “MEGGHIU” di tutti,ahahahah

    Ma come vi spiegate che per Ciancimino e Lapis e l’avvocato della Gas mettono sempre la fotografia per essere sicuri che il titolo di cronaca si sposi con l’immagine mentre per i delitti compiuti dalle socie del Lapis e Ciamncino : il gruppo Brancato mettono sempre foto di altri. Ma facciamole vedere le belle facce di queste signore del Gas , cosi’ chi le incontra sa chi sono e di che cosa sono accusate per il tesoro di Ciancimino.

    Viene il vomito, eppure, forse , tutto questo parlare, potrebbe fare venire uno scatto d’orgoglio a chi potrebbe oggi fare veramente la storia .
    Mi riferisco ai magistrati che attraverso un serio lavoro investigativo, potrebbero liberare la Sicilia, da questo gigantesco e orribile ballo in maschera .
    Non abbiamo il coraggio di fare i nomi, ma intanto comiciassero dai “Governattori”per poi continuare con i Confindustrali .
    Ma si può sapere perché tutte queste maschere sono compari, fratelli cognati suoceri , nipoti ,figliocci, generi , testimoni di nozze, padrini di cresima, di battesimo e tanto altro ancora , di personaggi mafiosi?
    Bastaa…!

    Ho appena letto un articolo del 2012 del figlio del procuratore Costa,Michele Costa, dove chiede a Piero Grasso di non nominare Sciacchitano a procuratore nazionale antimafia, appunto per i motivi per cui oggi salta fori la notizia del Gas di Brancato ecc..
    Fu nominato lo stesso.
    Ma cosa sta succedendo?

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