La movida finisce in tribunale | I gestori ricorrono al Tar contro l'ordinanza - Live Sicilia

La movida finisce in tribunale | I gestori ricorrono al Tar contro l’ordinanza

Marco Di Marco, assessore comunale alle Attività produttive

Nonostante le trattative delle ultime ore, gli esercenti hanno presentato la richiesta di sospensiva e annullamento del contestato provvedimento del Comune. Di Marco: "Sono sorpreso, così si radicalizza il problema".

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PALERMO – Dalle parole ai fatti. La ‘guerra della movida’ si trasferisce sul piano legale e dopo l’ordinanza dell’amministrazione Orlando, che ha imposto una stretta sulla vita notturna, arriva il ricorso al Tar da parte degli esercenti. I gestori dei locali passano anche al contrattacco, chiedendo il risarcimento per i mancati introiti di questi giorni che, a loro dire, sarebbero figli delle scelte del Comune. I commercianti, assistiti dall’avvocato Giovanni Puntarello, hanno quindi spinto sul piede dell’acceleratore, visto che il calendario estivo del tribunale rischiava di far slittare il tutto a settembre, quando il ricorso sarebbe diventato praticamente ininfluente.

La parola passa dunque ai giudici amministrativi, che si analizzeranno il caso il 23 o il 24 luglio. La richiesta dei commercianti punta a dimostrare l’illegittimità del provvedimento per tre motivi: mancherebbe il carattere dell’urgenza e del pericolo per l’incolumità della cittadinanza, che sono presupposti principali per un’ordinanza sindacale; manca, inoltre, la distinzione della città in diverse zone acustiche (la cosiddetta ‘zonizzazione’). Il terzo pilastro su cui si fonda la richiesta di sospensiva riguarda lo smaltimento dei rifiuti. Su questo punto i gestori dei pub lanciano un preciso atto d’accusa contro Palazzo delle Aquile e sostengono di subire “gli effetti di una presunta emergenza, dovuta in realtà unicamente all’inefficienza dell’amministrazione nel fare fronte ai propri compiti istituzionali”.

A niente sono valse, dunque, le febbrili trattative di queste ore con l’amministrazione, condotte in prima persona dal sindaco Leoluca Orlando e dall’assessore alle Attività Produttive Marco Di Marco, che avevano avanzato una proposta di compromesso rifiutata dai gestori. Di Marco, contattato telefonicamente da Live Sicilia, si dice “sorpreso. Avevamo avanzato la nostra controproposta agli esercenti e attendevamo una risposta – spiega –. Se hanno deciso di strumentalizzare la vicenda e radicalizzare il problema, non so che dire. Noi riteniamo che va salvaguardato il diritto al riposo di tutti i cittadini. Se arrivasse una sospensiva? Non mi pronuncio”.

COSA PREVEDE L’ORDINANZA. Dall’1 giugno la disposizione impone in tutti i locali, stabilimenti balneari e associazioni culturali lo stop alla musica entro le 24 nei giorni feriali e festivi ed entro l’una del mattino nei giorni di venerdì, sabato e prefestivi. E’ stato introdotto inoltre un limite al volume della musica negli spazi esterni, che non deve superare i 70 decibel fino alle 22 e i 60 dopo quell’ora. I titolari devono dotare i loro impianti sonori dei limitatori fonici previsti dalla legge. Dalle 24 alle sette del mattino è vietata la vendita di bevande da asporto in contenitori di vetro o in lattina. Per i trasgressori sanzioni dai 250 ai 500 euro e sequestro per cinque giorni delle apparecchiature musicali non a norma, ma senza chiusura del locale.

La scorsa settimana gli esercenti avevano depositato presso l’assessorato alle Attività Produttive una sorta di ‘contrordinanza’, che prevedeva l’aumento di venti decibel del limite per la musica, l’annullamento dei limiti orari per la filodiffusione, l’estensione di mezzora dell’orario per la musica dal vivo, e l’avvio della zonizzazione acustica. Su quest’ultima, trattandosi di materia urbanistica, sta lavorando l’assessore alla Mobilità Tullio Giuffrè. Il provvedimento dovrebbe essere pronto entro questa settimana.

Ebbene, l’amministrazione si era detta disponibile ad accogliere le richieste riguardanti la filodiffusione e il prolungamento dell’orario e a concordare con i ristoratori un metodo comune per la raccolta differenziata. Contrari ad ogni concessione, invece, si sono mostrati fin dal principio i comitati dei residenti del centro storico e delle borgate marinare, che hanno insistito con il Comune affinché perseguisse la linea dura. Di conseguenza ogni tentativo di mediazione si è risolto in un nulla di fatto.

Si alza dunque il livello dello scontro fra esercenti e amministrazione, proprio mentre quest’ultima si prepara a varare il regolamento generale sulla movida, una disciplina urbanistica richiesta dall’Unione Europea che impone stringenti requisiti acustici per le zone naturalistiche (come l’Addaura), archeologiche e monumentali. Nel primo mese di ordinanza la maggior parte dei locali è risultata in regola. Secondo i dati di Palazzo delle Aquile, su 158 esercizi commerciali controllati ne sono stati sanzionati 23 e sono stati sequestrati 5 impianti audio.

Nel tardo pomeriggio dai gestori è arrivata dichiarazione ufficiale: “Un nutrito numero di esercenti e cittadini, fermamente convinti di essere stati vessati e danneggiati in merito alla regolamentazione della cosiddetta movida, hanno deciso di ricorrere al Tar per far valere i propri diritti. Dopo aver depositato e protocollato presso lo Suap alcune proposte adeguate a tutela dei cittadini, nonché dei propri legittimi interessi a esercitare l’attività, ricevendo in cambio una sterile ‘aggiustatina del tiro’ da parte dell’assessore Di Marco, si comunica che gli stessi si costituiscono in associazione a tutela non solo dei propri diritti ma anche di quelli dell’intera cittadinanza dall’inadeguatezza dell’amministrazione su più fronti. La costituenda associazione nomina come suo unico portavoce il dottor Antonio Ferrante”.


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Commenti

    Occhio all’amicizia movidiana……..ma sono tutti lavoratori o figli di papà….

    Amministratori senza attributi, indegni di una cittá ferita com’é Palermo.

    Perchè da noi non si rispettano le regole? Perchè non ci sono mai state! Se le nostre varie amministrazioni passate e presenti, non hanno mai preso una posizione ben precisa, ma hanno sempre accontentato tutti per non dispiacere nessuno, come pretendiamo che all’improvviso diventino tutti tedeschi? Come sempre il pesce puzza dalla testa e di conseguenza chi se lo mangia.

    Gestori svegliatevi
    Il sindaco Orlando mentre reprime le vs attività vi organizza la concorrenza senza in alcuni casi rispetto delle stesse regole che vuole che rispettiate. Esempio il Nautiscopio al foto italico affidato come? I cantieri “culturali” dove al posto della cultura per come loro la definiscono si fa lo stesso lavoro che voi esercitate da anni con le autorizzazioni, in sedi idonee, e lì senza regole in spazi non a norma concessi all’amico. o i continui festival della birra in tutte le ville della citta e non solo ville, per fare far grandi ubriacate a bassi costie far fare budget all’azienda Forst. siamo alla frutta. Ma gli amici della famiglia Orlando sono tanti e altri spazi glieli dará. State sicuri.
    SVEGLIATEVI tutti

    Il Nautiscopio ieri sera ha smesso di far musica a mezzanotte esatta. Il posto è frequentato da gente tranquilla e c’é pure il posteggio.
    La manifestazione della birra di villa Malfitano é stata gradevole ma un po’ alla “palermitana”: pochi stand e lunghe file. Sempre gente tranquilla.
    Niente a che vedere con i panormosauri e la movida schifosa.

    Vi affidate ad Antonio ferrante…No comment!

    Notazione di tecnica acustica:

    Elevare di 3 db (decibels,unità di misura della pressione sonora),equivale al raddoppio
    del “volume” percepito dall’orecchio.

    Da considerare che,90 db nelle ore notturne, non sono certo percepiti come se fossero
    riscontrati nelle ore diurne.

    Proporre di elevare il limite da 70 a 90 db nelle ore notturne è inconcepibile.

    Ho l’impressione che le regole dettate siano un po troppo elastiche… in altre città si rispettano alla lettera, qui c’e sempre la possibilità di adeguare le regole alle proprie abitudini e necessità. Il duro braccio monco della legge palermitana, fa le leggi e poi non le fa rispettare…risparmiate l’inchiostro almeno facciamo economia.

    mi viene da ridere….sono un residente di sferracavallo e sono circondato da 3 discoteche che turlupinano i ns timpani finanche alle 4 del mattino perche’ vi accanite solo su quei locali di pochi metri quadrati che a malapena si guadagnano un tozzo di pane per mangiare e non fate dei seri controlli su costoro che in maniera illeggittima hanno ottenuto delle autorizzazioni di fare discoteca senza avere neanche un posto auto ? e poi che senso ha fare smettere la musica alle 24 ad alcuni piccoli locali ed ad altri no??????????????le orecchie non sono le stesse ? la mattina non riesco ad alzarmi perche tutta la notte sono stato disturbato ? cosa e ‘ la movida ? il piccolo locale con musica soft o………….quelli che vanno fuori ordinanza autorizzata in mezzo ad un centro abitato disturbando migliaia di residenti ??bho ? misteri di palermo

    Non se ne può più di questa gentaglia che vuole la città tutta un bordello di piscio e puzzo!! Ora almeno si sono “schierati” firmando un ricorso perso… e ora sappiamo chi sono i primi a infestare di bordello la città dei palermitani onesti!!

    Proporlo è da imbecilli incivili che fingono di non capire.
    Speriamo che nessuno ceda a pressioni o a ricatti.

    Se la musica fosse soft, nessuno si accanirebbe.
    Da qualche anno in qua, invece, pure nei negozi e nei centri commerciali ti triturano il cervello con musica di mer**a. Ora pure dentro casa? NOOOOO!!

    Bisogna far capire che anche in Sicilia c’è tanticchia di legge, tanticchia, ma C’E’
    Camilleri docet…
    Il problema del rumore sinceramente non lo capisco…esistono decine di Leggi Nazionali che regolamentano la materia, e c’era bisogno dell’ordinanza del Sindaco per farle applicare?!?!?!
    Si va dal Codice Civile (art. 844) al DPCM 1/3/91 sino alla Legge 447/95!
    Continuano a menarla con la ZONIZZAZIONE…….ma in mancanza di essa si applicano limiti ben precisi!
    E poi non si deve solo considerare il limite assoluto, ma anche la differenza tra musica spenta e musica accesa (criterio differenziale o normale tollerabilità) che non deve MAI superare i 3 dB(A) di notte (dalle 22 alle 6).
    Vorrei tanto conoscere il consulente tecnico dei gestori…….è una battaglia persa in principio!!!!!
    …..ma Lui (il consulente tecnico) pensa solo alla sua parcella…….
    Cari gestori: levatici manu e rispettate il prossimo, specialmente quando vuole dormire in pace per andare a lavorare l’indomani!
    Ma poi dico io: ma nessuno degli interessati (gestori, amministratori comunali, rappresentanti di categoria) abita vicino ad un PUB?!?!?!
    Io li OBBLIGHEREI a soggiornare una settimana vicino ad un pub, poi vediamo se cambiano idea.

    scusami se ti correggo, ma se il rumore aumenta di 3 decibel vuol dire che è stata raddoppiata la potenza della fonte.
    E’ come se misurassi il rumore di uno stereo con una sola cassa e poi con entrambe, noteresti un aumento di 3 dB nelle due misurazioni.
    Al raddoppio della potenza (e quindi ad un aumento di 3 dB) non corrisponde assolutamente un raddoppio del suono percepito….
    Inoltre ritengo che anche 70 dB siano un pò troppi per le ore notturne…
    E poi si dovrebbe considerare anche il differenziale tra rumore ambientale e reisduo ( se non, addirittura, il più penalizzante rumore “di fondo” col percentile del 95% per la normale tollerabilità)…..
    In poche parole: basta applicare la 447/95 o il Codice Civile (art. 844)

    Ho girato mezzo mondo, comprendo TUTTE le ragioni dei residenti, ma non conosco paese dove la musica venga staccata a mezzanotte. Ripeto, comprendo i residenti, ma qua si deve decidere: o diventiamo una città come le altre, dove esistono aree della città adibite alla presenza locali, o rischiamo di tornare ad una Palermo degli anni 50, dove praticamente la sera c’era il coprifuoco. Qualche esempio? Lisbona, Bairro alto, un locale ogni 10 metri, gente fino alle 4 di mattina, un quartiere che è tornato a vivere dopo decenni di mortorio. Rio de janeiro, Lapa, un quartiere rinato grazie ai tanti locali, tutti aperti fino alle 3/4 del mattino e con masse di gente 20 volte rispetto la nostra piccola Palermo.
    Poi veramente risibile il fatto di dover staccare la musica di sera negli stabilimenti balneari che diventano discoteche. Poche città al mondo hanno un clima estivo che permette di poter organizzare un’intera stagione di movida completamente all’aperto, e invece di sfruttarlo, lo ammazziamo. Ah, dimenticavo:qualcuno abita a RIDOSSO della spiaggia?E quindi visto che in barba a qualunque legge ti sei fatto la villetta a 1 metro dal mare, ora tutti gli altri zitti giusto?
    Palermo DEVE avere 2/3 zone, di cui una prettamente estiva in zona mare, dove possono concentrarsi i locali. Il palermitano, ma di più ancora il turista, sa che in quella zona troverà locali, prenderà il suo bel taxi o mezzo pubblico, si farà la sua serata e poi se ne torna in albergo. In TUTTO il mondo funziona così.

    @Roberto.

    Confermo quanto da te correttamente detto,ma ho voluto parlare di “volume” per rendere chiaro il concetto ai più.
    In altro contesto avrei parlato di spl o fronte sonoro.

    Concordo sulla sufficienza delle vigenti normative di legge,qualora le si volesse applicare.
    E non ci vuol molto…

    La scelta di rimettere una decisione nel merito ad un giudice,la trovo corretta.
    Ma quest’ultimo non potrà non considerare preminenti le motivazioni addotte dai
    residenti,in applicazione alle normative da te correttamente indicate.

    Per maggiori informazioni tecniche,suggerisco di visitare il sito dell’Ing.Gianpiero Majandi di Roma.
    Visto che, i nostri esperti loicali non sono sufficienti -per i nostri amministratori-
    a derimere controversie tecnico-giuriche…vedi parere romano sui gazebo!

    Se io compro una casa in un palazzo con destinazione d’uso “abitazione”, non mi posso trovare, dopo qualche tempo, il palazzo pieno d’uffici solo perchè a qualcuno gli fa comodo… Tutto viene stravolto dalle solite connivenze a tutti molto note… Le regole non sono fatte per noi siciliani! Gli interessi e il denaro, innanzitutto.

    Il TAR darà sicuramente ragione al Comune.
    Un Giudice non darà mai ragione a chi vuole operare al di fuori delle norme!
    Sai bene, inoltre, che se si va in tribunale il Giudice applicherà il C.C. art 844 e la normale tollerabilità (tralsciando qualsiasi altra normativa), e li sono guai per tutti i gestori!
    Io proporrei a tutti i residenti di far causa ai locali “fastidiosi”, vincerebbero tutti.
    Ti assicuro che in materia ho parecchia esperienza e darò una lettura a quanto suggerito da te; non si finisce mai d’imparare.
    A quanto pare anche tu sei un Tecnico “molto” Competente!
    A quanto pare quello che fornisce consigli ai Gestori cura solo il proprio interesse (economico)

    @roberto
    Oppure i gestori non hanno piú il consigliere o l’assessore comunale di riferimento…Magari che era rivenditore di gazebi…………….speriamo di farcela come si riuscí a cacciare i polipari dal lungomare di Mondello. Palermo puó.

    il Tar non applicherà un bel niente…il Tar viene tirato in ballo per decidere, in questo caso, se l’ordinanza è legittima o no…punto…..studiare prima di dire inesattezze

    Anche se l’Ordinanza venisse dichiarata illegittima (nutro molti dubbi..) le Autorità possono sempre applicare le Norme Nazionali che già regolamentano la materia.
    I Commercianti hanno una sola alternativa: RISPETTARE LE REGOLE (Comunali o Nazionali che siano).

    Con de filippis hanno fatto la coppia.

    roberto…parli di regole…il regolamento verrà discusso a ottobre…le norme nazionali o le direttive europee impongo al comune la zonizzazione..è un obbligo di legge per chi non lo sapesse…non si può spalmare un’ordinanza come se la città fosse tutta residenziale..in europa e nel resto d’italia l’hanno fatto…questi commercianti di cui parliamo vogliono le regole…ma devono essere giuste per tutti…e chiedono che vengano rispettate da tutti e non come ora che loro lo fanno e alla vucciria o alla magione no…stanno subendo un danno…e gli abusivi..quelli che il comune dovrebbe combattere…ringraziano

    A un semaforo ci sono tre colori che t’informano sul tuo comportamento: VERDE=Puoi passare; GIALLO=Comincia a fermarti; ROSSO=Ti devi fermare ad ogni costo! Con questo esempio si vuole dire parallelamente che i locali e gli avventori di questi, hanno degli orari e altre regole da rispettare (volume della musica, alcolici, comportamenti all’esterno dei locali). Infatti, in altre parti d’Italia e del mondo tutto ciò viene rispettato , a Palermo diventa solo un suggerimento. Davanti a un semaforo, si passa regolarmente col rosso, nella famosa movida (parola odiosa) ognuno fa ciò che gli pare e piace a danno degli abitanti della zona.

    Chi ritiene di avere il diritto di impedire ad un altro di riposare? Il centro storico un’enorme ritrovo di alcolisti. I ragazzi solo merce di consumo? Pensate che faccia bene ai giovani tutto questo alcol? Qualcuno credere che quel rumore alieno possa definirsi musica? O che i soldi possano dare ragione a qualsiasi sconfortante orrore?

    Avrei concluso cosí: palermo NON DEVE avere 100 zone dove si puó fare quello che si crede senza curarsi dei cittadini che vivono nei dintorni. Il guadagno di 10 non giustifica lo stress per 1000.

    Cari gestori,
    in città ci vivono giovani, meno giovani, vecchi, malati, malati gravi, gente morente e malati di mente che con questa musica assordante possono andare in escandescenza e fare qualche sciocchezza, grave o neno grave.
    Che ne pensate se quando la mattina andate a dormire e qualcuno vi viene a suonare una serenata sotto il vostro balcone?
    Il sindaco ha raggione deve tutelare a tutti!

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