La "Nuova Primavera" di Vizzini

La “Nuova Primavera” di Vizzini

L'INIZIATIVA DEL SENATORE
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Per quanto tempo ancora Diego Cammarata siederà sullo scranno più alto di Palazzo delle Aquile? Se lo chiedono in tanti sia tra i sostenitori sia, ovviamente, tra gli oppositori. E mentre alcuni attendono pazientemente che la politica faccia il suo corso c’è chi “scalda i motori” in vista di nuove elezioni.

Tra i politici di lungo corso più spesso chiamati in causa e che non negano di essere sensibili al richiamo della sindacatura c’è Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato e del Forum delle libertà.

La strada per l’ambita fascia tricolore è ancora lunga sia per i tempi, la scadenza naturale del mandato di Cammarata è nel 2012, sia per i tanti aspiranti al “trono”. Intanto però il senatore presenta il progetto della “Nuova primavera” e per farlo sceglie un incontro organizzato dall’associazione “Il Faro” federata al Forum delle libertà. L’idea è quella di una “Nuova primavera” dei moderati e dei riformisti per Palermo, che, “andando oltre i partiti possa costruire un progetto per la città del futuro libera dalla mafia”.

Un candidatura ufficiale? No… o meglio, non adesso.

“Non e’ una mossa velleitaria per costruire una candidatura a sindaco, ma l’impegno a mettere insieme intelligenze, esperienze ed idee per costruire il futuro di Palermo – spiega Vizzini –. Partiamo da un progetto per la città del futuro che vada oltre la logica di un partito politico e coinvolga la società civile, il resto si vedrà. Ad oggi sono 25 le associazioni che hanno aderito al Forum e non escludo che questo progetto, se realizzato, possa portare alla presentazione di un proprio candidato”.

Vizzini rimanda anche al mittente chi boccia l’idea della “primavera” come riedizione di quanto fatto alla fine degli anni Ottanta da Leoluca Orlando. “Riconosco –dice – il valore di quella esperienza ma a chi parla di fotocopie ricordo che adesso ci sono fotocopiatrici che fanno copie migliori degli originali”.

Lavori in corso quindi o, per dirla con le parole dello stesso senatore, “oggi si pongono le precondizioni, che passano da provvedimenti contro la mafia che sponsorizzerò io stesso in Parlamento”. “La lotta alla criminalità organizzata – ribadisce Vizzini – è una precondizione senza la quale non è possibile imbarcarsi in questa iniziativa. Vogliamo una società libera da coloro che hanno ucciso e uccidono gli uomini e le loro libertà, e rubano il futuro ai giovani. Oggi dilaga la mafia degli affari e per questo penso che vadano assunti ulteriori provvedimenti come l’introduzione del reato di omessa denuncia delle richieste estorsive, il miglioramento della legislazione in materia di collaboratori e testimoni di giustizia, l’attuazione celere di un’anagrafe dei conti bancari, l’istituzione del reato di auto riciclaggio e l’approvazione di un ddl anticorruzione. Ai partiti, oltre ai codici etici, ribadiamo la richiesta di essere attenti, rigorosi e responsabili nel disciplinare l’ingresso nelle forze politiche e ancor di più negli incarichi dirigenziali”.

Poche parole invece sull’attuale sindaco. “Cammarata non è oggetto di valutazione – sottolinea Vizzini –. Gli sono amico e gli sono stato vicino in tutte le circostanze. C’ero quando le cose andavano bene e non sono sceso ‘alla prima fermata’ quando le cose si sono messe male. Cosa che invece hanno fatto in tanti. Nella seconda sindacatura ci sono state delle difficoltà, ma molti grandi comuni del Mezzogiorno sono in crisi”.

Una crisi che per Vizzini può essere superata anche “riappropriandoci delle bellezze naturali di Palermo, del mare e attuando provvedimenti per migliorare la qualità della vita. E’ bene, ad esempio, valorizzare il patrimonio immobiliare risparmiando così anche sugli affitti degli immobili da adibire a scuola. Non è concepibile poi scoprire solo grazie a un provvedimento giudiziario che una villa del 700 come quella di Rizzacasa era stata divisa in appartamenti e uffici e non era tutelata”.


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