La parruccaia uccisa a Palermo: la sua storia in un libro della nipote

La parruccaia uccisa e il silenzio: “Un libro per ridare luce a mia zia”

Daniela Carlino
L'autrice è Daniela Carlino, nipote di Ninni Giarrusso. Il ricavato andrà alla ricerca sul cancro

PALERMO – “Per me è stato come chiudere il cerchio. Dovevo mettere nero su bianco ciò che mia zia ha rappresentato nella mia vita e, allo stesso tempo, ripercorrere la tragedia che me ne ha atrocemente privato”.

Daniela Carlino, pedagogista e attivista contro la violenza di genere, è la nipote di Antonietta Giarrusso, la parruccaia uccisa nel suo negozio di via Dante a Palermo nell’aprile del 2012. Da allora sono trascorsi quasi quattordici anni, ma l’assassino non è mai stato individuato.

Il libro “Una luce spezzata”, edizioni Albatros

“Il tempo non cancella il dolore – spiega la nipote della parruccaia – per questo ho sentito la necessità di scrivere chi era mia zia: una donna semplice che non faceva rumore, ma che in silenzio donava tanto alle persone ed era in grado di cambiarne la vita. E’ un libro di testimonianza narrativa, racconta un dolore intimo provocato da una morte violenta, contrapposto al silenzio che si tenta di far calare sulla vicenda”.

“Scrivere riesce a dare forma al dolore”

Da qui, il titolo “Una luce spezzata”. “Già, perché mia zia aveva una luce che travolgeva. All’inzio, dopo l’omicidio, pensavo che tacere fosse l’unico modo per sopravvivere, poi ho capito che parlarne e, ancora di più scriverne, riescono a dare una forma al dolore”, aggiunge.

La quarta di copertina di “Una luce spezzata”

La parruccaia uccisa e le indagini

Un percorso non semplice per chi ha vissuto in prima persona tutte le fasi delle indagini sul delitto che scosse l’intera città. Daniela Carlino in questi anni si è sempre battuta per fare emergere la verità, per dare un nome e cognome a chi, in pieno giorno, sferrò le coltellate mortali a Ninni Giarrusso.

“E’ una risposta a chi tenta di far piombare nel buio quello che è successo – prosegue l’autrice – e, contemporaneamente, uno strumento che mi ha permesso di sciogliere tanti nodi. Io e mia sorella gemella eravamo profondamente legate a mia zia, che per noi è stata come una seconda madre”.

Illustrazioni di Monia Centini

Un libro sulla parruccaia uccisa e la panchina rossa

L’immagine in copertina ritrae l’autrice da piccola con la zia, sedute su una panchina rossa, come quella che nel 2021 è stata collocata davanti al luogo dell’omicidio. “Scriverne – prosegue Daniela Carlino – è stato doloroso in molti momenti, in altri ho provato un’immensa gratitudine”.

La scrittura come “terapia”, come elaborazione di un dolore che dopo quattordici anni non ha perso intensità: “Questo libro è nato come un diario, poi alcune amiche mi hanno incoraggiato a trasformare gli appunti in scrittura. Sono tornata indietro nel tempo, tirando fuori emozioni e pensieri che avevo dimenticato”.

La parruccaia uccisa raccontata da Daniela Carlino. Illustrazioni di Monia Centini

La nipote della parruccaia uccisa: “Una luce che non si spegne”

“Spesso mi sono ritrovata in lacrime, ma dare voce a ciò che avevo dentro è stato molto importante. Come lo è il ricordo della generosità che ha sempre caratterizzato mia zia, anche dopo la sua morte, quando abbiamo donato le sue parrucche alle malate oncologiche. In molte si rivolgevano a lei e sono felice che nonostante non ci sia più, questi angeli continuano a ricordarla: per questo il mio ricavato sarà devoluto alla ricerca sul cancro. La luce di Ninni è stata spezzata, ma non si è spenta”. 


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