Apertura in ribasso questa mattina per lo spread fra Btp e Bund che segna 205 punti contro i 215 di ieri quando aveva visto già un notevole calo da quota 238 punti. Gli investitori guardano con attenzione al maxi piano da 500 miliardi di euro presentato da Francia e Germania per l’emergenza Covid che attinga dal bilancio Ue e non da prestiti. Una proposta che potrebbe portare all’Italia 100 miliardi a fondo perduto. Ma che trova l’opposizione dei soliti Paesi del no, come Olanda e Austria.
IL PIANO
Cinquecento miliardi per rilanciare l’economia europea: è questa la proposta declinata in quattro pagine di documento congiunto da Parigi e Berlino. Macron e Merkel ritrovano l’unità e lanciano la loro idea alla Commissione europea, impegnata in questi giorni a costruire consenso intorno al Recovery fund, il fondo per la ripresa su cui la presidente Ursula von der Leyen presenterà la sua proposta la settimana prossima, il 27 maggio.
Il documento franco-tedesco è un compromesso tra la posizione dei Paesi dell’Europa meridionale, con Italia e Francia in testa, e quella dei nordici più rigorosi dal punto di vista fiscale, di cui la Germania è capofila. Le dimensioni del fondo proposto da Francia e Germania, 500 miliardi, sono nettamente inferiori rispetto alla richiesta della sponda Sud, che finora ha spinto per uno stanziamento di almeno 1.000 miliardi. Dall’altro lato, però, queste sovvenzioni – incardinate sul bilancio pluriennale europeo – dovrebbero essere a fondo perduto. Gli aiuti “non saranno rimborsati dai destinatari” ma “dagli Stati membri”, ha spiegato il presidente francese Emmanuel Macron presentando la proposta in conferenza stampa con la cancelliera tedesca Angela Merkel. La quale ha sottolineato che il denaro arriverà “dal bilancio dell’Ue, quindi non prestiti” e sarà messo “a disposizione delle regioni e dei settori più colpiti dalla pandemia”.
DEBITO EUROPEO
Con il piano franco-tedesco si introdurrebbe anche una prima forma di emissione di debito comune: la Commissione sarebbe infatti autorizzata a finanziare il Fondo per la ripresa andando a prendere denaro a prestito sui mercati in nome dell’Unione europea. Per cercare di convincere i Paesi rigoristi c’è il passaggio in cui si specifica che gli aiuti saranno basati “su un chiaro impegno degli Stati membri ad applicare politiche economiche sane e un’ambiziosa agenda di riforme”. Una posizione a metà strada, insomma, su cui tuttavia l’unanimità resta ancora tutta da trovare. Von der Leyen incassa per ora l’assist franco-tedesco, che “va – dice – nella direzione della proposta su cui sta lavorando la Commissione”.
ITALIA SODDISFATTA
Adesso bisognerà tenere conto anche delle opinioni di tutti gli altri Stati membri, oltre che del Parlamento europeo. La strada è in salita. L’Italia si dice soddisfatta, con Palazzo Chigi che considera la proposta “un buon punto di partenza”, anche se ancora “da ampliare”. Una posizione, sottolineano dal Governo riguardo al documento franco-tedesco, che “è frutto del lavoro congiunto con altri partner europei, in primis l’Italia”. Ma il fornte del no comincia subito a farsi sentire: la prima a rompere le fila è stata l’Austria, secondo cui il sostegno dell’Ue deve concretizzarsi in “prestiti, non aiuti”.

