La protesta di un padre che non vede la figlia

La protesta di un padre che non vede la figlia

La protesta di un padre che non vede la figlia

Una culla vuota accanto al Duomo e davanti l’arcivescovado di Catania il 23 novembre scorso , ed ora il deposito di un ricorso per la dichiarazione giudiziale al Tribunale per i minorenni di Palermo. Sono le iniziative di un impiegato di 25 anni, Marcello Mancarella, che non riesce ad ottenere il riconoscimento di paternità di una bambina nata a metà dello scorso mese da una relazione con una 23enne palermitana. Secondo quanto ricostruito nel ricorso dal suo legale, l’avvocato Giuseppe Lipera, i due si erano conosciuti su una nave da crociera, sulla quale lavoravano. Scattato l’amore avevano avviato una convivenza a Catania. La giovane è rimasta incinta e negli ultimi mesi della gravidanza si è trasferita in casa dei genitori.

“Da quel momento – aggiunge il penalista – il mio assistito non ha più visto né sentito né la compagna, e neppure la figlia, della quale non conosce neppure il nome. E gli è stato impedito di riconoscerla”. Nel ricorso si chiede al Tribunale per i minorenni di Palermo la possibilità di riconoscere la piccola come figlia di Mancarella, la possibilità per l’uomo di poterla vedere, tenerla con sé almeno due pomeriggi alla settimana e l’affido della piccola ad entrambi i genitori con collocamento in casa della madre. Il padre della neonata chiede anche di potere contribuire economicamente al mantenimento di sua figlia.

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