CATANIA -Di fronte l’ennesimo naufragio bisogna prendere una posizione. Di fronte alla tragedia umana cui Catania, in particolare, è costretta ad assistere, pur non rimanendo inerme, occorre alzare la voce nei confronti dell’Europa. Ne è convinto il consigliere comunale di Grande Catania, Sebi anastasdi che, dopo un intervento duro in Consiglio comunale, torna a lanciare la sua provpcazione: “via la bandiera dell’Europa dal Comune”.
Lo spiega lo stesso Anastasi in un lungo comunicato, nel quale rappresenta, di fatto, quanto sta avvendendo in città da due anni a questa parte. “La situazione che si vive ora nella nostra città ha del paradosso – dice – In questo momento di continui sbarchi e di immani tragedie umanitarie la paura è che a Catania si possa creare un mix di sentimenti tra i cittadini che, dalla profonda sensibilità e commozione, possa “deviare” verso l’ assuefazione a questa emergenza. Come se tutto ciò diventi routine e prevalga un senso di rassegnata sopportazione.
Da catanese e consigliere comunale ho la sensazione e ,al tempo stesso, la paura che l’Europa voglia relegare l’Italia ad una terra di stragi del mare e di sbarchi. Un timore a cui si aggiunge quello di possibili tensioni sociali in una Sicilia dove la popolazione vive una crisi economica senza precedenti e dove migliaia di famiglie non riescono ad arrivare a fine mese. Il volontariato e la cittadinanza catanese sta dando il massimo da anni a sostegno di chi giunge sfruttato e miracolosamente vivo sulle nostre coste ma occorre che anche le istituzioni locali battano un colpo vibrante per quel di competenza. Pertanto chiedo, qualora non ci fossero cambiamenti radicali con misure concrete ed evidenti in questa situazione di emergenza, ritengo opportuno esprimere un atto di dissenso forte con una forma di protesta estrema: la rimozione della bandiera dell’Unione Europea dall’aula del Consiglio Comunale di Catania. Poiché, in questo momento, non mi sento di far parte di questa Europa, più economica che dei popoli, che resta alla finestra a guardare l’Italia e la Sicilia senza muovere un dito”.

